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Borsa, Piazza Affari torna la prima in Europa da inizio anno (+20%)

Sui mercati sembra tornato un clima da risk-on, come dimostra anche il calo dell’indice della volatilità, il Vix, sceso a 16 punti rispetto ai 25 di inizio agosto

di Vito Lops


Le borse europee travolte dalla guerra dei dazi Usa-Cina

2' di lettura

Con lo scatto di ieri (+1% a 21.955 punti) l’indice FTSE MIB di Piazza Affari porta il guadagno accumulato da inizio anno al 19,82%. A conti fatti si tratta della migliore performance tra le grandi Borse europee. Se si esclude il piccolo listino della Grecia (che capitalizza 53 miliardi contro i 607 del listino italiano) che ha guadagnato il 42% nel 2019 (lo stesso che ha visto crollare i tassi dei bond di Atene a 10 anni dal 4,2% all’1,5%) è Milano la maglia rosa nel Vecchio Continente. Segue Parigi: l’indice CAC 40 da gennaio è salito del 18,1%. In doppia cifra anche il DAX 30 di Francoforte (+14,89%) mentre più debole il listino spagnolo (Ibex 35 a +5,3%).

A livello globale e in valuta locale la performance migliore per ora è della Borsa di Shenzen (+30%) seguita dal +25% della Russia. Segue il tecnologico Nasdaq negli Stati Uniti (+22,19%) tallonato dall’indice S&P 500 (+18,8%). Ieri il principale indice di Wall Street è salito a 2.976 punti. Siamo ormai vicinissimi al record storico (3.018 punti) toccato lo scorso 26 luglio.

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Sui mercati sembra tornato un clima da risk-on, come dimostra anche il calo dell’indice della volatilità, il Vix, sceso a 16 punti rispetto ai 25 di inizio agosto.

A riportare l’ottimismo la ripresa dei colloqui sui tra Usa e Cina, annunciata per il mese di ottobre. Tra i market mover positivi anche il parziale isolamento del premier britannico Boris Johnson dall’idea di una hard Brexit (è stata bocciata la richiesta di elezioni anticipate al 15 ottobre) e gli sviluppi positivi della crisi politica italiana con la formazione del governo giallo-rosso (M5s-Pd) vicino alle posizioni istituzionali dell’Unione europea.

Sono scattate prese di beneficio sui beni rifugio. Nell’ultima seduta l’oro ha perso oltre il 2% a quota 1.518 dollari l’oncia. E anche le obbligazioni sicure, come Bund e Treasury, sono state fortemente vendute. Il rendimento del decennale tedesco risalito di otto punti base a -0,6% e quello dei bond Usa di 13 punti base in una sola sedute, riportandosi all’1,6%.

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