ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

La stretta delle banche centrali spaventa le Borse, Milano chiude a -0,72%

La Bank of England la Banca nazionale svizzera e gli istituti centrali di Norvegia e Turchia hanno tutte alzato il costo del denaro. In rialzo anche i rendimenti dei Btp

di Eleonora Micheli e Paolo Paronetto

Aggiornato alle 18,33

La Borsa, gli indici del 22 giugno

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura debole per le Borse europee , in una seduta in cui il ruolo delle le banche centrali è tornato in primo piano. La Bank of England ha alzato il costo del denaro di 50 punti base. Hanno inoltre ritoccato al rialzo i tassi di interesse anche la Banca nazionale svizzera, la banca centrale norvegese e quella turca, mentre il numero uno della Fed, Jerome Powell, ha ribadito dinnanzi al Senato che «forse» saranno necessari altri due rialzi dei tassi nel 2023. Milano, riducendo i danni rispetto alla mattina, ha perso lo 0,72%, mentre lo spread è rimasto stabile in area 162 punti, anche se il rendimento dei Btp a dieci anni è salito al 4,11% (dal 4,05% della vigilia). Inoltre Londra ha perso lo 0,76%, Francoforte lo 0,22% e Parigi lo 0,79%. Ha conquistato la parità Amsterdam (invariata) grazie alla tenuta del settore tech.

Banche centrali in azione sui tassi

La giornata di Borsa è stata ritmata da una serie di annunci da parte delle banche centrali. Ad aprire le danze è stata la Banca nazionale svizzera che ha alzato i tassi di 25 punti base a 1,75% per contrastare la pressione inflazionistica. L'istituto, per altro, non esclude nuovi rialzi in futuro. Inoltre, la Banca centrale di Norvegia per cercare di frenare l'inflazione, che è ancora elevata, ha alzato il tasso chiave di 0,5 punti al 3,75%, accennando a un nuovo inasprimento anche ad agosto. Questo aumento, l'undicesimo in Norvegia dal settembre 2021, era previsto dagli economisti in un contesto di inflazione costantemente elevata. L'incognita, di base, era solo la sua entità.
Anche in Turchia, il comitato di politica monetaria ha aumentato il tasso ufficiale dall'8,5% al ​​15%, per ancorare le aspettative di inflazione e controllare il deterioramento del comportamento dei prezzi.

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Wall Street chiude contrastata dopo le parole di Powell

Dopo tre cali consecutivi, Wall Street ha aperto ancora debole, ma dopo circa un'ora dall'avvio delle contrattazioni gli indici hanno tentato il recupero, con il Nasdaq rimbalzato con vigore. In chiusura il Dow Jones cede lo 0,01% a 33.946,97 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,95% a 13.630,61 punti mentre lo S&P 500 sale dello 0,37% a 4.381,89 punti.

Come la vigilia, però, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito che per combattere l'inflazione troppo elevata saranno probabilmente necessari altri due rialzi dei tassi di interesse nel corso del 2023. Sul fronte delle azioni hanno continuato a perdere quota le Tesla, dopo la frenata di oltre il 5% della vigilia. La casa fondata da Elon Mush ha risentito di un secondo taglio del rating: dopo quello di Barclays, è stata la volta di Morgan Stanley.

A livello macro è emerso che le richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste stabili a 264.000 unità (le attese erano per un calo a 256.000). Il deficit delle partite correnti è salito a 219,30 miliardi di dollari (stime per 217,1 miliardi) e l'indice dell'attività nazionale stilato dalla Fed di Chicago si è attestato a -0,15 punti, sotto le stime. Inoltre a maggio le vendite di case esistenti negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo, il secondo in poco più di un anno. L'indicatore, stilato dall'associazione di settore National Association of Realtors (Nar), è salito dello 0,2% rispetto al mese precedente a un tasso annualizzato di 4,30 milioni di unità, più del consensus, fissato a 4,25 milioni. Rispetto a un anno prima, le vendite di case sono diminuite del 20,4%. Il prezzo mediano di una casa esistente è sceso del 3,1% rispetto a un anno prima, come non succedeva dal dicembre 2021. Infine il superindice dell'economia statunitense (LEI), redatto dal gruppo di ricerca privato Conference Board, è diminuito a maggio per il quattordicesimo mese consecutivo. Lo scorso mese, è sceso dello 0,7% a 106,7 punti, in linea con le attese, dopo il -0,6% di aprile. Nei sei mesi tra novembre 2022 e maggio 2023, registrato un ribasso del 4,3%, dopo il -3,8% dei sei mesi precedenti.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano banche in retromarcia, male i petroliferi. Occhi su Tim

A Piazza Affari le vendite hanno colpito le banche, che invece erano state gettonate la vigilia. In particolare sono andate male Unicredit (-1,44%), Mediobanca (-1,98%) e il Banca Mps (-1,99%) Il netto calo del prezzo del greggio ha inoltre incoraggiato le vendite sulle azioni petrolifere, con Eni giù dell’1,38% e Saipem del 2,8% e Tenaris dell'1,35%. Telecom Italia è scivolata del 2,8%, mentre il mercato mette in conto che Vivendi sia pronta a dar battaglia se la società deciderà di aprire le trattative con Kkr per la cessione della rete. Pochi titoli del Ftse Mib hanno chiuso in rialzo:Pirelli & C (+0,38%), Iveco Group (+2,67%) e Stmicroelectronics (+0,36%). Fuori dal paniere principale,Masi Agricola ha guadagnato il 2,75% all'indomani della notizia che l'azionista Renzo Rosso ha citato in Tribunale l'azienda, puntando l'indice sul bilancio del 2022, approvato dal consiglio di amministrazione lo scorso marzo, mese in cui il patron di Diesel aveva rassegnato le dimissioni dal board in gran polemica.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro stabile a 1,09 dollari, in deciso calo il greggio, giù anche il gas

Sul mercato valutario, l'euro passa di mano a 1,0955 dollari, in linea con i valori della vigilia, In mattinata, però, il cross si è spinto fino a 1,1. E' debole lo yen, indicato a 156,49 per un euro (da 155,57) e 142,86 per un dollaro (da 142,00). In netto calo. E' invece in deciso calo il prezzo del petrolio: il contratto consegna agosto sul Brent scivola del 3,31% a 74,57 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Wti del 3,5% a 69,99 dollari al barile. Negli States è stato annunciato che la scorsa settimana le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite molto più delle attese, registrando un ribasso di 3,831 milioni di barili a 463,293 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, contro attese per un ribasso di 0,1 milioni di barili. Gli stock di benzina sono aumentati di 0,479 milioni di barili a 221,402 milioni di barili, contro attese per un ribasso di 0,5 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 0,434 milioni di barili a 114,288 milioni di barili, contro stime per un rialzo di 0,6 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è diminuita di 0,6 punti percentuali al 93,1%, con le attese al 93,6%. Infine, va giù anche il valore del gas; ad Amsterdam perde il 6,9% a 34,2 euro al megawattora.


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