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Borsa, Moncler ai minimi da gennaio (-3,7%), timori sulle vendite a Hong Kong

di Cheo Condina


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2' di lettura

Moncler è la peggiore dell'Ftse Mib, arrivando a perdere anche il 4% a 32,84 euro, e scivola ai minimi da gennaio sui timori per l'andamento del business nel Sud Est asiatico e per gli eventuali riflessi sui conti 2019. In particolare, ieri, il presidente e Ceo del gruppo, Remo Ruffini, si è detto prudente, sottolineando che la situazione a Hong Kong è difficile, così come in generale nel sud est asiatico, inclusi Macao e Taiwan: la sua speranza è che le attese di crescita del mercato per il gruppo possano essere confermate grazie ai numerosi progetti di crescita e alla flessibilità dell'azienda. Per Moncler Hong Kong vale il 6-7% del fatturato di gruppo, che sale all'8-9% includendo anche Macao e Taiwan, in linea con il settore.

«Abbiamo recentemente limato la stima delle vendite a perimetro costante da +9% a +8% proprio incorporando un rallentamento dello spending cinese negli ultimi mesi, sia per le proteste di Hong Kong sia per la debolezza del renminbi, con un impatto sull'utile netto di -1,5%. - sottolineano gli analisti di Equita - Se le proteste continuassero, ma assumendo che lo spending cinese possa essere progressivamente almeno in parte recuperato nella Cina continentale, potremmo avere un ulteriore impatto sulle vendite di -1,5% (a +6,5%) e sull'utile 2019 di -2%". In ogni caso, secondo il broker il titolo gira a 21,5 volte gli utili del 2020 a fronte di una media di settore attorno alle 24 volte e dunque «sta già prezzando un'eventuale revisione delle stime sul 2019». Per questo Equita mantiene un buy con target price a 43,3 euro

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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