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Boom dell’export cinese, a novembre +21%

Il dato mensile più alto dal 2018. L’import a + 4,5% spinge il surplus al record di 75,4 miliardi di dollari

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Balzo delle esportazioni cinesi a novembre, il più alto dal 2018. Il volume della bilancia commerciale ha raggiunto i 268 miliardi di dollari, il valore più alto in un solo mese, a +21% rispetto al novembre dell'anno scorso. Le importazioni sono cresciute 4.5%, con un trade surplus di 75.4 miliardi di dollari, il più alto dal 1990. Il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti ha raggiunto un nuovo record mensile pari a 37,4 miliardi.

Il ruolo della pandemìa

Capacità di tenere sotto controllo il virus da parte di Pechino e gli ordini natalizi in arrivo dal resto del mondo hanno spinto la bilancia commerciale. Il dato positivo si aggiunge alla ripresa dell'attività manifatturiera e della domanda interna che si sommano, a loro volta, alla ripresa negli investimenti.

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Le esportazioni di apparecchiature mediche nel periodo gennaio-novembre sono aumentate del 42,5% in dollari rispetto a un anno fa, mentre le spedizioni di elettronica a novembre sono aumentate del 25% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.

La domanda di prodotti elettronici e legati alla pandemia non è stata praticamente influenzata dalle nuove misure di social distancing che influenzano i servizi più del commercio di beni.

Guardando al futuro

L’export potrebbe rallentare a dicembre a causa di una base più elevata rispetto all'anno precedente. È probabile un forte rimbalzo aumenti nel 1° trimestre del 2021, dal momento che nello stesso periodo la Cina ha iniziato ad accusare il colpo del Covid-19.

Le importazioni cinesi tendono ad essere guidate dalla domanda di materie prime per investimenti e prodotti agricoli, piuttosto che dai beni di consumo. Le importazioni di minerali di ferro nei primi 11 mesi di quest'anno sono aumentate di quasi il 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre gli acquisti di soia dall'estero sono aumentati del 17,5%.

Tuttavia, c’è chi avverte che le prestazioni potrebbero rallentare il prossimo anno se l'introduzione dei vaccini consentirà alle fabbriche di altri Paesi di tornare alla piena attività. La forza delle esportazioni potrebbe attenuarsi nel 2021 dal momento che la ripresa nelle principali economie si attenua dopo il cosiddetto balzo a V e la produzione in altri Paesi si normalizza gradualmente.

Surplus e yuan forte

Il surplus record anche rispetto alla bilancia commerciale con gli Stati Uniti pari a 37.4 miliardi di dollari è comunque destinato a creare problemi anche a Pechino che, finora, ha perseguito una politica di yuan forte. Bisognerà dunque capire come la politica della Banca centrale si raccorderà a questo nuovo fenomeno.

Il disavanzo commerciale in aumento potrebbe esercitare ulteriori pressioni al rialzo sullo yuan, che quest'anno si è già apprezzato di oltre il 6% rispetto al dollaro. Pechino è stata attaccata da Stati Uniti ed Europa a causa dell'intervento della Banca centrale a indebolire lo yuan.

I modelli di scambio commerciale sono cambiati drasticamente. L'aumento del surplus va adesso, comunque, in direzione opposta agli impegni presi con gli Usa di aumentare l'import come fase uno dell'accordo commerciale. Gli ultimi dati hanno mostrato che la Cina non è neanche lontanamente vicina a raggiungere i suoi obiettivi nell'ambito di quell'accordo. Il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che non rimuoverà rapidamente le tariffe imposte dall'amministrazione Trump e che consulterà gli alleati prima di sviluppare una strategia per la Cina.

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