svolta del settore

Boom delle elettriche, l’infrastruttura fatica a stare dietro al mercato

di Mario Cianflone

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(scharfsinn86 - Fotolia)


2' di lettura

Decolla l’elettrificazione dell’automobile. Con ibride plug-in e le Bev (elettriche pure) che crescono a ritmi impressionanti. Anche se va ribadito, i numeri sono ancora quelli di un mercato di nicchia. Infatti le 100% elettriche ad agosto hanno registrato un rialzo del 250% e del +108% da inizio anno, tuttavia la loro quota di mercato è di appena il 2% per un totale di circa 1.877 vetture nel mese e di 13.440 da gennaio. Un fenomeno dunque ancora tutto da comprendere. «Le auto alla spina - spiega Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility - riguardano in Italia circa due immatricolazioni su cento, rimanendo dunque ancora un fenomeno di nicchia, nonostante lo stimolo degli incentivi. I volumi delle auto elettriche e ibride plug-in crescono del 120% in un mercato in caduta libera a causa del Covid, non tanto per gli incentivi, nemmeno utilizzati tutti, quanto perché la domanda viene da clienti meno toccati dalla crisi, forse perché più benestanti».

Che il futuro dell’auto sia elettrico lo si desume dall’offerta delle case, aumentata a dismisura sulla scia di norme europee sulle emissioni che, lungi dall’essere tecnologicamente neutrali, hanno costretto i costruttori gruppi a scommettere sulle e-car a ioni di litio, soluzione non adatta a tutte le esigenze di mobilità.

Al centro dello sviluppo dell’elettromobilità ci sono le reti di ricarica, elemento fondamentale per rendere fruibili vetture che, nonostante l’autonomia accresciuta rispetto al passato, esibiscono il loro tallone d’Achille proprio nel range di utilizzo e nei tempi di rifornimento. Secondo le ultime rilevazioni di Motus-E, associazione degli operatori della mobilità alla spina, in Italia ci sono oltre 13.700 punti di ricarica in circa 7.200 stazioni accessibili al pubblico. I dati, relativi a febbraio 2020, pre lockdown, indicano una crescita del 33% rispetto all’anno precedente ma evidenziano problemi di fondo: le stazione di ricarica di ricarica veloce sono solo il 3% del totale e non crescono a ritmi adeguati. Inoltre, mancano stazioni di ricarica in autostrada. E senza ricarica fast o ultra fast, nonostante gli sforzi di operatori come EnelX (a quota 10mila punti in Italia e 50mila in Europa) e di consorzi per il cosiddetto eRoaming, viaggiare a emissioni zero fuori dalle aree urbane resta difficile. I lavori sono in corso: Ionity sta installando infrastrutture ad alta potenza lungo le autostrade con un progetto che prevede una stazione con 6 punti ogni 120 km, per un totale di 400 in Europa e di 50-60 in Italia. Brilla il network capillare di Tesla, che forse rappresenta il migliore asset della casa di Elon Musk.

In forte espansione l’offerta di modelli con lanci di vetture 100 elettriche che si susseguono a ritmo serrato. Si assiste, in Europa a una serrata competizione soprattutto tra Psa (a breve Stellantis grazie a fusione con Fca) e il gruppo Vw. I francesi, con i brand Peugeot, Opel, Citroën e Ds vantano 6 modelli di cui 3 già in vendita. Quota 6 anche per i marchi del gruppo di Wolfsburg (compresi Audi e Porsche). E, intanto, cresce l’offerta di Renault e dei giapponesi. L’auto elettrica si “normalizza”: esce dalla fase pionieristica per diventare fenomeno di massa.

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