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Borsa di Londra compra “i dati” Reuters per 27 miliardi di dollari e sfida Bloomberg

Il London Stock Exchange fa un salto di qualità da 27 miliardi di dollari. La Borsa londinese ha confermato oggi di essere prossima all’acquisto di Refinitiv, società di analisi dati finanziari che controlla anche la piattaforma di trading Eikon, per 21,8 miliardi di sterline

di Nicol Degli Innocenti


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(Reuters)

2' di lettura

Il London Stock Exchange fa un salto di qualità da 27 miliardi di dollari. La Borsa londinese ha confermato oggi di essere prossima all’acquisto di Refinitiv, società di analisi dati finanziari che controlla anche la piattaforma di trading Eikon, per 21,8 miliardi di sterline, debito compreso. Le discussioni sono “a uno stadio avanzato”, ha detto Lse, e l’affare potrebbe concludersi già la settimana prossima.

Lo scorso anno un consorzio guidato dal gruppo di private equity americano Blackstone e che comprendeva anche Gic, il fondo sovrano di Singapore e il Canada Pension Plan Investment Board, aveva acquistato una quota del 55% di Refinitiv dal gruppo Thomson Reuters, che aveva mantenuto una quota di minoranza del 45% oltre alla divisione agenzia di notizie. La valutazione del gruppo era allora di 20 miliardi di dollari.
L’acquisizione trasformerebbe l’Lse in un colosso globale diversificato con ricavi annuali di oltre 6 miliardi di sterline, in diretta concorrenza con Bloomberg. I terminali Eikon sono i maggiori concorrenti dei terminali Bloomberg nei centri finanziari e Refinitiv ha 40mila clienti in 190 Paesi.

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È la prima mossa di David Schwimmer, l’ex banchiere di Goldman Sachs nominato amministratore delegato dell’Lse lo scorso anno, che sfida così sia Michael Bloomberg che Brexit e dichiara le sue ambizioni di far diventare la Borsa di Londra leader non solo nei settori tradizionali ma anche nella tecnologia, informazione e analisi dati, settori in crescita esponenziale. Diventare un player globale potrebbe ridurre l’eventuale impatto negativo di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea senza un accordo, un “no deal” diventato più probabile con l’elezione a premier di Boris Johnson, ex leader della campagna pro-Brexit prima del referendum del 2016.

«La fusione dei due business creerebbe un gruppo finanziario con un’infrastruttura di mercato globale e signficative capacità multi-asset sui mercati dei capitali, un business all’avanguardia di dati e analisi e un’ampia offerta post-trading, ben posizionato per crescere ulteriormente in un settore in evoluzione», ha dichiarato l’Lse in un comunicato.
L’Lse intende finanziare l’acquisizione tramite l’emissione di nuove azioni per circa 11 miliardi di sterline, che sarà una delle maggiori emissioni sul mercato londinese da diversi anni. L’accordo è stato strutturato in questo modo: gli azionisti Refinitiv avrebbero una quota del 37% del nuovo gruppo, ma meno del 30% dei diritti di voto. Thomson Reuters avrebbero una quota del 15 per cento.
Blackstone, che lo scorso anno si era impegnato a versare a Thomson Reuters un minimo di 325 milioni di dollari all’anno per 30 anni, ha battezzato il business Refinitiv e ha avviato una strategia di ristrutturazione e taglio dei costi. Era anche entrato in trattative con Deutsche Borse che voleva acquistare FXall, una piattaforma elettronica di trading di valute, per circa 3,5 miliardi di dollari.
La Borsa di Londra, che comprende anche Borsa Italiana, durante la gestione del precedente Ceo, Xavier Rolet, aveva tentato invano la fusione con Deutsche Borse.

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