Eccellenze - Oltre la pandemia

Borgna Vetri cresce e apre una filiale negli Stati Uniti

di Marco Panzarella

Venti turni settimanali. Nell'ultimo anno sono state assunte oltre 60 persone

4' di lettura

A San Defendente di Cervasca, in provincia di Cuneo, c’è un’azienda a conduzione familiare che non ha paura di osare. È sempre stato così, fin dagli anni Sessanta, quando il fondatore Attilio Borgna, diede inizio all’avventura nel campo del vetro per l’edilizia. Da allora la Borgna Vetri ha diversificato la produzione, spesso anticipando i tempi, cambiando in corsa come solo i più lungimiranti sanno fare. Non stupisce quindi che il Covid, da un anno e mezzo spauracchio per l’economia mondiale, non abbia scalfito il percorso dell’azienda che, al contrario, nonostante la pandemia ha incrementato del 30% il proprio fatturato.

Oggi Borgna si occupa della trasformazione del vetro piano e curvo per applicazioni industriali, realizza vetri temprati di sicurezza, vetri stratificati e vetrate isolanti. I mercati di riferimento sono quelli dell’elettrodomestico bianco (porte forno, piani cottura, ripiani frigoriferi, vetri per le cappe di aspirazione), della refrigerazione commerciale (porte dei frigoriferi per i supermercati, vetri di copertura per i surgelati, banchi frigo per carne e alimentari) e della mobility (cabine dei trattori, finestre per i treni). I numeri certificano una realtà in espansione: 45 mila metri quadrati di area industriale coperta; 220 collaboratori diretti, di cui 30 dipendenti; 70mila volumi prodotti al giorno; 10 milioni di metri quadri di vetro lavorati ogni anno. Il 3% del fatturato annuo è investito in macchinari, ricerca e sviluppo. Tutto ciò è reso possibile anche grazie a un aumento costante dei ricavi. Per il 2021 è previsto un fatturato pari a 35 milioni di euro, 8 milioni in più rispetto al 2020 e ben 24 milioni in più rispetto a due anni fa. «Nel dicembre 2019 – racconta l’amministratore delegato Enzo Borgna - la società ha portato a termine l’acquisizione del ramo d’azienda di Saint Gobain Euroveder, legato alla produzione dei vetri temperati per gli elettrodomestici. Un’operazione coraggiosa per un impianto industriale che faceva parte della nostra storia, in quanto ceduto alla Saint-Gobain trentadue anni prima e dal quale lo stesso gruppo francese intendeva uscire per un cambio di strategia organizzativa. Ritenevamo che la gestione imprenditoriale di un business di questo tipo, vista la specificità del mestiere, fosse molto più proficua di quella che qualunque multinazionale potesse mettere in piedi. Due mesi dopo l’acquisizione, però, il lockdown ci ha costretto a fermare le attività per oltre sette settimane. Non è stato semplice, ma siamo comunque riusciti a riorganizzarci, anche perché il mercato dell’elettrodomestico ha ripreso in maniera repentina la sua corsa e dalla Cina si faticava a importare. Così siamo diventati strategici per molti clienti, nell’ultimo anno abbiamo assunto oltre 60 persone per poter arrivare a produrre su venti turni settimanali, assicurandoci contratti pluriennali».

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Alla base del successo c’è anche la volontà di scommettere sulla filiera corta, che consente di ottenere prodotti di qualità riducendo i costi. «Nel nostro settore – spiega Borgna - è difficile identificarne una lunga. Stiamo puntando a diventare sempre più fornitori di sistema sui diversi mercati in cui operiamo. La linea “B doors” è l’esempio pratico dell’accorciarsi della filiera nel mercato della refrigerazione commerciale. Proponiamo ai nostri clienti i prodotti finiti, non soltanto più vetri doppi ma porte e sistemi di chiusura per la refrigerazione commerciale. Nel momento in cui realizziamo la vetrata doppia, possiamo realizzare la porta strutturale fornendo agli acquirenti un prodotto full glass».

Nel processo di crescita, insieme a “lungimiranza”, l’altra parola chiave è “visione”. Non stupisce quindi che Borgna, accanto a produzioni prettamente industriali, abbia scelto di investire su un settore diverso, quello dell’arredamento, acquisendo la società toscana Antique Mirror. «Nello stabilimento in provincia di Siena vengono realizzati specchi antichi interamente fatti a mano. È un settore di nicchia sul quale abbiamo deciso di investire nel 2006 e che ci permette di avere una presenza nel mondo dell’arredamento. Gli specchi dell’Antique Mirror sono tutti diversi tra loro, creando un’unicità molto apprezzata nel mercato dell'alto di gamma».

Tra vetri per i forni e specchi di design, la ricerca non si è mai fermata. In piena pandemia, Borgna ha lanciato sul mercato dell’elettrodomestico un prodotto innovativo, Eko Vision Silver, un vetro interno per il forno che consente di abbattere la temperatura esterna della porta di circa 10 gradi, riducendo al tempo stesso il numero di vetri presenti nelle porte dei forni autopulenti, senza alterarne le performance. «Questo prodotto – spiega il ceo - contribuisce alla riduzione di Co2 in maniera molto significativa, circa 4 chili per ogni forno. Ciò significa che ogni 100mila forni prodotti si risparmiano 400 mila chili di Co2». Le alte prestazioni del vetro hanno convinto negli Stati Uniti il colosso Electrolux, che ha firmato con Borgna un accordo pluriennale. Da qui la necessità di iniziare, lo scorso luglio, un’attività negli Usa, al momento affidata a un partner locale. «L’intenzione – conclude Borgna – è aprire una nostra filiale operativa, anche per affacciarci su altri mercati Usa».

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