ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFine delle restrizioni

Boris Johnson: «Nel Regno Unito liberi tutti dal 19 luglio»

Basta obbligo di mascherine, stop al distanziamento sociale e fine del tracking all'ingresso dei locali. Ma la posizione liberista di Johnson è stata criticata

di Nicol Degli Innocenti

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3' di lettura

Liberi tutti: basta obbligo di mascherine, stop al distanziamento sociale e fine dei controlli all'ingresso dei locali. Il premier britannico Boris Johnson annuncia che dal 19 luglio, battezzato “giorno della libertà”, potranno finire le restrizioni imposte per contenere la pandemia . Secondo Londra è ora che gli inglesi imparino a convivere con il Covid-19 e che scelgano liberamente come comportarsi invece di dover rispettare regole imposte dal Governo.

Si avvicina dunque la fine dell’uso obbligatorio della mascherina nei locali pubblici al chiuso e del distanziamento sociale. Il premier britannico si è detto fiducioso di poter escludere ulteriori rinvii dopo quello del 21 giugno malgrado l’aumento dei contagi causati dalla variante Delta - che continuerà, ha avvertito - grazie all’azione di contenimento dei vaccini su ricoveri e decessi.

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Entro il 19 luglio, ha detto il premier, due terzi della popolazione adulta avrà avuto la seconda dose del vaccino. Ha inoltre fissato la scadenza di settembre per arrivare a offrire alla totalità della popolazione adulta la possibilità di essere interamente vaccinata.

Le critiche a Johnson

La posizione liberista di Johnson è però stata aspramente criticata da molti. Medici e scienziati, sindacati, imprese e compagnie aeree ritengono la decisione irresponsabile, dato che i contagi dovuti alla variante Delta continuano ad aumentare, così come i ricoveri in ospedale. «È dimostrato che le mascherine riducono i contagi e non riusciamo a capire per quale motivo vorremmo deliberatamente aumentare il numero di contagi», ha dichiarato Chaand Nagpaul, presidente della British medical association criticando la decisione “senza senso” del Governo.

I sindacati hanno avvertito che i lavoratori, soprattutto nei negozi e nel settore trasporti, sarebbero più a rischio se consumatori e passeggeri dovessero smettere di indossare mascherine. Il Trades Union Congress ha definito «inaccettabile che un Governo deleghi le sue responsabilità ai singoli individui o datori di lavoro».


Mascherine obbligatorie sui voli

Ryanair ed EasyJet hanno fatto sapere che le mascherine resteranno obbligatorie su tutti i voli della compagnia per tutelare la salute dell'equipaggio e dei passeggeri. Johnson punta a restituire agli inglesi la libertà di tornare in discoteca, entrare in un negozio o salire sull'autobus senza dover mettere la mascherina, invitare gente a cena senza limiti di numero, andare al pub senza dover dare i propri dettagli. Non si tratta però di un ritorno alla libertà senza limiti: il premier continua a sostenere le restrizioni ai viaggi, soprattutto all'estero, e la necessità di quarantena al ritorno da zone “rosse” o “gialle” (tra le quali c'è anche l'Italia). «La pandemia non è finita e i casi continueranno ad aumentare nelle prossime settimane», ha detto Johnson, aggiungendo però che il successo del programma di vaccinazione permette ora di restituire alcune libertà agli inglesi, che comunque «continueranno ad agire con giudizio».

Contagi ma meno ricoveri

Secondo i dati ufficiali di Nhs England, il sistema sanitario pubblico inglese, in dicembre il numero di contagi giornalieri era simile a oggi – oltre 23mila – ma c'erano 15mila persone ricoverate in ospedale, mentre ora sono 1.700, quasi un decimo. Secondo Stephen Powis, direttore medico nazionale di Nhs England, questo «dimostra il successo fantastico dei vaccini che ci permettono di riaprire e tornare alla normalità».

La decisione finale se procedere con il “freedom day” il 19 luglio verrà presa una settimana prima, il 12 luglio, alla luce degli ultimi dati sull'andamento della pandemia e in particolare la variante Delta che è ora responsabile di pressochè tutti i casi di coronavirus in Inghilterra.

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