turismo

Bonus vacanze da 500 euro, cosa si può fare e cosa no

Tra le condizioni per accedere al contributo c’è che il pagamento dell’albergo, dell’agriturismo o del bed & breakfast avvenga «senza l'intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici». Protestano le associazioni dei consumatori e i grandi portali come Booking.com e Airbnb

di Andrea Gagliardi

Bonus vacanze non convince, per le imprese non basta

Tra le condizioni per accedere al contributo c’è che il pagamento dell’albergo, dell’agriturismo o del bed & breakfast avvenga «senza l'intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici». Protestano le associazioni dei consumatori e i grandi portali come Booking.com e Airbnb


2' di lettura

Il bonus vacanze è appena nato e già fa discutere. Stiamo parlando del contributo fino a 500 euro per le spese sostenute per soggiorni in ambito nazionale in alberghi, campeggi, villaggi, bed & breakfast. Un contributo al quale possono accedere le famiglie con un reddito Isee fino a 40 mila euro, modulato in base alla numerosità del nucleo familiare: 500 euro per le famiglie composte da 3 o più soggetti, 300 per le famiglie di due persone e 150 per le famiglie mononucleari. Il contributo potrà essere speso dal 1 luglio al 31 dicembre 2020. L'80% sarà uno sconto diretto sulla fattura elettronica emessa da qualche struttura ricettiva, il restante 20% sarà una detrazione dall'imposta sul reddito. E già c’è chi come Salvini si fa latore delle lamentele degli albergatori contrariati per il fatto che la maggior parte del bonus andrà anticipato da loro (lo sconto è infatti solo in un secondo momento rimborsato dallo Stato sotto forma di credito di imposta).

No ai pagamenti con le piattaforme digitali
Non solo. Tra le condizioni per accedere al credito c’è che il pagamento del servizio reso dal singolo albergo, agriturismo o bed & breakfast deve essere corrisposto «senza l'ausilio, l'intervento o l'intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator».

Booking.com: no a discriminazioni bonus vacanza
La reazione dei maggiori portali online per la prenotazione di alberghi e case vacanze non si è fatta attendere. Nel dl Rilancio ci sono interventi «significativi e positivi per il turismo, primo tra tutti il bonus vacanza ma siamo dispiaciuti nel notare che vengono discriminate le persone che prenotano e pagano immediatamente sui portali telematici». Così il country manager per l'Italia di booking.com, Alberto Yates, in audizione in commissione Industria al Senato.

Airbnb: no esclusione piattaforme da bonus vacanze
Il tax credit per le vacanze delle famiglie «pare escludere l'utilizzo delle piattaforme digitali per il pagamento e quindi per beneficiare di questa misura. Esprimiamo il nostro dissenso a riguardo» ha rilanciato il country manager di Airbnb, Italy and South East Europe, Giacomo Trovato, sempre in audizione in commissione Industria al Senato. «Auspichiamo che l’esclusione delle piattaforme dalla misura possa essere eliminata». Inoltre, ha aggiunto, «la distribuzione di voucher vacanza alle famiglie da utilizzare in tutte le strutture ricettive ed alloggi ad uso turistico, sarebbe una misura più semplice».

Codacons: errore escludere piattaforme da bonus vacanze
Scende in campo anche il Codacons contro la misura. «Il bonus vacanza inserito nel dl Rilancio deve valere per tutte le strutture turistiche indipendentemente dalle modalità di prenotazione, e va esteso quindi anche alle piattaforme digitali» afferma l’associazione dei consumatori che ricorda in una nota «come sia cresciuto in Italia il ricorso al web per le prenotazioni alberghiere». Per il Codacons quindi, «escludere dal bonus vacanza le piattaforme digitali specializzate in 'booking' equivale a danneggiare i consumatori».

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