il bilancio del 2017

Boom di turisti stranieri: incassi a 40 miliardi, Roma e Venezia +20%

di Marzio Bartoloni


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(Agf)

3' di lettura

Il turismo scoppia di salute e macina nuovi record. I quasi 60 milioni di visitatori internazionali giunti in Italia nel 2017 hanno speso 39,1 miliardi di euro, quasi 3 miliardi in più (+7,7%) dell'anno precedente (36,4 miliardi). Sono in aumento anche i consumi dei turisti italiani all’estero - segno che la cris morde di meno - che raggiungono quota 24,5 miliardi, contro i 22,5 miliardi del 2016. Cifre che vedono il saldo netto della bilancia turistica in Italia positivo per 14,6 miliardi, in crescita del 5,7% sul 2016 (13,8 miliardi). I dati ufficiali sulla bilancia tutistica dell’Italia arrivano da Bankitalia che li ha presentati al Ciset a Venezia durante la conferenza su “L'Italia e il turismo internazionale”.

L’appuntamento rappresenta ormai un’occasione per gli operatori per discutere l’evoluzione dell'Italia come meta turistica mondiale e sulle caratteristiche e il comportamento di vacanza degli Italiani che viaggiano all’estero. I dati dicono che Roma si è confermata anche nel 2017 la provincia italiana con il maggior afflusso di entrate valutarie turistiche dall’estero, pari 6,74 miliardi di euro, in aumento del 20,3% rispetto all'anno precedente. Anche Venezia e Napoli, hanno evidenziato incrementi significativi (rispettivamente +19,4% e +17,8%), mentre per Milano e Firenze le entrate sono risultate in diminuzione (-2,4 e -6,3%). «A livello nazionale - haspiegato Claudio Doria, della divisione Statistiche sull’estero di Banca d’Italia -, il tasso di crescita è sostenuto, sia in entrata che in uscita, soprattutto se confrontato con le dinamiche del biennio precedente: si passa da poco più del 3% al +7,7% per la spesa in Italia dei viaggiatori non residenti e da poco meno del 2% di media tra il 2012 e il 2016 al +8,9% per la spesa degli italiani all'estero e tutto questo comporta una crescita, nei confronti del Pil, di un decimo di punto».

Aumentano i flussi di spesa provenienti dai paesi della Ue (+10%) e da quelli extra-Ue (+4,6%). La Germania si conferma la nazione che alimenta le maggiori entrate per turismo in Italia (16,7 % del totale), con un +14,7 % rispetto al 2016. In crescita anche i flussi di spesa dalla Francia (+6,9%), dal Regno Unito (+4,5%), dalla Svizzera (+6,1%); in lieve contrazione quelli provenienti dagli Stati Uniti (-1,7%).Il motivo per cui gli stranieri vengono in Italia è in maniera ampiamente prevalente quello della vacanza, nel 69,9% dei casi, contro il 43,3% degli italiani che viaggiano all'estero. I due fenomeni, del turismo straniero in Italia e italiano all'estero, non sono perfettamente comparabili, nell'elaborazione degli indici di spesa. Gli italiani infatti spendono pro capite di più, 701 euro contro 629, anche perché i loro viaggi all'estero durano di più, 8,7 giorni contro 6,3. La spesa media degli stranieri è però superiore: 100 euro al giorno contro 81 euro.

Lazio e Veneto, con Roma e Venezia, restano le due regioni più importanti,e le prime cinque regioni turistiche d'Italia totalizzano oltre il 60% del turismo internazionale nel nostro Paese. Per questo secondo Francesco Palumbo, direttore generale turismo del Mibact, «adesso bisogna capire che non ci interessa aumentare i numeri, ma la qualità dei turisti, che devono essere meno occasionali e più persone che vengono per fare u’'esperienza e vogliono vivere all’italiana. Questo - spiega Palumbo - diminuirebbe l'impatto del turismo e permetterebbe di gestire meglio i flussi, tra grandi attrattori e territori limitrofi». Per il direttore del Mibact «sta nella capacità di chi lavora nel turismo in Italia organizzare l'offerta, non concentrandola solo sui centri storici, ma anche sui territori limitrofi - ha aggiunto -. L'esempio dei borghi è calzante per lo spostamento dei flussi, dimostrando che una strategia nazionale è utile per far muovere tutto il settore del turismo nella stessa direzione».

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