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Bonus tv, il decreto in Gazzetta: Isee a 20mila euro. Chi deve cambiare il televisore

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto Mise-Mef sul cambio dei televisori. L’agevolazione riservata a famiglie con Isee non superiore a 20mila euro. Sul sito del Mise sarà pubblicato un elenco dei prodotti acquistabili con l’incentivo (massimo 50 euro)

di Carmine Fotina


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4' di lettura

Il bonus per i nuovi televisori sarà riservato a famiglie con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 20mila euro. È solo uno dei dettagli che emergono dal decreto attuativo dello Sviluppo economico, di concerto con l’Economia, (decreto 18 ottobre 2019, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 270del 18 novembre 2019) che regola la concessione degli incentivi previsti dalla legge di bilancio dello scorso anno.

Si tratta di “mini incentivi”, vale la pena ricordare, visto che l’ammontare dello sconto da applicare sarà al massimo di 50 euro. Chi andrà nei negozi, o acquisterà anche online, potrà richiedere il contributo a partire dal 30esimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta ufficiale e fino al 31 dicembre 2022, ovviamente fino a esaurimento delle risorse. Quest’ultime ammontano attualmente, in totale, a 151 milioni di euro.

Quali apparecchi
La sostituzione prevista dovrà scattare entro il 2022. Solo in alcuni casi occorrrerà cambiare il televisore, in altri casi potrebbe bastare un nuovo decoder. Lo sconto è usufruibile per «apparecchi atti a ricevere programmi e servizi radiotelevisivi - dotati in caso di decoder anche di presa o di convertitore idonei ai collegamenti alla presa SCART dei televisori - con interfacce di programmi (Api) aperte, laddove presenti, a prescindere dalla piattaforma tecnologica del consumatore, sia essa terrestre, satellitare e, ove disponibile, via cavo». Piena neutralità tecnologica, dunque, come prescrive la Ue. Nello specifico, gli apparecchi da utilizzare per il digitale terrestre, devono incorporare la tecnologia DVB-T” HEVC, main 10, di cui alla raccomandazione ITU-T H.256, almeno nella versione approvata il 22 dicembre 2016».

Nella relazione illustrativa, il Mise specifica che, per cercare di ampliare il più possibile la platea degli utenti, «e per non penalizzare utenti che non siano in possesso di televisori di ultima generazione», nel decreto si è specificato che, in caso di decoder, questi debbano essere dotati di prese o di convertitori che permettano all’utente la ricezione di programmi, trasmessi con i nuovi standard, anche attraverso televisori non dotati di tecnologie evolute.

Perché e chi deve cambiare
La decisione di fissare l’obbligo di sostituzione dei televisori o dei decoder - c’è tempo fino al 2022 e, è importante ribadire, non riguarderà tutti gli utenti ma solo quelli che non hanno già apparecchi con le specifiche tecniche necessarie - risale all’asta per le frequenze 5G. Dopo quella procedura infatti si è reso necessario uno spostamento di frequenze usate dalle emittenti televisive (banda di spettro 694-790 Mhz), con la conseguenza di dover passare dallo standard tecnologico Dvb-t del digitale terrestre al Dvb-t2 HEVC, main 10, che sarà il riferimento per capire se i nostri televisori o decoder sono da cambiare (sempre che non sia voglia passare al satellite o alla tv via cavo/internet).

L’elenco
I produttori degli apparecchi dovranno dichiarare l’elenco di prodotti che soddisfano le caratteristiche prima descritte. Il Mise, verificata la loro conformità, pubblicherà il relativo elenco sul suo sito internet. Sono ammessi anche acquisti via e-commerce, a patto che si tratti di «venditori del commercio elettronico operanti in Italia».

Tutti i venditori, sia quelli fisici sia quelli online, che intendano vendere televisori o decoder con incentivi dovranno registrarsi, partire da 15 giorni prima della data di partenza delle agevolazioni, tramite il servizio telematico che sarà disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Tecnologia DVB-T2: bonus da 50 euro per cambiare tv e decoder

Le procedure
Il contributo sarà riconosciuto all’utente sotto forma di sconto sul prezzo di vendita (comprensivo di Iva), per un importo di 50 euro o pari al prezzo di vendita se inferiore (si pensi ad alcune tipologie di decoder). L’utente deve presentare al venditore una richiesta con dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con allegata copia di un documento di identità, con la quale afferma che l’Isee del suo nucleo familiare non supera 20mila euro e che i componenti dello stesso nucleo non hanno già fruito del contributo.

Toccherà poi al venditore, avvalendosi del servizio online dell’Agenzia delle entrate, trasmettere al Mise una comunicazione con una serie di dati: codice fiscale del venditore e dell’utente, dati del documento di identità dell’utente, i dati dell’apparecchio, il prezzo finale di vendita, l’ammontare dello sconto. Per ogni comunicazione, l’Agenzia verificherà l’idoneità dell’apparecchio e la disponibilità delle risorse comunicando poi al venditore la disponibilità dello sconto.

Il venditore recupera lo sconto mediante un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 online. Nel frattempo l’Agenzia dovrà istituire il codice tributo per la fruizione del credito d’imposta.

Sarà invece un decreto direttoriale del Mise a rendere noto il termine finale di erogazione del contributo in caso di esaurimento delle risorse stanziate.

Risorse aggiuntive
Nei giorni scorsi, il sottosegretario allo Sviluppo Mirella Liuzzi, al termine del tavolo “Tv 4.0”, ha affermato che l’obiettivo del ministero è «incrementare gli attuali 151 milioni di euro» stanziati con la legge di bilancio 2019 richiedendo un nuovo finanziamento della misura per allargare la platea dei beneficiari». Per la precisione, va anche detto che non tutti i 151 milioni potranno essere utilizzati perché una piccola quota andrà a rimborsare i costi sostenuti dall’Agenzia delle entrate.

Liuzzi ha sottolineato anche l’importanza di «campagne e azioni informative coordinate dal MiSE, per guidare i cittadini nel cambiamento tecnologico». Per questo scopo sono disponibili 15 milioni, con il limite di 2 milioni per il 2019, di 4 milioni per il 2020, di 5 milioni per il 2021 e di 4 milioni per il 2022.

Per approfondire:
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    Carmine FotinaVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: Politica industriale, commercio estero, innovazione digitale, tlc

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