ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’emergenza nel regno unito

Boris Johnson parte in guerra contro il coronavirus (a modo suo)

Il premier britannico lancia allarmi ricordando che 10mila persone potrebbero aver già contratto il virus: ma evita misure drastiche per combatterlo

di Nicol Degli Innocenti

London Stadium. Malgrado la strategia del governo Johnson, che ha evitato misure drastiche, tutte le partite di calcio sono state sospese

3' di lettura

È polemica in Gran Bretagna per la strategia del Governo di “ritardare” l’impatto del coronavirus evitando le misure drastiche imposte in altri Paesi europei come l’Italia e anche la vicina Irlanda. Anche se pian piano, perfino Boris Johnson inizia ad arrendersi all’evidenza, e ha ordinato il rinvio delle elezioni amministrative - tra cui quella per Londra - in programma il 7 maggio prossimo. Mentre anche la Regina ha riprogrammato alcuni impegni «come precauzione di buon senso».

Rispetto agli altri Paesi europei, non ci sono differenze di valutazione ma di strategia. Londra non minimizza affatto la gravità della situazione, ma ha deciso di intervenire in modo diverso. Il premier Boris Johnson ieri ha avvertito le famiglie di prepararsi a vedere «molti dei loro cari morire prima che sia giunta la loro ora», e ha detto che 10mila persone potrebbero già avere contratto il virus in Gran Bretagna.

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Per ora il bilancio non è gravissimo: i morti nel Regno Unito sono 10 e i casi accertati sono 798, duecento in più del giorno prima. Lo stesso Governo ammette che sono stati fatti pochi test e che la situazione è molto più grave di quella indicata dalle statistiche ufficiali perché molte persone che non sanno di essere contagiose continuano a fare una vita normale e a infettare altri.

Il direttore sanitario nazionale, Chris Whitty, ha detto che nella peggiore delle ipotesi l’80% della popolazione potrebbe contrarre il virus, che ha un tasso di mortalità dell’1% e che quindi potrebbe portare alla morte di 500mila persone in Gran Bretagna.

Le direttive alla popolazione dell’Inghilterra e del Galles sono queste: invitare tutti a lavarsi spesso le mani, chiedere a chiunque abbia una tosse persistente o la febbre di auto-isolarsi a casa per una settimana, vietare le gite scolastiche all’estero (che peraltro sono di fatto impossibili) e dire agli anziani sopra i 70 anni di età di non andare in crociera.

Virus rinviato all’estate?
Con questi “consigli” Londra spera di rinviare il pieno impatto del virus all’estate, quando il sistema sanitario nazionale sarà in grado di gestirlo meglio e quando, secondo la speranza espressa dal premier, i ricercatori avranno forse trovato una cura o un vaccino. L’obiettivo di Londra è che la diffusione del virus nelle prossime settimane possa creare “un’immunità di massa” nella popolazione britannica.

L’emergenza coronavirus è «la peggiore crisi per la sanità pubblica da una generazione», ha affermato Johnson, ma il suo Governo ha deciso, almeno per ora, di non chiudere le scuole e di non proibire eventi sportivi, concerti e altri eventi di congregazione di massa.

La Scozia, che ha autonomia in materia, ha invece bandito qualsiasi evento che riunisca più di 500 persone, mentre l’Irlanda ha chiuso tutte le scuole.

Il direttore sanitario britannico ha dichiarato che eventi di massa all’aperto pongono un rischio molto meno grave di c ontatti tra poche persone in un luogo chiuso. «Se un gruppo di amici si riunisce in un pub per guardare la partita le probabilità di trasmettere il virus sono molto più elevate che in uno stadio», ha detto Whitty.

Sospesa la Premier League
Anche le scuole restano aperte perché solo una chiusura di almeno 13 settimane, che non è realistica, avrebbe un effetto positivo, secondo le autorità inglesi. Inoltre Whitty ha sottolineato che sarebbe impossibile impedire a bambini e ragazzi che non vanno a scuola di uscire di casa o socializzare con amici e parenti, e quindi il rischio di infettare altri, soprattutto persone anziane, sarebbe maggiore.

Ci sono chiari segnali però che la gente non condivide l’atteggiamento rilassato del Governo e prende misure alternative. Tutte le partite di calcio sono state sospese almeno fino al 3 aprile, mentre è stata rinviata la partita di rugby tra Galles e Scozia del torneo Six Nations prevista per sabato.

L’ex ministro della Sanità, il conservatore Jeremy Hunt, ha definito «sorprendente e preoccupante» la posizione presa dal Governo. Hunt e altri esperti hanno criticato Johnson per non avere optato per una strategia di contenimento del virus più decisa, imponendo invece di “consigliare” comportamenti meno rischiosi.

I consigli del Governo sono stati paragonati al celebre slogan della Seconda guerra mondiale che adorna mille souvenir per touristi: “keep calm and carry on”. Resta calmo e fai come se niente fosse.

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