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Borse festeggiano inflazione Usa alla vigilia della Fed. A Milano (+1,3%) sprint Pirelli e Bpm

I prezzi in aumento più lento delle stime fanno sperare che la Banca centrale Usa sia meno aggressiva nei rialzi dei tassi. Attesa anche per Bce di giovedì. Euro risale a 1,06 sul dollaro, petrolio in aumento. Spread chiude a 188 punti, non regge recupero post dato Usa

di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli

Aggiornato alle 18.05

La Borsa, gli indici del 13 dicembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 ore Radiocor) - Rallenta la corsa dei prezzi negli Stati Uniti, sostenendo le attese per una Federal Reserve meno aggressiva, e l'azionario europeo ha accelerato il passo, chiudendo in aumento, pur se sotto i massimi di giornata. Scatto al rialzo anche per Wall Street e per i bond con lo spread che si è ristretto, mentre ha perso terreno il dollaro, con l'euro che ha recuperato la soglia di 1,06 sul biglietto verde. Sono andati dunque di gran carriera il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e il FT-SE 100 di Londra.
Il primo appuntamento chiave della settimana ha indicato che i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti meno delle stime al 7,1% (attese al 7,3% dal 7,7%), una indicazione importante in vista delle riunione della banca centrale americana del 14 dicembre, che riduce i timori che la Federal Reserve possa mantenere tassi alti molto più a lungo. Il dato generale è ai minimi dal dicembre 2021, quello 'core' mensile ha fatto registrare l'aumento minore dall'agosto 2021. A ruota anche la Banca centrale europea, giovedì, non dovrebbe riservare sorprese, rivedendo il costo del denaro di 50 punti.

Wall Street scatta dopo rallentamento inflazione

Andamento in forte rialzo a Wall Street, dopo il rallentamento dell'inflazione, con il Nasdaq dei titoli tecnologici che accelera di oltre 3 punti. A novembre, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati rispetto al mese e all'anno precedente meno delle stime. Lo scorso mese, i prezzi sono aumentati dello 0,1%, contro attese per un +0,2%; il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2%, il dato più basso dall'agosto 2021, contro attese per un +0,3%. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +7,1%, meno del 7,3% delle attese, dopo il +7,7% del mese precedente, facendo registrare il dato più basso dal dicembre 2021. Il dato "core" è cresciuto del 6%, con le attese che erano per un +6,1%, dopo il 6,3% del mese precedente.

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L'attesa per la Fed e per le parole di Powell

Dopo il dato sui prezzi al consumo, mercoledì 14 dicembre si terrà la riunione della Banca centrale Usa e di quella del Giappone proprio sulla politica monetaria, mentre giovedì 15 dicembre il bis con Bce e Bank of England. L’attesa su entrambe le sponde dell’Atlantico è di un rialzo del costo del denaro di 50 punti base, ma non sono escluse sorprese. Gli occhi non saranno tanto puntati sul rialzo dei tassi, quanto sulle parole del presidente Jerome Powell e sui cosiddetti “dots”: cioè sulle prospettive dei tassi d’interesse nel 2023.

Due sono gli interrogativi. Il primo è: fin dove la Fed alzerà i tassi? Il mercato tende sempre più ad alzare l’asticella delle aspettative: se qualcuno spera che il 4,5% di oggi possa essere già il massimo, ormai tanti analisti sono convinti che la Fed alzerà i tassi di più. Chi prevede il 5%, chi il 5,25%. La seconda domanda è: per quanto tempo la Fed terrà i tassi così alti? Anche qui le opinioni sono discordanti: qualcuno crede che li terrà alti per tutto il 2023, qualcun altro pensa che la recessione spingerà la Fed a fare presto marcia indietro.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Brilla il Banco Bpm, Fondazione Enasarco compra il 2%

Grandi manovre nel capitale di Banco Bpm. Fondazione Enasarco ha concluso l’acquisto di 29.850.000 azioni ordinarie dell’istituto di Piazza Meda, pari circa l’1,97% del relativo capitale sociale, attraverso una procedura di “reverse accelerated bookbuilding” rivolta esclusivamente a investitori qualificati e investitori istituzionali esteri. Il corrispettivo per l’acquisto delle azioni è pari a 3,40 euro per ciascuna azione, per un esborso complessivo di circa 101,5 milioni.

A Piazza Affari deboli le utility, bene i titoli oil

A Milano si sono distinte Pirelli & C e Moncler, queste ultime beneficiando dell’allentamento delle misure di sicurezza contro il Covid in Cina e a Hong Kong. Si sono mossi in rialzo i petroliferi, in scia al rialzo del greggio, con Tenaris, Saipem ed Eni in spolvero. Bene il settore tecnologico (Stmicroelectron), in scia al rally del Nasdaq a Wall Street. Tra i bancari Unicredit e Intesa Sanpaolo all’indomani della mossa della Fondazione Crc che è salita all'1,05% di Ca' de Sass. In rialzo Ferrari, nel giorno della nomina di Fed Vasseur a team principal, al posto di Mattia Binotto. Piatta Generali con sinergie dopo l’acquisizione di Cattolica definite oltre le attese. In fondo al listino, deboli le utility, da A2a ed Enel, nel giorno in cui Antitrust ha avviato sette procedimenti istruttori nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e di gas per modifiche illegittime dei prezzi.

Euro si rafforza, petrolio in rally con dollaro debole

Sul fronte dei cambi, l’euro si rafforza ancora dopo l'inflazione Usa e recupera la soglia di 1,06 sul dollaro a 1,0653 (alla vigilia in chiusura a 1,0527). Vale inoltre 143,81 yen (144,66), mentre il dollaro/yen è a 134,93 (137,41).
Sul fronte energetico, il prezzo del gas è stabile a 137 euro al MWh (+0,3%), nel giorno in cui il Governo di Giorgia Meloni ha sollecitato il sostegno a «soluzioni europee, sempre più urgenti, al fine di contenere i prezzi del gas». Rimbalzo del petrolio con il Wti di gennaio che scambia a 75,65 dollari al barile (+3,39%): la debolezza del dollaro rende meno caro il barile per chi lo paga in altre valute, cosa che può sostenere la domanda.

Spread chiude a 188, non regge recupero post dato Usa

Chiude poco mosso lo spread tra BTp e Bund dopo il recupero seguito al dato sull'inflazione Usa. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è infatti indicato a 188 punti, in frazionale ribasso rispetto ai 189 punti segnati al closing precedente, mentre nel primo pomeriggio si era ridotto fino a 183 punti. Si mantiene in calo, seppure sopra i minimi di seduta, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,78%, dal 3,82% del riferimento precedente (3,69% il minimo intraday).
Sul primario, il Tesoro ha assegnato BTp triennali per 2 mld con un rendimento in calo di 15 centesimi al 3,07% e titoli a 7 anni per 3,5 mld con il rendimento che scende di 23 centesimi al 3,61% .

Acquisti sui T-Bond dopo inflazione americana

Forti acquisti su tutti i titoli di Stato anche negli Stati Uniti dopo il dato sull'inflazione americana inferiore alle previsioni. I titoli del Tesoro americani sono in rialzo, con il rendimento del decennale in ribasso al 3,465% dal 3,611% della vigilia. Il rendimento del titolo a tre mesi è in calo al 4,371%.

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