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Borsa: Saipem +2,4% con contratto e voci di fusione con norvegese Subsea 7

Il gruppo ha annunciato commesse per 880 milioni di dollari, ma l'attenzione degli operatori si concentra in primo luogo sulle voci di M&A

di Paolo Paronetto

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(REUTERS)

2' di lettura

Giornata brillante per Saipem a Piazza Affari, dove i titoli del gruppo mettono a segno la migliore prestazione tra le blue chip . Le quotazioni continuano in primo luogo a beneficiare dei nuovi contratti da 880 milioni di dollari complessivi, che già ieri avevano sostenuto il titolo. Nel dettaglio, si tratta di un contratto da Esso Exploration and Production Guyana Limited, controllata di ExxonMobil, per il progetto Payara development situato nel blocco Stabroek al largo della Guyana. Il gruppo di servizi petroliferi guidato da Stefano Cao si è inoltre aggiudicato alcuni ulteriori lavori su contratti E&C offshore attualmente in corso in
Arabia Saudita, Azerbaigian e nel Mare del Nord.

Il mercato si interroga d'altra parte sulle indiscrezioni, riportate da Bloomberg, su una possibile aggregazione con la concorrente norvegese Subsea 7, che alla Borsa di Oslo mette a segno un rialzo del 4,1%. Subsea 7 capitalizza circa 2,9 miliardi, a fronte dei 4,4 di Saipem: la fusione tra le due società rappresenterebbe una delle maggiori operazioni di sempre nel settore dei servizi petroliferi.

Analisti: deal sarebbe positivo e genererebbe sinergie di costo
Per quanto riguarda i nuovi contratti, gli analisti di Equita sottolineano che «la notizia è positiva e migliora la visibilità sulle nostre stime 2020-2022, in particolare per la divisione E&C offshore». Sul fronte invece della
possibile aggregazione con Subsea 7, gli esperti notano che «da un punto di vista industriale l'integrazione delle due entità rafforzerebbe l'esposizione di Saipem nel business offshore e potrebbe generare sinergie di costo». «Tuttavia - mette in guardia Equita - riteniamo che in uno scenario di fusione, Saipem debba riconoscere un premio a Subsea 7».
«Ipotizzando qualche punto di sinergie sulla base costi combined e un premio del 10-15% a favore di Subsea 7 - concludono gli analisti - stimiamo una creazione di valore per Saipem» a doppia cifra. Un'aggregazione tra i due gruppi, notano d'altra parte gli esperti di Citi, «ha il potenziale di generare significativi risparmi di costo». «Se stimiamo sinergie di circa l'8%-10% della base costi offshore combinata - prosegue Citi - questo comporterebbe risparmi per circa 600-700 milioni» pari a circa il 5%-6% della base costi complessiva. Un deal con Subsea 7, inoltre, «migliorerebbe l'offerta integrata Epci (Engineering, procurement, construction and installation, ndr) di Saipem» grazie all'alleanza esistente tra il gruppo norvegese e il colosso Schlumberger, leader mondiale dei servizi
petroliferi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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