«torni la legge»

Borsa di Hong Kong ai minimi dal 2008, le banche escono allo scoperto: basta violenze, torni la legge

Hang Seng in picchiata, rischio fuga per gli investimenti

di Rita Fatiguso


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3' di lettura

Il sistema finanziario di Hong Kong raccoglie i cocci delle proteste che da undici settimane hanno stravolto non solo la vita dell'ex colonia britannica, ma anche le dinamiche (e i profitti) del business.

Per una Borsa che puntava a rialzare la testa rispetto al passato con misure mirate ad attirare nuovi investimenti e a riguadagnare le posizioni del passato la delusione è ancora più forte: ieri Hong Kong ha subito lo smacco del rinvio dell'Ipo di Alibaba a data da destinarsi e accusa le peggiori performance dei listini dai tempi della crisi globale, poco più di dieci anni fa.

L'indice Hang Seng è ancora in calo del 13% dal suo massimo di aprile, uno dei peggiori rendimenti al mondo. Anche CK Asset Holdings Ltd. che fa capo al tycoon di HongKong, Li Ka Shing, le cui azioni sono scese al minimo dal gennaio 2017 la scorsa settimana, ha rinviato un progetto residenziale di lusso a causa delle proteste. CK sta intensificando lo shopping all'estero, ha speso circa 3,3 miliardi di dollari per i pub Greene King Plc. in UK.

La minaccia della guerra commerciale e delle settimane di disordini locali è stata più evidente nel mercato immobiliare, così come settore alberghiero e nelle vendite al dettaglio. HSBC Holdings Plc e BOC Hong Kong Holdings Ltd. hanno perso circa il 9% gli investitori sono sempre più preoccupati per la fuga di capitali e praticano una politica ribassista. Uno yuan debole oggi particolarmente deboe è anche una brutta notizia in più per l'indice Hang Seng: le sue aziende ottengono in media il 64% delle entrate dalla terraferma e il 22% da Hong Kong, secondo Morgan Stanley. La valuta ha superato quota 7 per dollaro questo mese per la prima volta dal 2008.

Cupe prospettive di profitto che piombano in un momento critico per il mercato azionario di Hong Kong.

Oggi un cartello di banche capeggiate da HSBC è uscito allo scoperto con annunci a pagamento sui giornali locali per dire stop alle violenze e trovare una soluzione pacifica ai problemi. HSBC, in particolare, che deve i suoi profitti quasi totalmente all'area asiatica e in particolare la metà da Hong Kong ha detto che dovrà pensare seriamente a diversificare, magari comprando le attività di Aviva, società britannica di assicurazioni, in Asia.

Di fatto i titoli azionari di Hong Kong si preparano al loro trimestre peggiore dal 2015 e è improbabile che gli utili societari li salvino.

Su tutto incombe anche la lunga guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, mentre lo yuan debole è la causa di una grossa fetta delle riduzioni degli utili.

Tagli che rivelano problemi più profondi. Con il rallentamento dell'economia di Hong Kong sotto la pressione da 11 settimane consecutive di proteste, la domanda di qualsiasi cosa, dai prestiti bancari al gas e alle altre utilites può essere messa a repentaglio, per fare un esempio le azioni di China Gas Co. sono scese del 5,3%.

I disordini politici per le strade di Hong Kong potrebbero smorzare le vendite al settore dell'ospitalità le persone potrebbero scegliere di cucinare a casa piuttosto che cenare fuori.

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