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Borsa, cosa dice l’indice che anticipa i «cigni neri»

Lo Skew Index ha toccato lo scorso dicembre il massimo da un anno - Ecco come funziona l’indicatore che misura il sentiment

di Andrea Gennai


I mercati e il paradosso del bicchiere sempre pieno

3' di lettura

Un indice sui mercati finanziari per prevedere gli eventi imprevedibili. Messa così potrebbe sembrare una contraddizione in termini. I mercati possono essere analizzati, ma nessuno può sapere esattamente cosa accadrà domani.

Il terrore di ogni operatore e investitore è il cosiddetto “cigno nero”. L’evento assolutamente imponderabile che destabilizza una strategia di portafoglio. Un evento teoricamente sempre possibile. Per cercare di cogliere possibili avvisaglie di questi eventi bisogna monitorare lo Skew Index

Come funziona
Si tratta dello Skew Index, un indice disponibile sul mercato Usa del Cboe. Ha un andamento giornaliero che può essere monitorato e la dinamica dei valori può fornire degli spunti sul sentiment percepito dagli operatori in quel momento sull’S&P 500.

Lo Skew Index può darci un’idea del sentiment percepito dagli operatori sull’S&P 500

L’indice riflette le dinamiche legat€e alla volatilità e in questo è simile all’indice Vix, noto come indice della paura. La differenza sostanziale è che lo Skew index appare più reattivo e si focalizza maggiormente sulle   opzioni out-of-the-money, vale a dire quelle che hanno una scadenza molto lontana. L’obiettivo è captare i cosiddetti “tail risk”, i rischi di coda, ovvero quelli estremi.

Quando sale la differenza tra le due tipologie di opzioni a favore dei quelle out-of-the-money significa che un numero crescente di investitori scommette che possa accadere qualcosa di imprevedibile fino a quel momento, un evento capace di premiare in maniera consistente le opzioni che hanno scadenze lontane.

I segnali a fine 2019
Nel dicembre scorso, qualche settimana prima delle tensioni sui mercati scaturite dall’uccisione del generale iraniano Soleimaini, l’indice Skew ha toccato il massimo da oltre un anno in area 150 punti. Questo era il termometro dell’eccesso di ottimismo che si stava registrando sul mercato con molti investitori corsi a corprirsi da eventi imprevedibili . L’indice non può ovviamente anticipare gli accadimenti futuri, ma registra un momento di tensione sul mercato.

Di fronte a un accadimento il mercato tenderà a reagire in maniera più nervosa in presenza di indicatori così tirati. Negli ultimi giorni l’indice è tornato a salire e scambia intorno a 135 punti: vedremo se si riporterà sui valori di dicembre lanciando un nuove segnale di warning.

L’indice ha raggiunto un picco pluriennale a 158 punti nell’agosto del 2018: si tratta di alcuni mesi prima dell’inizio della fortissima correzione che ha interessato i mercati nell’ultima parte dell’anno.

Giocare in difesa
Qualora l’indice dovesse tornare a salire verso i massimi delle scorse settimane il mercato proverà a posizionarsi in difesa nell’attesa di una correzione. Su quali settori è meglio puntare per giocare in difesa? 
«Tipicamente - spiega Luigi De Bellis, co-responsabile Ufficio studi Equita - le azioni subiscono una correzione in periodi di aumento del rischio geopolitico. Tra i settori su cui puntare segnaliamo il settore Energy, che rappresenta una buona copertura dai rischi geopolitici a valutazioni attraenti.. Inoltre, in uno scenario caratterizzato da aumento dell'incertezza, i cosiddetti “hard assets” possono rappresentare un'ottima protezione, in particolare i titoli dell'oro, argento e real estate (oltre al petrolio)».

Altri settori che tendono a rappresentare un buona copertura in periodi di aumento dei rischi geopolitici anche quelli dell'aerospazio/difesa, e delle utilities. «Tra i settori che potrebbero invece essere penalizzati - conclude De Bellis - ci sono i tecnologici, che nel 2019 hanno beneficiato di un fortissimo re-rating (indice Philadelphia Semiconductor SOX +60% nel 2019) nonostante le vendite globali di semiconduttori siano calate e potrebbero essere maggiormente penalizzate da un risk-off del mercato».

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