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Borsa, 5 “market mover” che hanno innescato il rally d’autunno

Dalle schiarite sui dazi alle trimestrali delle società quotate, ecco tutte le buone notizie che hanno favorito il recente exploit dei listini mondiali

di Andrea Franceschi


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(REUTERS)

4' di lettura

Le prospettive dell’economia mondiale non sono buonissime ma le Borse sono più in salute che mai. Wall Street ha recentemente rivisto i suoi massimi storici sui principali indici. L’indice Stoxx Europe 600 delle principali piazze continentali ha rivisto i massimi dal 2015 ed è a un passo dal rivedere i livelli recordo. Nell’ultimo mese il mercato azionario mondiale ha messo a segno un rialzo del 5% sull’indice Msci World. Una performance che ha portato il saldo da inizio anno in positivo per il 20 per cento. Ma perché le Borse stanno salendo? Ecco 5 “market mover” che hanno contribuito alla fiammata d’autunno.

Indice di Wall Street Standard and Poor’s 500

1) Le schiarite sui dazi
La principale ragione alla base del rally delle Borse è la schiarita sul fronte della guerra commerciale. Stati Uniti e Cina sono tornati a parlarsi e si è raggiunta un’intesa di fondo per bloccare l’entrata in vigore dei dazi prevista per la metà di ottobre. Il negoziato tenuto dai ministri del commercio e dell'economia degli Stati Uniti con il vicepremier cinese Liu He hanno rappresentato la base per un’intesa più ampia che Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping dovrebbero siglare questo mese. L’appuntamento avrebbe dovuto essere al vertice Apec di metà mese in programma in Cile. Ma il governo cileno ha deciso di annullare il meeting per via delle proteste in atto nel Paese. Gli investitori sono in attesa del dove e del quando ci sarà il vertice ma sul “se” non sembrano esserci dubbi. L’accordo che chiuderà la “fase uno” delle trattative sul commercio tra le due superpotenze ci sarà e, sebbene restino ancora aperti diversi fronti tra Pechino e Washington (uno su tutti la contesa per la supremazia tecnologica), la firma è destinata a togliere dal tavolo il principale elemento di incertezza che finora ha pesato sulla tenuta della congiuntura mondiale.

2) I conti delle società quotate
Un’altra delle ragioni alla base del recente exploit delle Borse mondiali è da ricercare anche nel buon esito dell’ultima tornata di conti trimestrali. È vero che in media si è registrata una flessione degli utili delle società quotate in Europa (-6,6%) e a Wall Street (-0,4%) ma è anche vero che i conti sono risultati meno peggio del previsto. Tra le società del paniere S&P500 ben il 75% ha annunciato utili oltre le attese. In Europa questa la percentuale è stata del 57 per cento. Le aziende fanno spesso il gioco di mantenere basse le previsioni di utile (quelle che gli analisti usano per fare le stime) per poi sorprendere il mercato. In questo caso tuttavia siamo oltre la soglia fisiologica della “sorpresa” dato che, in Europa, in media la quota di chi batte le attese si attesta in genere al 50% del totale.

3) Il miglioramento della congiuntura
Le Borse mondiali hanno beneficiato anche di una serie di dati macroeconomici pubblicati di recente che hanno in parte smontato la retorica dell’economia mondiale in fase di declino strutturale. Le sorprese sono arrivate in particolare dagli Stati Uniti nell’ultima settimana di ottobre con la pubblicazione della statistica sui nuovi occupati che è risultata migliore delle aspettative: gli analisti si aspettavano 65mila nuovi occupati ad ottobre ma ne sono arrivati 128mila. Il buono stato di salute della prima economia mondiale è stato confermato anche dalla rilevazione dell’indice Ism manifatturiero relativo ad ottobre anch’esso oltre le attese di consensus sebbene sotto la soglia dei 50 punti che separa le fasi di contrazione da quelle di espansione dell’attività. Dati positivi sono arrivati anche dall’economia francese che nel terzo trimestre è cresciuta dello 0,3% contro un +0,2% atteso dagli analisti, da quella spagnola (+0,4% contro un +0,2% atteso) e dalle ultime rilevazioni sul settore dei servizi nell’Eurozona risultate leggermente al di sopra delle attese di consensus.

4) La politica monetaria resta espansiva
I recenti segnali di miglioramento della congiuntura hanno innescato un momentaneo cambio di rotta nel mercato dei bond con una risalita di tassi di interesse e spread. Per il momento tuttavia si tratta di una risalita contenuta. Le aspettative di mercato restano saldamente ancorate all’idea che la politica monetaria delle banche centrali resti tendenzialmente espansiva ancora a lungo. La Fed di recente ha annunciato il taglio dei tassi e la Bce ha rilanciato il piano di Quantitative easing e altre banche centrali in tutto il mondo hanno adottato misure simili. La liquidità insomma è destinata ad abbondare ancora a lungo sui mercati. Con effetti a cascata su tutte le classi di investimento rischiose: azioni in primis.

5) Il rilancio dell’M&A
Altro fattore che ha contribuito a dare la spinta ai listini è stato il rilancio delle attività di fusione e acquisizione tra le grandi società quotate. A Piazza Affari la notizia che ha mosso il mercato è stata sicuramente l’annuncio delle nozze tra Fiat Chrisler con i francesi di Peugeot Citroën (Psa). Da oltreoceano la notizia più rilevante è stata quella della possibile acquisizione di Hp da parte di Xerox. Un’operazione da 27 miliardi di dollari.

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