Agevolazioni mancate

Bonus tv: a che punto siamo e perché non c’è ancora

Lo sconto fino a 100 euro non è ancora operativo a un passo dal cambio di standard: vendite ferme e clienti delusi

di Valeria Uva

(Bloomberg via Getty Images)

4' di lettura

Gli Europei sono un ricordo, per le Olimpiadi di Tokyo potrebbe essere già tardi. Ma il vero rischio per il nuovo bonus tv è l’effetto “schermo nero”. Perché se l’incentivo alla rottamazione dovesse ancora tardare o la macchina organizzativa incepparsi all’ultimo momento, si potrebbe arrivare a settembre, alla fatidica data dello switch off, ovvero del passaggio al nuovo standard di trasmissione del segnale tv senza che il bonus da 100 euro sia ancora disponibile. E a quel punto basta avere in casa un tv acquistato prima del 22 dicembre 2018 e dunque con buona probabilità non più in grado di ricevere il nuovo segnale per i canali tradizionali (Rai e Mediaset, ad esempio) per dover correre a comprare un nuovo apparecchio se si vuole evitare lo “schermo nero”.

Certo per l’incentivo, sulla carta, mancano pochi passaggi: il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato nei giorni scorsi il decreto attuativo e ora si attende la pubblicazione in Gazzetta e i successivi 15 giorni di vacatio legis. Ma anche dopo quella data servono ulteriori dettagli tecnici, che preoccupano non poco i rivenditori. L’attuale situazione, un po’ paradossale, la riassume bene Davide Rossi, direttore generale di Aires, l’associazione che riunisce le grandi catene di negozi di elettronica: «Abbiamo i magazzini pieni di televisori e dobbiamo mandar via i clienti a mani vuote e loro, arrabbiati, pensano siamo noi a non voler scontare il tv». Insomma gli annunci sono partiti, il contributo no.

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La tecnologia

Dal primo settembre, salvo proroghe dell’ultim’ora, cambierà in tutta Italia lo standard di trasmissione del segnale televisivo, passando dall’attuale digitale terrestre allo standard DVB-T2. Per capire se lo schermo di casa è abilitato occorrono alcune verifiche tecniche, ma in linea di massima se l’apparecchio ha anche solo tre anni di vita, cioè è stato comprato prima del 22 dicembre 2018 è probabile non sia adeguato: va sostituito o aggiornato con un decoder. La novità non riguarda lo streaming e gli abbonamenti satellitari.

Difficile calcolare con esattezza il parco apparecchi da cambiare: una prima stima della Fondazione Bordoni ne conteggiava oltre 20 milioni, altri si fermano a 10 milioni, anche perché non è detto che vengano tutti rottamati.

I bonus

Il governo ha messo in campo due incentivi: il primo, riservato alle famiglie con Isee sotto i 20mila euro, del valore di 50 euro è già operativo; l’altro, per tutti senza Isee, è valido fino al 31 dicembre 2022, salvo esaurimento anticipato dei 250 milioni stanziati.Il nuovo bonus ( detto “rottamazione” perché legato appunto alla consegna del vecchio tv) è pari al 20% del prezzo di acquisto del Tv, con un tetto di cento euro. I due strumenti sono cumulabili, fino a un massimo di 130 euro.

A che punto siamo

La norma istitutiva nella legge di Bilancio ha rinviato per l’attuazione a un decreto Mise da varare entro 45 giorni, (in pratica a metà febbraio), in teoria, con buon anticipo sul passaggio al nuovo standard. Ma il Dm è stato messo a punto solo pochi giorni fa e sconterà comunque i 15 giorni di “vacatio” una volta in Gazzetta. Poi ,una volta in vigore, deve essere predisposta la piattaforma telematica dell’agenzia delle Entrate: tutto passerà da lì. Il rivenditore caricherà i dati del cliente (codice fiscale, apparecchio acquistato e prezzo), e riceverà da lì il via libera allo sconto, una volta verificata la disponibilità delle risorse. A sua volta, il negoziante potrà utilizzare lo sconto praticato come credito di imposta in compensazione dal giorno dopo .«In realtà una piattaforma c’è già - ricorda Rossi - ed è quella che stiamo utilizzando con facilità per il primo bonus, credo si possa adattare con poche modifiche». Sicuramente i due incentivi non sono perfettamente sovrapponibili e dunque degli aggiustamenti tecnici saranno necessari. Potrebbe servire altro tempo. «Noi di Aires e le altre associazioni di categoria abbiamo chiesto un incontro urgente all’agenzia delle Entrate proprio per definire gli ultimi passaggi tecnici e aspettiamo di essere convocati» aggiunge Rossi.

Intanto, in attesa del bonus e complice la pandemia le vendite di televisori sono quasi ferme da gennaio persino lontane dall’obiettivo tradizionale di 4,5 milioni di apparecchi l’anno.

COME SI ARRIVERÀ AL PREZZO RIBASSATO

1) La norma
Per favorire il passaggio al nuovo standard DVB-T2, non supportato, in generale, dagli apparecchi acquistati prima del 22 dicembre 2018. la legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 614 della legge 178/2020) ha previsto un bonus per l’acquisto di un nuovo televisore.

2) Il bonus
Lo sconto è pari al 20% del prezzo di vendita, comprensivo di Iva, con un massimo di 100 euro per singolo utente. Il contributo è disponibile fino al 31 dicembre 2022 salvo esaurimento dei fondi (250 milioni) .

3) I requisiti
L’incentivo è riconosciuto a tutti i possessori di un apparecchio tv non abilitato al nuovo standard in vigore da settembre, in regola con il pagamento del canone (o esenti). A differenza del bonus tv già operativo, riservato a chi ha un Isee sotto i 20mila euro, quello futuro è per tutti, senza limiti di Isee.

4) La procedura per gli utenti
All’atto dell’acquisto il cliente deve autocertificare il pagamento del canone. Sul sito del Mise sarà disponibile l’elenco dei rivenditori accreditati, presso i quali sarà possibile anche consegnare il vecchio tv. L’apparecchio può anche essere rottamato in un’isola ecologica, con un modulo di autocertificazione.

5) L’erogazione
La richiesta, i controlli e il via libera al bonus avverranno tramite una piattaforma telematica delle Entrate a cui si collegherà il rivenditore .

6 ) Il credito di imposta
Il rivenditore potrà ottenere l’importo dello sconto come credito di imposta in compensazione.

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