Afghanistan

Borrell: invieremo presenza Ue a Kabul, con i Talebani impegno operativo a 5 condizioni

Riprendono, intanto, i voli interni in Afghanistan, operati dall’Ariana Afghan Airline, la più grande compagnia aerea del Paese. Guerini: necessaria revisione sicurezza Ue e Nato

Afghanistan, i talebani verso il governo. Negoziati sulle evacuazioni

4' di lettura

«Restiamo impegnati a sostenere il popolo afghano. Dovremo impegnarci con i Talebani, ma non significa riconoscimento. Si tratta di un impegno operativo, che potrà aumentare sulla base del loro comportamento». Lo ha chiarito l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, elencando cinque condizioni, sulla base delle quali sarà giudicato il nuovo regime di Kabul e le possibilità di collaborazione da parte dell’Unione europea. Tra le condizioni: che il Paese non diventi la base per il terrorismo; il rispetto dei diritti delle donne; la formazione di un governo inclusivo; accesso libero per gli aiuti umanitari; la partenza degli stranieri e gli afghani a rischio che vogliono lasciare il Paese. Intanto, in serata il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, parla della necessità di rivedere i compiti di sicurezza sia della Ue sia della Nato.

Presenza Ue congiunta a Kabul

«Le persone a rischio, che lavoravano con gli occidentali o che hanno partecipato al processo di democratizzazione, e sappiamo che sono rimaste in Afghanistan, devono essere evacuate», ha spiegato Borrell. «Gli Stati membri decideranno su base volontaria di accogliere queste persone. Al fine di attuare questa evacuazione e valutare l’attuazione delle condizioni poste dalla Ue, abbiamo deciso di lavorare in modo coordinato, con una presenza europea congiunta a Kabul, coordinata dal Servizio europeo di sicurezza, se le condizioni di sicurezza lo consentono».

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha spiegato - al termine della riunione dei ministri degli Esteri Ue in Slovenia e prima di partire per una missione nella regione, in Qatar, Uzbekistan, Tajikistan e Pakista - che l’obiettivo dell’Italia e dell’Ue è «aiutare il popolo afghano e i Paesi confinanti lì, fare in modo di poter gestire insieme, in loco, quelli che sono i flussi migratori e che possono diventare un esodo di massa verso l’Europa».

Le Chiese europee, da parte loro, manifestando apprezzamento per gli sforzi degli aiuti umanitari dell’Ue nella regione dell’Afghanistan, chiedono che l’Unione contribuisca alla creazione di corridoi umanitari e garantisca reinsediamenti di fronte al flusso di migranti.

Guerini: necessaria una revisione strategica della sicurezza Ue e Nato

In serata, il ministro della difesa Lorenzo Guerini, dopo l’incontro con il segretario alla difesa Usa Lloyd Austin, ha detto alla stampa italiana che «L’epilogo della missione in Afghanistan ha accelerato la riflessione su una revisione strategica della sicurezza sia in ambito Nato che Ue». Guerini ha ribadito di essere a favore di un «rafforzamento della difesa europea con l’assunzione di responsabilità quando bisogna prendersele», ma «sempre sotto l’ombrello delle relazione transatlantiche e della Nato». Un tema tuttavia di cui ha riferito di non aver discusso con Austin. «Oggi però il focus è completare il trasferimento di cittadini afghani che hanno titolo e su cui la comunità internazionale deve lavorare con grande impegno in una prospettiva politico-diplomatica, con un primo confronto con il nuovo contesto afghano», ha sottolineato Guerini, ricordando la proposta del premier Mario Draghi di mettere l’Afghanistan al centro del prossimo G20.

Guerini ha anche accennato al tema profughi: per il ministro della Difesa il rischio terrorismo legato ai profughi afghani «richiede una attenzione alta ma che non neghi la responsabilità dell’accoglienza. L’Europa deve essere all’altezza dei suoi valori e fare la propria parte», ha spiegato, ricordando che «l’Italia la sta facendo» dopo aver accolto circa 5000 profughi e sottolineando che «dovremmo essere pronti a confrontarci con gli sviluppi della crisi».

Riprendono voli interni nel Paese

Riprendono oggi, intanto, i voli interni in Afghanistan, operati dall’Ariana Afghan Airline, la più grande compagnia aerea del Paese, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver inviato un aereo carico di «aiuti medici urgenti e cibo».

Proseguono gli scontri nella valle del Panshir

Sul campo, invece, sono continuati nella notte gli intensi scontri nella Valle del Panshir, l’ultima sacca di resistenza nel nord-est dell’Afghanistan, dove le milizie sotto il comando di Ahmad Massoud - figlio del “Leone del Panshir” Ahmad Shah Massoud, protagonista della resistenza contro i sovietici prima e i sedicenti studenti coranici poi - hanno rifiutato la resa ai talebani e continuano la loro battaglia. Il Fronte nazionale di resistenza (Fnr) sostiene di aver frenato l’avanzata dei talebani e di controllare adesso gli ingressi alla valle. Una fonte del Fnr ha fatto sapere che gli scontri sono iniziati nella giornata di ieri e sono andati intensificandosi prolungandosi anche nella notte, scrive la Cnn.

Secondo Amrullah Saleh, il vicepresidente del governo afgano spodestato dai mullah che si è unito alla resistenza nella valle del Panshir, «i Talebani hanno bloccato l’accesso degli aiuti umanitari nel Panshir, tagliato collegamenti telefonici ed elettricità e non permettono neppure l’arrivo di medicine». «I Talebani stanno commettendo crimini di guerra - denuncia Saleh, chiedendo - alle Nazioni Unite e ai leader mondiali di prendere atto di questo chiaro comportamento criminale e terroristico».

Attentatore Isis era appena uscito dal carcere

Intanto emerge che il kamikaze che lo scorso 26 agosto si è fatto saltare in aria all’aeroporto di Kabul, era stato liberato da una prigione afghana pochi giorni prima, mentre collassava il governo di Ashraf Ghani ed i Talebani salivano al potere. Lo ha rivelato proprio l’Isis-K (Provincia del Khorasan), l’organizzazione terroristica che ha rivendicato il devastante attacco costato la vita a 170 persone, tra cui 13 militari americani. La notizia è stata riportata dalla Bbc, che cita una newsletter online di Isis-K, nella quale si precisa che il kamikaze, Abdul Rahman al-Logari, e «un certo numero di suoi fratelli» erano stati liberati da una prigione «mentre le forze dell’ex governo fuggivano». Non appena libero, si precisa, l’uomo «si era affrettato ad unirsi ai suoi fratelli» dell’Isis ed era stato inserito nella lista dei kamikaze del gruppo. La Bbc ricorda che il 15 agosto i Talebani hanno liberato migliaia di detenuti dal carcere Pul-e-Charkhi di Kabul nel quale erano rinchiusi sia membri di al-Qaeda che dell’Isis.

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