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Bonus «rubinetti» anche per gli acquisti online, compresa l’Iva

Il ministero della Transizione ecologica pubblica nuove indicazioni sull’agevolazione da mille euro sulle spese 2021 per il risparmio idrico: possibile caricare più fatture sulla piattaforma

di Giuseppe Latour

Bonus risparmio idrico: come ottenere mille euro per cambiare sanitari e rubinetti

3' di lettura

Possibilità di accedere all’agevolazione anche per gli acquisti online, ma senza includere le spese di trasporto. Via libera ai soli acquisti di materiali, senza posa in opera. Stop ai contratti preliminari, che non danno diritto all’incentivo. E possibilità di conteggiare l’Iva nelle fatture caricate sulla piattaforma. Il ministero della Transizione ecologica va avanti nella costruzione dell’impalcatura del bonus per il risparmio idrico, l’agevolazione da mille euro che riguarderà tutte le spese effettuate nel corso del 2021 per interventi come l’installazione di rubinetti e sanitari. Sono, così, state appena pubblicate alcune risposte a dubbi operativi dei cittadini.

La nuova agevolazione

Il bonus per il risparmio idrico, disegnato dalla legge di Bilancio 2021, è stato attuato da un decreto datato 27 settembre del ministero della Transizione ecologica, che mette a disposizione per questo strumento 20 milioni di euro. Saranno utilizzabili per tutte le spese effettuate nel corso del 2021. È importante, allora, iniziare a seguire le indicazioni operative che arrivano dal Governo.

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Gli interventi possibili

Questi soldi serviranno a pagare interventi come l’installazione di rubinetti e sanitari, ma anche le opere idrauliche, murarie e le attività di smaltimento legate ai lavori. E potranno essere richiesti attraverso la piattaforma già utilizzata per il bonus mobilità 2020. Quindi, l’infrastruttura a disposizione sarà simile a quella già utilizzata per il bonus bici. Tanto che i bonus idrici, nel limite massimo di mille euro, saranno emessi, dopo avere provato la propria identità tramite Spid o Carta di identità elettronica, secondo l’ordine temporale di presentazione delle istanze, esattamente come accaduto per quella agevolazione.

Spese Iva compresa

Le spese ammissibili saranno comprensive di Iva, come indicata nella fattura o in un altro documento commerciale per i soggetti non tenuti ad emettere fattura. La determinazione dell’aliquota Iva, comunque, è competenza del fornitore. Fornitura e posa in opera, per essere agevolate, non dovranno per forza essere inserite nella stessa fattura, dal momento che sulla piattaforma sarà possibile caricare più documenti.

Gli acquisti online

Altro punto importante riguarda gli acquisti effettuati online. Il ministero spiega, infatti, che «non ci sono preclusioni alle modalità di acquisto, purché dalla fattura elettronica o altro documento commerciale emesso dal fornitore (accompagnato da documentazione del venditore idonea a ricondurre la transazione allo specifico prodotto acquistato, e che deve essere trasmesso tramite la piattaforma) siano ricavabili le specifiche tecniche del prodotto, della posa in opera e dell’installazione, ovvero di tutte le spese per cui unitariamente si chiede il rimborso con la presentazione della domanda di erogazione del bonus idrico». In questi casi, però, non sono agevolabili le spese di trasporto.

I materiali

Quanto ai prodotti che accedono all’agevolazione, sarà possibile chiedere il rimborso per il semplice acquisto di materiali, purché rispettino le specifiche tecniche indicate dalla legge. Non rientrano nel perimetro dell’incentivo, tra gli altri: piatti doccia, bidet, box doccia, lavandini, serbatoi di accumulo, sanitari in resina.

Immobili e titoli di vendita

Sul fronte dei titoli che legittimano a chiedere il bonus, il ministero chiarisce che il preliminare di acquisto di un immobile non è sufficiente. «Il richiedente-beneficiario - spiega il ministero - deve essere munito di un titolo giuridico valido (diritto reale, o diritto personale di godimento già registrato alla data di presentazione dell’istanza) risultante da pubblici registri, tra i quali non può rientrare il mero diritto a stipulare il contratto definitivo compreso nel contratto di acquisto preliminare pur se registrato». La destinazione dell’immobile, residenziale o commerciale, non è invece rilevante.


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