hi-tech e mercati

Borsa, così il robot trader «sfrutta» le elezioni

di Vittorio Carlini

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(AgfCreative)

3' di lettura

Il robot trader diserta le urne? Oppure dà il suo voto ad uno degli schieramenti? Le domande possono fare sorridere, eppure sono giustificate. Certo: gli algoritmi non hanno preferenze elettorali. E tuttavia, visto che gestiscono oltre il 60% degli scambi azionari globali cash, la loro operatività influenza i mercati. Anche, e soprattutto, in eventi come le votazioni di domenica prossima. Quali, allora, le loro strategie? Per rispondere bisogna, dapprima, distinguere tra gli operatori ultraveloci e i trader automatici più “tradizionali”. Partiamo dai primi.

High frequency trader
«Certamente - spiega Raimondo Marcialis, ceo di Mc Advisory - gli Hft cavalcheranno la volatilità», cioè l’allargarsi tra i livelli dei prezzi, «che probabilmente si avrà all’avvio dei mercati lunedì mattina». Cioè? «Effettueranno, ad esempio, l’arbitraggio statistico. Un’ipotesi può essere che la differenza tra il livello del Ftse Mib e il Dax 30 si allarghi». Orbene: i flash boys, basandosi sull’analisi statistica che ipotizza la chiusura dello spread, «potrebbero andare in acquisto sul future del paniere più debole, l’indice italiano», e in vendita su quello più forte (il tedesco). Un’operatività velocissima che, ovviamente, sarà capovolta nel momento in cui il trend vada a modificarsi.

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Statistiche flash
Non solo. Sempre agevolato dalla maggiore volatilità l’Hft, analizzando la quantità di contratti presenti sui vari livelli di prezzo delle proposte di acquisto e vendita di un titolo, calcolerà in un millisecondo la quotazione che ha più probabilità di concretizzarsi. Dopo di che andrà ad acquistare, con migliaia di mini-operazioni, ad un livello inferiore e a vendere a quello superiore. Il tutto sempre mantenendo la sua esposizione netta sul mercato prossima allo zero.

I gap in Borsa
Ma non sono solo gli High frequency trader. Quali, invece, le mosse dei robot più “lenti”? «Gli algoritmi operativi nell’intraday, e che si basano sui livelli delle quotazioni – risponde Enrico Malverti, responsabile R&D di Cyber Trade–, sfrutteranno eventuali gap iniziali della Borsa». Si tratta di una strategia la cui logica di base può spiegarsi con un esempio. Ipotizziamo che il listino, venerdì prossimo, chiuda al ribasso ma che, nell’intraday, abbia toccato un valore superiore a quello finale. Ebbene: se il mercato, in avvio di lunedì, apre al di sopra del livello più alto il computer dà un segnale di vendita. L’idea, contro intuitiva, è che la creazione del «gap iniziale», a fronte della precedente chiusura al ribasso, segnala statisticamente un’opportunità in vendita. Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, insomma? La realtà è più complessa. «Bisogna essere sicuri – spiega l’esperto – che, ad esempio, il robot abbia individuato un vero “gap iniziale” e non una falsa configurazione». In tal senso, nel momento in cui l’indice proseguisse all’insù, l’algoritmo modifica l’impostazione e, in totale autonomia, imposta l’operatività rialzista.

Bypassare l’emotività
Al che, però, si domanda: perchè costruire simili robot trader? La strategia non potrebbe essere realizzata da un uomo? La risposta, per chi considera essenziale “bypassare” l’emotività umana, è negativa. Nell’ipotesi in cui, è la spiegazione, il mercato post-voto prende una direzione all’ingiù è molto probabile che il trader uomo ipotizzi il prolungamento del trend ribassista. Il che, invece, potrebbe non essere. L’approccio statistico-matematica punta proprio a “scommettere” sullo scenario considerato più probabile. E non su quello che, institivamente, pare più corretto.
Twitter/CarliniVittorio

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