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Borsa, i market mover della settimana: disoccupazione Usa, coronavirus e Pil Italia

Dopo l’ondata di panico della scorsa settimana il focus degli investitori continua a essere concentrato sulle notizie sanitarie - In Europa riflettori sugli indici Pmi - In Italia dato finale sul Pil del quarto trimestre

di Andrea Gennai

(robertharding)

2' di lettura

Quella che ci siamo lasciati alle spalle è stata una delle settimane più drammatiche per i listini azionari nell’ultimo decennio. Il sell off ha ricordato molto quanto accaduto nel 2008 e nel 2011. I mercati, che arrivavano da mesi di rialzi ininterrotti, sono stati travolti con perdite a due cifre.

Un evento imprevedibile che si è innestato sulle preoccupazioni crescenti intorno al Coronavirus. Gli sviluppi in Italia, con un numero di contagiati tra i più alti al mondo, e la diffusione negli altri principali paesi occidentali con le ripercussioni sulle attività economiche, hanno catalizzato l’attenzione degli investitori e questo resterà il focus anche la settimana entrante.

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Focus sulle banche centrali

Con i mercati in preda al panico ha stupito il relativo silenzio delle banche centrali. Il mercato sta scontando più tagli dei tassi da parte della Fed. Nei prossimi giorni sono attesi due appuntamenti di importanti istituti di emissione a livello internazionale: Australia (Rba) e Canada (BoC). La prima si riunisce il 3 marzo e la seconda il 4 marzo. Si tratta di due paesi legati molto alle dinamiche delle commodity e del commercio internazionale e le valute hanno sofferto le tensioni dapprima della guerra commerciale e ora del Coronavirus. La banca del Canada potrebbe tagliare i tassi attualmente all’1,75%e anche quella australiana potrebbe intervenire (tassi allo 0,75%) visto il precipitare della situazione internazionale.

Il dato Usa sul lavoro

Probabilmente l’appuntamento più atteso, come ogni inizio mese, è quello della disoccupazione americana anche se il mercato sta guardando avanti ai possibili effetti del coronavirus e il dato relativo a febbraio potrebbe incorporare solo marginalmente gli effetti. L’attesa è per un aumento degli occupati di 185mila unità e una crescita delle paghe del 3% annuo.

Sempre negli Usa molto attesi sono l’Ism manifatturiero nella giornata di lunedì e quello non manifatturiero in programma mercoledì. In ambedue i casi il mercato si attende un livello sopra 50 che fa da spartiacque tra espansione e contrazione.

Gli appuntamenti in Europa

Nel Vecchio Continente il calendario dei dati macro è ricco di eventi a partire da lunedì con gli indici Pmi manifatturieri e mercoledì con gli indici Pmi relativi ai servizi. Si tratta di indicatori per il mese di febbraio e sarà importante capire se hanno già risentito dell’effetto dilagante del Coronavirus a livello internazionale. Attenzione anche al dato sulla disoccupazione in programma martedì.

Per l’Italia c’è un test aggiuntivo con il dato del Pil finale relativo al quarto trimestre per il quale è attesa una contrazione dello 0,3% sul trimestre precedente.

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