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Raid Usa, Wall Street chiude in forte calo. Corrono petrolio e beni rifugio. A Milano sprint Tenaris

Occhi puntati sulle reazioni all’attacco statunitense con la morte del generale iraniano Qassem Soleimani. I mercati del Vecchio Continente hanno limitato i danni sul finale. Spread in calo a 162 punti base

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

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(Afp)

4' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee che nel pomeriggio hanno recuperato dai minimi di seduta, zavorrate delle tensioni geopolitiche innescate dal raid Usa a Baghdad. Il Ftse Mib ha perso lo 0,56%, il Cac40 a Parigi ha chiuso sulla parità, leggero segno più per il Ftse100 a Londra. Più pesante il Dax30 a Francoforte (-1,2%), penalizzato anche dal fatto che le richieste di disoccupazione tedesche sono aumentate più del previsto a dicembre, indicando un progressivo indebolimento del mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è però rimasto stabile al 5%). Nella notte, su ordine diretto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il Pentagono ha confermato di aver effettuato un attacco all’aeroporto della capitale irachena che ha provocato la morte del generale iraniano Qassem Soleimani. La reazione dei mercati internazionali, tuttavia, è apparsa abbastanza contenuta, anche perché al momento non c’è stata alcuna contro-mossa di Teheran. Chiusura in netto calo per Wall Street sui venti di guerra con tra Usa e Iran. Dopo aver aperto il 2020 a livelli record il Dow Jones perde lo 0,82% a 28.633,32 punti, il Nasdaq lo 0,79% a 9.020,77 punti e l’indice S&P500 lo 0,71% a 3.234,63 punti.

Il petrolio si impenna, corsa ai beni rifugio
La reazione più immediata si è vista sul mercato del greggio, il cui prezzo è schizzato in avvio degli scambi, con il Wti salito ai massimi da maggio e il Brent al top degli ultimi quattro mesi. In chiusura dei mercati europei il contratto sul Wti consegna Febbraio sale del 2,48% a 62,7 dollari al barile e il contratto sul Brent del Mare del Nord consegna Marzo guadagna il 2,81% a 68,11 dollari al barile. In progresso anche i beni rifugio come l’oro, salito ai massimi dall'inizio di settembre, e altri metalli preziosi.

Petroliferi sugli scudi a Piazza Affari
Il rialzo del petrolio ha spinto i titoli europei del comparto: a Piazza Affari in evidenza Saipem (+0,87%) ed Eni (+0,70%). In testa al FTSE MIB ha chiuso Tenaris (+1,34%), associabile al comparto petrolifero. Inoltre, il gruppo ha reso noto questa mattina di aver completato l'acquisizione del gruppo americano dei tubi in acciaio Ipsco Tubulars da Pao Tmk, annunciata nella primavera scorsa. Il produttore e fornitore di tubi e servizi per l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas ha pagato 1,067 miliardi di dollari, inclusi circa 220 milioni di dollari di capitale circolante netto. Le attività e i risultati di Ipsco saranno consolidati in quelli di Tenaris a partire dal primo trimestre 2020. In base agli accordi, è anche previsto che Tenaris distribuisca in esclusiva i prodotti di Tmk negli Stati Uniti e in Canada per sei anni.

Dagli Usa dati macro a luci e ombre, Ism ai minimi da giugno 2009
Sul fronte macro dagli Stati Uniti sono arrivati dati contrastanti. L'indice Ism manifatturiero per il mese di dicembre è sceso a 47,2 punti dai 48,1 punti del mese precedente, toccando così il livello più basso da giugno 2009. La lettura è anche inferiore alle attese degli esperti, che prevedevano un miglioramento a 49 punti. Da ricordare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura, viceversa un dato sotto i 50 punti indica una contrazione. È migliore delle attese, invece, il dato sulle spese per costruzioni: a novembre sono salite dello 0,6%, contro il +0,4% delle previsioni del mercato. Rispetto a un anno prima, le spese sono aumentate dell’4,1 per cento.

Spread in ribasso a 162 punti, euro chiude in calo
Seduta in calo per lo spread BTp/Bund. Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 162 punti base, dai 164 punti del riferimento precedente. In netto calo il rendimento del BTp decennale
benchmark che chiude all'1,34% dall'1,42% della vigilia. Sul fronte dei cambi, infine, l’euro passa di mano a 1,1175 dollari (1,1153 in avvio e 1,1193 ieri in chiusura) e 120,644 yen (120,419 e 120,75). Il biglietto verde vale 107,946 yen (107,948 questa mattina).

Andamento dello spread Btp / Bund

Bene i titoli difensivi, acquisti su Recordati e Leonardo
Seduta positiva anche per Recordati (+1%). Il settore farmaceutico in Europa ha limitato i danni, visto come difensivo di fronte alle tensioni geopolitiche. A Milano bene anche Leonardo (+1%), il gruppo è attivo tra l’altro nel comparto della Difesa. Rimbalzo per Atlantia (+0,94%), fortemente penalizzata alla vigilia dal caos concessioni. Segni opposto per i finanziari con Ubi Banca (-2,89%), Unipol (-2,84%) e Finecobank (-2,68%). Pirelli (-2,54%) azzera subito il rally della vigilia, sull’ottimismo legato all’intesa commerciale tra Stati Uniti e Cina. Vendite anche su Fca (-2,08%), all’indomani dei dati sulle immatricolazioni auto, in una giornata debole per tutto il comparto auto europeo. In Italia nel mese di dicembre Fca ha visto le sue immatricolazioni scendere del 2,31% e nell’intero 2019 del 9,52%, facendo peggio del mercato, che ha chiuso il mese e l’anno con il segno più. Sull’Aim Italia, spicca la performance di Confinvest (+16,79%). La società specializzata nella vendita di lingotti e monete d’oro da investimento ha beneficiato della seduta positiva per l’oro.

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