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Borsa: Mediobanca +3,7% con Del Vecchio sopra al 10% del capitale

L'imprenditore: «Investimento di lungo termine per dare stabilità». Equita: la possibilità di salire al 20% dà forte supporto al titolo

di Paolo Paronetto

(Bloomberg)

2' di lettura

Il rafforzamento della Delfin di Leonardo Del Vecchio al di sopra della soglia del 10% del capitale sostiene il titolo Mediobanca a Piazza Affari. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, il 5 ottobre Delfin, che di recente ha ottenuto il via libera della Bce a salire fino al 20%, ha arrotondato la partecipazione al 10,162% dal precedente 9,889%. La holding di Del Vecchio ha sottolineato che «l'investimento in Mediobanca ha carattere finanziario e di lungo termine, con la volontà di garantire stabilità e sostenere la crescita dell'emittente», precisando che «eventuali ulteriori incrementi della partecipazione saranno pertanto valutati tempo per tempo sulla base, principalmente, del rendimento dell'investimento, delle condizioni di mercato e delle opportunità di acquisto».

Gli analisti: titolo interessante anche per i fondamentali

In un'intervista al Messaggero, inoltre, Del Vecchio ha precisato che Delfin è decisa a rimanere il principale socio di Piazzetta Cuccia «per lungo tempo, pronta a supportare la crescita dell'istituto e a sostenere progetti» che l'imprenditore spera siano «ambiziosi». «Al di là delle dichiarazioni di principio, non ci è ancora chiaro in concreto quali siano i progetti che Delfin intende proporre in quanto azionista di riferimento di Generali e Mediobanca», notano gli analisti di Equita, rilevando in ogni caso che, «indipendentemente dagli obiettivi e dalla strategia di Delfin, la conferma di poter aumentare la quota al 20% crea un forte supporto al titolo che secondo noi resta interessante dal punto di vista fondamentale». Gli esperti sottolineano il «business model relilient e diversificato», la «specializzazione di prodotto e la capitalizzazione che consentono al gruppo di assorbire shock esterni di entità molto elevata» e «il momentum dei ricavi del corporate e investment banking nei prossimi trimestri», che «dovrebbe risultare molto forte grazie al contributo dell'advisory». Quanto invece a Generali, secondo Equita le intenzioni di Del Vecchio «sembrano non precludere a operazioni finalizzate ad accelerare la creazione di valore della società».

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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