Effetto Draghi

Boom degli iscritti agli Its nei percorsi dell’area tecnologica

In onda sabato 16 ottobre su Radio24, alle 8.15, il reportage all’Istituto tecnico superiore Rizzoli di Milano: 900 le domande arrivate per 275 posti

di Maria Piera Ceci

4' di lettura

Agli Its (pur inciampando nel nome) aveva dedicato un passaggio lo stesso premier Draghi nel discorso al Senato, a febbraio, nel corso della presentazione del programma di governo, ricordando l’importanza che l’istruzione tecnica ha in Paesi a noi vicini come Francia e Germania. E ricordando come si stimi in tre milioni, nel quinquennio 2019-2023, il fabbisogno di diplomati tecnici nell’area del digitale e dell’ambiente. E ora i soldi per rafforzare questo segmento della formazione ci sono, grazie al Pnrr che destina agli Its un miliardo e mezzo di euro in cinque anni.

Il boom nell’area tecnologica

Un endorsement importante quello di Draghi, che ha spinto molte famiglie a scegliere quest’anno gli Istituti Tecnici Superiori, percorsi biennali post diploma professionalizzanti, in stretto raccordo con le aziende. Ed è record di iscrizioni in diversi Its, soprattutto in quelli di area tecnologica, come all’Its Rizzoli di Milano. Proprio nel giorno dell’accoglienza degli alunni che hanno appena superato la selezione, Radio 24 è andata a curiosare fra le aule per capire come lavorano i ragazzi. Il racconto andrà in onda sabato 16 ottobre alle 8.15, all’interno dello spazio Reportage.

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Le due proposte formative

Il supporto di Assolombarda fra i soci fondatori, tante aziende fra i soci partecipanti: Siemens, Abb, Schneider Electric, solo per citarne alcune. Novecento candidati per 275 posti quest’anno all’Its Rizzoli, con un’offerta che nel biennio 2022-2024 si è arricchita di nuovi corsi, come ci racconta il direttore, Roberto Sella.«Lavoriamo su due ambiti: comunicazione e It», spiega Sella. «Per quanto riguarda l’area comunicazione, abbiamo un percorso di marketing digitale e due percorsi sul packaging, stampa e grafica, ambito molto in crescita e che necessita di tecnici specializzati. La nostra proposta sull’It è poi a 360 gradi, assecondando quello che ci chiedono le nostre imprese. Formiamo dunque sistemisti di rete, esperti in cybersecurity, machine learning, big data. A questo si aggiunge Informatica industriale, da cui escono tecnici che vanno a lavorare nelle imprese, aiutandole a trasformarsi in quelle smart factory previste in Industria 4.0. Quest’anno poi abbiamo creato tre nuovi bienni: big data, software architect e raddoppiato una classe di cybersecurity specialist. Abbiamo infatti una richiesta da parte delle imprese che non riusciamo a soddisfare su alcuni profili».

Ancora poche ragazze

Girando per le classi, fra i banchi e fra i ragazzi chini sui loro computer, salta all’occhio l’assenza quasi totale di ragazze.«Questo è un problema annoso su cui stiamo lavorando», ci racconta Sella. «L’eccezione è il mondo della comunicazione, che vede più ragazze che ragazzi. Si tratta di un problema culturale, presente anche nella scuola superiore. Le ragazze sono poco attratte dal mondo Stem e It. Un peccato perché abbiamo notato quanto poi siano brave».Si arriva all’Its Rizzoli soprattutto dagli istituti tecnici e dai professionali, ma aumenta il numero degli studenti in arrivo dai licei, ma anche dall’università. Dopo la laurea triennale, c’è chi preferisce concludere la propria formazione con un percorso più pratico e più a contatto con le aziende, invece che proseguire con la laurea magistrale.

L’effetto Draghi c’è stato

Tante dunque le strade che portano i ragazzi (e ancora troppo poco le ragazze) ad iscriversi agli Its, in un anno di boom di richieste. Che il presidente del Rizzoli, Pietro Raffaele Capodieci, si spiega così: «Sicuramente le parole di Draghi hanno dato una bella spinta. Per la prima volta si è parlato di Its a questi livelli. Anche il ministro Bianchi è molto impegnato sull’istruzione tecnica superiore. Ma non sono superate le difficoltà per farsi conoscere. Dobbiamo innanzitutto cambiare nome: le famiglie si confondono con l’istituto tecnico industriale, quindi con il percorso della secondaria superiore. Alcuni Its stanno cambiando nome in Academy, ma è un errore. Academy è un termine sicuramente accattivante, ma gli Its non devono fare accademia, devono fare pratica. Lancio l’idea di un concorso a premi fra gli stessi ragazzi degli Its per trovare un nome che sia attrattivo, ma che rappresenti anche la vera vocazione e struttura didattica degli Its».
Un problema dunque di riconoscibilità per gli Its, che garantiscono comunque un ottimo placement, soprattutto nell’area tecnologica.«Le aziende hanno un rapporto simbiotico con gli Its: non si fa formazione perché ci sono i soldi, ma perché c’è domanda», chiarisce Capodieci. «Le piccole aziende hanno bisogno di modernizzarsi e hanno bisogno di personale qualificato immediatamente operativo, perché non hanno la possibilità di formare il personale all’interno. La forza, l’utilità di un Its è proprio quella di formare tecnici che siano immediatamente operativi. Infatti le aziende si mettono a disposizione per gli stage e poi si impegnano ad assumere i nostri diplomati».

Le risorse del Pnrr

Un’ottima occasione di crescita arriva dai soldi del Pnrr destinati agli Its. Come utilizzarli? «Si tratta di un miliardo e mezzo in cinque anni, ma c’è grande confusione. Questo Paese rischia di non smentirsi mai, ma restiamo ottimisti», avverte Capodieci. «Arrivano circa 3 milioni a fondazione. Sarebbe logico dare la possibilità a diversi Its di mettersi insieme e costruire dei campus, delle strutture riconoscibili e attraenti, all’americana, dove faccia piacere andare a studiare, con parchi, bar. All’inizio questo sembrava possibile, poi si è stabilito che si può fare di tutto tranne che utilizzare questi soldi per costruire strutture. Come spendo tre milioni l’anno senza infrastrutture. I ragazzi si iscrivono e io dove li metto? Il Pnrr è sicuramente un’occasione straordinaria per gli Its, il timore è che questi soldi facciano venire degli appetiti anche a chi non c’entra niente. Ora però ci vuole chiarezza sulle possibilità di utilizzarli».

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