Il calvario di un anno

Bonus, ristori e proroghe: slalom infinito nel Covid-Fisco

Sotto pressione con i clienti di fronte a tutte le norme varate a getto continuo per contenere gli effetti economici della pandemia

di Ivan Cimmarusti

Illustrazione di Mirko Camia

3' di lettura

Dalla rivalutazione dei beni d’azienda agli incentivi e finanziamenti Sace, fino al superbonus ed ecobonus, senza tralasciare la fase del contenzioso tributario: le limitazioni sanitarie dovute al Covid-19 non hanno frenato le attività professionali degli studi fiscali. Anzi, la consulenza ha assunto anche caratteri straordinari, dopo il varo di una normativa emergenziale - in alcuni casi sclerotica - che ha inevitabilmente influito sui carichi di lavoro.

Il bilancio professionale dell’anno pandemico segna un punto a favore degli studi legali tributari che hanno saputo fronteggiare le difficoltà dell’emergenza sanitaria.

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La consulenza

«Nonostante l’emergenza sanitaria, l’operatività dello studio è proseguita regolarmente in tutte le aree di attività», spiega il commercialista Fabrizio Colombo, partner dello studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati. «I servizi di consulenza resi ai nostri clienti hanno riguardato sia l’attività ordinaria che straordinaria, quest’ultima particolarmente intensa nonostante la pandemia. A ciò si è aggiunta l’attività resa in relazione alle misure emergenziali introdotte dai vari “decreti Covid”, quali, ad esempio, i finanziamenti assistiti da garanzie Sace. Anche sul fronte delle controversie fiscali il lavoro è proseguito regolarmente, e ciò nonostante il rallentamento dell’attività giudiziale nei primi mesi della pandemia».

Per il commercialista Marco Valdonio - partner dello studio Maisto Associati che quest’anno compie 30 anni di attività - «non si è riscontrato un cambio di baricentro rispetto alle materie sulle quali tipicamente si sono sviluppate le professionalità e le competenze specifiche dello studio, anche nel contesto della consulenza ordinaria, cioè al di là di quella su specifiche operazioni straordinarie o di mercato. Tra le richieste della clientela si sono riscontrati diversi casi in cui l’oggetto dell’attività era anche quello dell’interpretazione ed applicazione dei nuovi provvedimenti introdotti nella fase emergenziale, come il superbonus, incentivi e altri».

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Secondo Stefania Radoccia, italian Tax&law managing partner di EY, «nel pieno periodo emergenziale, e non solo, EY Tax&law ha supportato le aziende nello studio e nell’analisi delle nuove normative in ambito legale e fiscale, affiancandole nella discussione con gli istituti bancari per l’ottenimento di finanziamenti garantiti e per la negoziazione delle clausole legali in fase di elaborazione del loro business plan. Sempre in tema di liquidità abbiamo supportato i clienti nello smobilizzo dei crediti fiscali, in particolare crediti Iva, con la richiesta di assistenza in tema di imposte dirette e indirette e di transfer pricing sugli aspetti internazionali del loro business. Dalla seconda parte del 2020, e nei primi mesi del 2021, c’è stato un grande interesse da parte di private equity internazionali per le operazioni di due diligence buy-side».

La normativa emergenziale

Eppure le problematiche non sono mancate. Gli studi hanno dovuto far fronte alla crescente produzione normativa emergenziale. L’avvocato Eugenio Briguglio, socio dello studio Biscozzi Nobili Piazza, spiega che «l’intensa attività normativa - spesso aggravata dall’infelice formulazione delle norme e dal mancato coordinamento delle disposizioni contenute nel comprensibilmente frenetico susseguirsi degli interventi, ha causato, in una fase assai delicata per l’economia nazionale, forti incertezze nella relativa interpretazione, richiedendo interventi consulenziali sempre più articolati. I clienti hanno peraltro apprezzato le risposte che i professionisti hanno fornito».

Secondo Fabrizio Acerbis, managing partner di PwC Tls Avvocati e Commercialisti, l’ampia produzione normativa nella fase emergenziale ha prodotto aumenti di carichi di lavoro ma «solo in ambiti specifici e limitati». «Ci attendiamo - spiega il professionista - che questo possa avvenire maggiormente in futuro, soprattutto per i team che seguiamo in studio, come i progetti infrastrutturali, il segmento crisi (post moratorie) e lo sviluppo di progetti di digitalizzazione. È evidente che se si aprirà realmente una fase di riforme (a partire da quella fiscale ed energetica), tutti i dipartimenti potranno essere impattati».

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