presidente commissione Bilancio Camera

Borghi: all’Italia serve propria moneta. Conte: euro irrinunciabile


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Claudio Borghi (Ansa)

2' di lettura

«Sono straconvinto che l'Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi. Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria - ma non sufficiente - per realizzare l'ambizioso ed enorme programma di risanamento. Ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini. Avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l'Unione europea per arrivare a questo risultato, avremmo dichiarato il 3,1 come deficit, non il 2,4. In realtà noi semplicemente vogliamo fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po' meglio».

Lo ha dichiarato Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera (Lega), in un’intervista rilasciata a Radio anch'io.

Le sue parole hanno fatto colare a picco l’euro sui listini internazionali, facendolo scivolare fino ai minimi di agosto (1,15 dollari). I mercati sono particolarmente sensibili agli sviluppi della politica italiana dopo che il governo gialloverde ha annunciato l’intenzione di portare il deficit al 2,4% del Pil, preoccupando i partner europei sulla tenuta del debito pubblico.

La precisazione: nessuna intenzione di uscire
Il parlamentare leghista è stato costretto a una brusca retromarcia, precisando all’agenzia Reuters che «l’uscita dall’euro non è nei programmi del governo». Borghi ha comunque ribadito di «aver ripetuto quello che ho sempre detto: sono personalmente convinto che l’Italia farebbe meglio con la sua valuta nazionale ma questo non è nei piani del governo. È la mia risposta standard, l’ho detto un migliaio di volte». I mercati avevano già aperto la seduta in una clima incandescente, dopo il flop del vertice tra il ministro del Tesoro Giovanni Tria e i partner europei su una manovra mal vista dalla Ue.

Lo spread tra Btp e Bund è volato ad oltre 300 punti base, ai massimi dalle fibrillazioni di fine maggio sulla formazione del governo. Il rendimento del Btp decennale arriva al 3,43%, mai così alto dalla primavera 2014.

Conte: euro irrinunciabile
In tarda mattinata è intervenuto anche il presidente del Consiglio. «L'Italia è un Paese fondatore dell'Unione Europea e dell'Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile», ha scritto su Facebook Giuseppe Conte. «Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione - puntualizza - è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di Governo».

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