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Borsa, auto ancora nel mirino: la carenza di chip frena la produzione

di Flavia Carletti

(zapp2photo - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Sotto pressione il settore auto europeo che continua a pagare la carenza di microchip con riflessi immediati sulle catene di produzione. Dopo Toyota - che ha confermato le indiscrezioni stampa su una riduzione della produzione a settembre di quasi il 40% (da 900mila a 500mila vetture) prevedendo una sospensione in 14 siti in Giappone a causa della carenza di componenti - anche Volkswagen ha annunciato un rallentamento dell'attività a causa della mancanza dei semiconduttori.

Lo stabilimento di Wolfsburg potrebbe ripartire a rilento dopo la pausa estiva, la prossima settimana. La produzione sarà eseguita su un solo turno e con orario di lavoro ridotto. «Tuttavia - ha precisato il gruppo tedesco - Volkswagen prevede un miglioramento della fornitura di semiconduttori entro la fine dell’anno» e punta a recuperare. Ma a fine 2021 il danno potrebbe essere a sei zeri in termini di unità non prodotte. Audi (che fa sempre parte del gruppo Vw) ha deciso di tenere in ferie 10mila dipendenti degli stabilimenti di Ingolstadt e Neckarsulm, fino al 30 agosto. Un fermo che costerà alcune migliaia di auto in meno. Il comparto è da una paio di sedute penalizzato su tutti i principali listini azionari.

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Lo stop di Stellantis in Francia

A Piazza Affari Stellantis arretra a fronte di un calo del FTSE MIB più limitato. Anche il gruppo guidato da Carlos Tavares fermerà la produzione per una settimana nello stabilimento di Rennes-La Janais, dal 23 al 27 agosto e per tre giorni nello stabilimento storico del gruppo Psa, a Sochaux. La chiusura dello stabilimento di Rennes è legata però al fatto che un fornitore in Malesia ha avuto ritardi nella produzione a causa del Covid-19. A Parigi Renault è oggetto di vendite così come Bmw e Daimler alla Borsa di Francoforte.

La filiera dei fornitori rischia di più

Secondo gli analisti di Equita Sim comunque se la notizia degli stop agli impianti è negativa per i costruttori di auto, tuttavia potrà essere compensata da un migliore price-mix, mentre l'impatto più significativo potrebbe riguardare i fornitori di primo livello, i cosiddetti Tier 1 (gruppi come Bosch, Denso, Continental, Magna, Aisin, Valeo, ndr) che hanno meno potere di fare leva sul prezzo.

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