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In Borsa scatta Ubi: sull'Ops Intesa si incrina il patto Car

La Fondazione Monte di Lombardia apre a una valutazione dell'Offerta. Il cda dell'istituto bresciano valuta congruità dell'operazione ed esamina l'aggiornamento del piano al 2022

di Cheo Condina

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(EPA)

La Fondazione Monte di Lombardia apre a una valutazione dell'Offerta. Il cda dell'istituto bresciano valuta congruità dell'operazione ed esamina l'aggiornamento del piano al 2022


2' di lettura

Balza Ubi Banca, che arriva a superare un rialzo del 3%, nel giorno in cui il suo cda si esprimerà sulla congruità dell’Ops di Intesa Sanpaolo, che parte lunedì 6 luglio, ed esaminerà a sorpresa l’aggiornamento del piano industriale al 2022. Quest’ultimo era stato approvato il 17 febbraio, proprio poche ore prima che Intesa lanciasse la propria offerta: ora, dopo l’esplosione della pandemia di Covid, il business plan viene rivisto come del resto fatto da altri istituti. Questi movimenti sul listino rendono il titolo Ubi a premio del 3% circa rispetto ai termini dell'Ops.

Monte di Lombardia apre all'Offerta di Intesa

A spingere il titolo dell'istituto bresciano, oggi, sono soprattutto i movimenti all’interno del Patto Car, con il fronte del no che inizia a incrinarsi. In un’intervista con Il Sole 24 Ore, il presidente della Fondazione Monte di Lombardia, Aldo Poli, che detiene il 4,96% dell’istituto bresciano ed è il secondo socio del Patto Car, ha aperto a una valutazione a tutto tondo dell’Offerta di Intesa.

Nello specifico, Poli ha dichiarato che l`obiettivo della Fondazione è la “tutela del territorio e le valorizzazione dell`investimento”. “Ci sembra che si tratti di due obiettivi pienamente coerenti con l`Ops di Intesa in quanto i termini dell`offerta hanno garantito un premio del 28% agli azionisti Ubi rispetto ai valori pre-deal, in caso di inefficacia dell`offerta il multiplo di Ubi (oggi a premio rispetto ai competitor) subirebbe quindi una contrazione con effetto negativo sul prezzo stimabile in circa 30%”, sottolinea Equita. In secondo luogo, l`obiettivo della Fondazione è “avere maggiori dividendi” per il territorio.

Anche in questo caso, secondo Equita, l`adesione all`offerta di Intesa garantirebbe un flusso di dividendi molto superiore rispetto a quello di Ubi (sarebbe stato quasi il doppio negli ultimi 10 anni se la Fondazione fosse stata azionista di Ubi).

Il nodo Cr Cuneo

Infine, ha sottolineato Poli, i “ragionamenti della Fondazione Cr Cuneo” (5.9% di Ubi, primo azionista singolo del patto Car) dovrebbero essere “gli stessi” di quelli espressi dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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    Cheo CondinaRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Energia, infrastrutture, assicurazioni, finanza e mercati

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