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Sui social già a 11 anni: cresce l’insonnia da like. Bambini, allarme smartphone

Smartphone e Social sempre più precoci e sempre meno attenzione ai sistemi di protezione. In aumento i casi di cyberbullismo. Diminuisce la già scarsa propensione alla lettura. Uno su quattro non fa alcuna attività sportiva.

di Marzio Bartoloni


Adolescenti social addicted rischiano ansia e depressione

4' di lettura

L’uso di smartphone e social è sempre più precoce e dilaga già tra i 10 e gli 11 anni, con sempre meno attenzione ai sistemi di protezione. Aumentano i casi di cyberbullismo mentre diminuisce la già scarsa propensione alla lettura.

Un ragazzo su quattro poi non fa alcuna attività sportiva. A questo si aggiunge una emergenza sonno: gli adolescenti vanno a letto tardi, dormono poco, e restano “connessi” anche di notte.

È questa l’allarmante fotografia degli “appena teenagers” che emerge dall'indagine «Adolescenti e Stili di Vita» realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca Iard.

Cellulari e social
I risultati dell'indagine realizzata su di un campione di oltre 2mila ragazzi che frequentano la terza media - con la collaborazione dell’associazione culturale pediatri e l'Osservatorio permanente giovani ed alcol - fa venire i brividi sulla precocità dell’uso delle tecnologie.

Ecco i numeri: circa il 60% ha il suo primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni, ma oltre il 28% (era il 18% nella edizione precedente della ricerca del 2017) lo ha avuto in regalo prima dei dieci anni. Solo una esigua minoranza ne entra in possesso dopo i 12 anni.

E non va molto meglio con i social: il 54% inizia la sua vita in rete tra gli 11 e i 12, e il 12% prima dei 10 anni. Fenomeni questi tutti in grande crescita. Aumenta anche la percentuale dei giovanissimi che non utilizza alcuno strumento di protezione del proprio profilo (era l’11% cresce al 15%) messo a disposizione dal “social”.

A questo si aggiunge che, quando l’accesso a un social prevede un'età minima (che loro non hanno) per accedervi, non rinunciano, ma il 47% indica quella minima per poter accedere, il 20% un'età a caso e il 23% di essere comunque maggiorenne, perché (spiegano i ragazzi nei focus group realizzati a corredo dell'indagine) «così non ti prendono per un bambino».

Cresce mercato degli smartphone, prima volta in due anni

«al di là dei pericoli più visibili , la deriva del cyberbullismo è il più evidente, - afferma Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza - la permanenza H24 nell’agone della piazza virtuale contribuisce ad aumentare la fragilità di una generazione di adolescenti costantemente in ansia da prestazione. Come se non bastasse sentirsi in competizione in ogni contesto in cui agiscono (dalla scuola, allo sport, a qualunque altra attività svolgano), l'essere costantemente “in vetrina” e psicologicamente dipendenti dal giudizio degli altri manifestato attraverso like e follower li rende insicuri al punto di modificare, probabilmente anche inconsapevolmente, il modo di comunicare tra di loro». «Un esempio di questo – prosegue Maurizio Tucci – ci è dato anche dall'uso apparentemente bizzarro della comunicazione orale attraverso lo smarthphone. Tra di loro mai una telefonata vera, ma solo successioni lunghissime di messaggi vocali (a volte anche di contenuto drammatico) che evidentemente li tranquillizzano, perché non costringono a far fronte ad un contraddittorio in tempo reale».

Come cresce l'uso di smartphone e social

Sonno on line
Solo il 6,8% del campione afferma di dormire almeno 9 ore per notte (“dose” di sonno opportuna a quell'età), mentre il 20% dorme addirittura meno di 7 ore. D’altra parte andando a letto tra le 22.00 e le 23.00 (55%) o dopo le 23.00 (28%), di tempo per riposare adeguatamente, specie se si è in periodo scolastico, non ne resta molto.

Inoltre, il 72% delle femmine e il 58,5% dei maschi sostiene di avere problemi ad addormentarsi (al 13% il problema si presenta spesso) e al 66% (72,3% delle femmine) capita (qualche volta o spesso) di svegliarsi durante la notte e di non riuscire più ad addormentarsi. Naturalmente il telefonino, con annesso mondo social, è l'immancabile compagno di sonno e insonnia degli adolescenti. La maggioranza degli intervistati non lo spegne prima di andare a dormire e spesso anche nel corso della notte, messaggia con gli amici.

E gli effetti si ripercuotono pesantemente sul sonno. Afferma di dormire meno di sette ore a notte il 14,7% di quelli che lo spengono e il 32,9% di quelli che lo lasciano acceso; così come tra chi lo tiene acceso aumenta la percentuale di chi fa fatica a prendere sonno (69,2% contro 61%).

Ma cosa fanno i teen-insonni quando non riescono ad addormentarsi? Per la maggioranza (44% delle femmine e 36% dei maschi) il comportamento più frequente è navigare su Internet o utilizzare i social. Uno scarso 30% accende la televisione, meno del 10% – e non ci stupisce – legge qualche pagina di un libro.

L'insonnia da like

Cyberbullismo
Altro dato allarmante è poi quello del bullismo on line. Il 40% è entrato in contatto (direttamente o indirettamente) con episodi di cyberbullismo. Positivo però è il fatto che il 56% dica che la prima cosa da fare, in caso si diventi vittima di un episodio di cyberbullismo, è avvisare i genitori.
Stride un po', invece, sentir affermare (30%) – da chi, come loro, è costantemente connesso – che per prevenire il cyberbullismo si dovrebbero utilizzare poco i social.

Poca lettura e poco sport
Il 34% dei maschi non legge alcun libro (non scolastico) ed un ulteriore 38% ne legge al massimo 1 o 2 all'anno. Le cose vanno un po' meglio tra le ragazze dove c'è un 18% che riferisce di leggere più di 6 libri all’anno. Il trend, rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, è comunque in costante diminuzione.
Viceversa aumentano i sedentari: 1 su 4 non pratica alcuna attività sportiva oltre le due ore settimanali a scuola (era 1 su 5 nel 2017). E questa volta il dato che riguarda le ragazze è peggiore (30% non pratica attività sportiva). La “scusa” più gettonata per giustificare la loro sedentarietà (36% dei maschi e 41% delle femmine) è “non ho tempo”, ma c'è purtroppo un 4% di maschi e un 7% di femmine che attribuisce la cosa a problemi economici.

Per approfondire:
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Attenzione ai bambini con lo smartphone

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