la giornata dei mercati

Borsa, la galassia Agnelli rimbalza. A Wall Street Nasdaq record con Google

di F. Carletti e S. Arcudi

(Imagoeconomica)

6' di lettura

Le Borse hanno chiuso in territorio positivo, con Milano tra le migliori, grazie allo sprint del finale. Piazza Affari ha così chiuso poco sotto i massimi di seduta e in rialzo dell'1,25%, Parigi in aumento dell'1,04%, Francoforte dell'1,12%, Madrid dello 0,52% e Londra di poco meno dell'1%. A fare da traino è stato il rimbalzo del comparto auto, lanciato dal rally di Peugeot a Parigi, e il buon andamento delle banche. Soprattutto ha inciso in positivo l'accelerata del comparto tecnologico, alimentato dal record del Nasdaq a Wall Street, innescato dall'exploit di Alphabet, la holding a cui fa capo Google.

A Wall Street il Dow Jones guadagna lo 0,79% a 25241,74 punti, l'indice S&P500 sale dello 0,48% a 2.820,41 punti. In leggero calo il Nasdaq che chiude a 7.9840,77 punti.

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I mercati hanno cercato di mettere da parte le persistenti tensioni internazionali e apprezzano in particolare il pacchetto a sostegno dell'economia varato dal Governo cinese in risposta alla guerra dei dazi. Il tema sarà al centro del colloquio di mercoledì a Washington tra il presidente americano Donald Trump e il numero uno della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Nel Vecchio Continente oggi l'attenzione è stata per l'indice Pmi dell'Eurozona, che a luglio è calato a 54,3 punti. I settori che stanno guidando il recupero sono l'auto, i bancari e il comparto tech. Più deboli energia e utilities.

Milano in positivo trainata da galassia Agnelli, bene Stm

A Piazza Affari rimbalza la galassia Agnelli-Elkann, dopo la giornata drammatica di ieri, seguita all’improvviso cambio al vertice dovuto al peggioramento delle condizioni di salute di Sergio Marchionne. In buono spolvero dunque Cnh Industrial (+3,78%), Exor (+1,53%), Ferrari (+0,39%), che pure a Wall Street è in calo, e Fiat Chrysler Automobiles (+2,39%), che domani pubblica la semestrale, primo banco di prova per il nuovo Ceo Mike Manley. L'uscita di scena di Sergio Marchionne, a causa delle gravi condizioni di salute, è stata - per usare le parole di alcuni analisti - uno «shock», con la galassia Agnelli che ha perso uno dei suoi uomini chiave. Sabato i cda di Fca, Ferrari e Cnh Industrial hanno nominato in tutta fretta i suoi sostituti e nonostante la scelta sia ricaduta su manager di esperienza la prima reazione del mercato è stata decisamente negativa. Tuttavia, nei report degli analisti oltre ai dubbi e ai rischi per questa successione, si riconoscono i meriti di chi è stato chiamato a guidare le società della cosiddetta galassia Agnelli. Mike Manley, nuovo ad di Fca, dal 2009 guida il marchio Jeep, quello che negli anni è diventato il più di successo del gruppo e sul fronte operativo ci sono pochi dubbi che saprà portare a compimento il piano industriale 2018-2022, mentre è sul fronte della leadership che è chiamato a dimostrare di essere all'altezza del compito. E proprio domani per Manley arriva il primo test diretto con il mercato. Sarà lui a presentare i risultati del secondo trimestre dell'anno - per la prima volta da 14 anni non ci sarà Sergio Marchionne - con al fianco il direttore finanziario, Richard Palmer. Louis Camilleri è il nuovo amministratore delegato di Ferrari e, per gli analisti, ha una profonda esperienza manageriale (è stato al vertice di Philip Morris International) e una grande conoscenza della Casa di Maranello. Tuttavia, Marchionne sarebbe dovuto restare ancora almeno fino al 2021 alla guida della Rossa e il piano che deve essere presentato al mercato il prossimo mese di settembre era in via di definizione proprio sotto il suo controllo. Un cambio della guardia in questi frangenti non era assolutamente previsto. Restando nel settore, a Parigi Peugeot ha aperto con un balzo del 12%, per poi assestarsi su un progresso nell'ordine dei 10 punti percentuali, dopo i risultati del primo semestre dell'anno.

Sul Ftse Mib ha svettato St , male le utility
Sul Ftse Mib ha svettato Stmicroelectronics (+4,12%), grazie anche al rally della rivale Ams a Zurigo e alla vigilia della pubblicazione dei conti, e sono andate in generale bene le banche, trainate da Unicredit (+3,55%), che beneficia ancora delle decisioni dell'Eba sulla vicenda dei cashes. Sono andate male le utility, con maglia nera per A2a (-2,37%) e Italgas (-1,13%) e cali anche per Snam Rete Gas(-0,98%), Terna (-0,74%) ed Enel(-0,76%), che ieri ha staccato cedole per 0,132 euro per azione. Sale inoltre l'attesa per le semestrali, con A2a, Snam e Italgas che sono chiamate alla prova dei conti la settimana prossima. Tra i titoli migliori in assoluto a Piazza Affari, da segnalare il balzo di Gamenet(+18,18%, dopo essere entrata in asta di volatilità quando guadagnava il 17,65%), che ha sottoscritto un contratto vincolante per l'acquisizione del 100% di GoldBet, società autorizzata alla raccolta di giochi e scommesse in Italia. Bene anche Ternienergia (+8,35%), che ha ceduto a Estra Clima, società del gruppo Estra, due rami di azienda relativi a interventi di efficienza energetica, e Amplifon(+3,56%), che ha sottoscritto un accordo definitivo per l’acquisizione del gruppo Gaes dalla famiglia Gassò e da altri azionisti di minoranza. Tra le peggiori Notorious Pictures(-5,26%), Grifal (+5,8%) e Inwit (-4,55%).

Bancari sotto i riflettori , vola Unicredit
Bene anche i bancari guidati da Unicredit, seguita da Banca Generali, Mediobancae Intesa Sanpaolo. Le trimestrali delle banche saranno pubblicate la settimana prossima e oggi Mediobanca Securities fa notare come le banche italiane stiano sottoperformando rispetto alle altre banche della zona euro. Le banche italiane da inizio maggio hanno perso mediamente tra il 15% e il 20%, con le più grandi più penalizzate rispetto a molte piccole, contro una media delle banche europee del 10 per cento. Nonostante l'incertezza della situazione politica italiana che si può riflettere sul sistema bancario, le attuali quotazioni sono considerate convenienti. Fuori dal listino principale, ha brillato Credito Valtellinese (+13,24%), sulle indiscrezioni del possibile ingresso di Credit Agricole nel capitale con una quota del 5%, poi confermate dopo la chiusura delle contrattazioni, mentre Banca Carige ha chiuso sulla parità. Durante la seduta l'istituto aveva recuperato terreno, arrivando a guadagnare anche più del 2% dopo lo scivolone di ieri, seguito alla bocciatura del piano di conservazione del capitale da parte della Bce.

In Europa male Rwe, bene i tecnologici
In Europa è andato in generale male il comparto delle utility (-1,09% l'Euro Stoxx 600 Utility), con performance particolarmente negativa di Rwe (-1,13% a Francoforte). Ottima invece la performance delle banche, con il colosso elvetico Ubs che ha guadagnato il 4,32% a Zurigo dopo avere chiuso il secondo trimestre con profitti per 1,3 miliardi di franchi, in rialzo del 9% e sopra le attese del mercato. A Parigi bene Credit Agricole (+1,13%) e Societe Generale (+1,55%), a Londra bene Barclays (+1,48%) e a Madrid a passo rapido Bankia (+2,6%) e Banco Santander (+1,7%). Sostenuto dal rally del Nasdaq ha viaggiato a passo rapido il settore tecnologico (+0,79% l'indice Euro Stoxx 600), ma a Zurigo a fare la parte del leone è stato il gruppo dei semiconduttori Ams (+3,55%).

Euro recupera sul dollaro e torna ai livelli della vigilia
Sul fronte valutario l'euro, che durante la giornata era sceso sotto quota 1,17 dollari per poi recuperare, è scambiato a 1,1692 dollari, contro gli 1,1672 dell'apertura e gli 1,1701 della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 130,02 yen, contro i 129,825 dell’apertura e i 130,31 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 111,086. Il petrolio si attesta in aumento: i future del Wti a settembre salgono dell’1,4% a 68,84 dollari al barile, mentre quelli a settembre del brent acquistano lo 0,93% a 73,74 dollari.

Pmi composito in frenata a luglio a 54,3 nella zona euro
La stima flash dell'indice Pmi composito di luglio indica un rallentamento a 54,3 da 54,9 di giugno. L'indice Pmi manifatturiero è invece in lieve rialzo a 55,1 (54,9) e quello dei servizi cala a 54,4 da 55,2. Sebbene il tasso di crescita dell'area resti relativamente robusto in luglio, si legge nel commento di Markit, il flusso di nuovi ordini si è ridotto così come le aspettative delle imprese sull'attività. Le pressioni sui prezzi restano elevate sebbene in lieve raffreddamento rispetto a giugno.

In Usa manifatturiero accelera, in calo settore servizi
L'attività manifatturiera americana ha accelerato il passo a luglio: il dato preliminare che ne misura l'andamento si è attestato in rialzo rispetto al mese precedente. La lettura dell'indice manifatturiero Pmi, redatto da Markit, si è portata a 55,5 punti da 55,4 di giugno. Si tratta di massimi di due mesi. Il dato si conferma a un livello associato a un'espansione della congiuntura, ovvero superiore a 50 punti. Il settore servizi, invece, ha continuato a decelerare anche a luglio, portandosi sui minimi di tre mesi ma confermandosi comunque in territorio positivo.

Tokyo in rialzo spinta dal "mini" yen, Nikkei +0,51%
La Borsa di Tokyo torna a crescere, dopo tre sedute consecutive negative, favorita dal calo dello yen nei confronti del dollaro Usa, elemento che favorisce le grandi conglomerate nipponiche esportatrici, e sulla scia delle borse cinesi dopo l'annuncio di misure di sostegno da parte del governo di Pechino nei confronti dell'economia e delle piccole imprese in particolare. Alla chiusura l'indice Nikkei dei 225 titoli guida guadagna lo 0,51% (+113,49 punti) a 22.510,48 punti. In rialzo anche l'indice Topix del listino principale dello 0,47% (+8,1 punti) a 1.746,86 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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