la giornata

Ritrovato ottimismo su Usa-Cina spinge listini. A Piazza Affari ok risparmio gestito

I «sostanziali progressi» evidenziati dal vicepremier cinese nel negoziato Usa-Cina hanno favorito il rialzo dei listini azionari, compresa Wall Street. Sotto osservazione le mosse del premier inglese per arrivare a un nuovo voto del Parlamento sull'accordo per l'uscita dall'Ue. A Milano bene industriali, banche e auto. Spread in leggero rialzo a 143 punti. BTp Italia: bene il primo giorno di collocamento, al retail circa 2 miliardi

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi


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5' di lettura

Prima seduta di settimana positiva per le Borse europee trainate dal cauto ottimismo ritrovato sul negoziato tra Stati Uniti e Cina sul commercio dopo che il vicepremier di Pechino Liu He ha parlato di un «sostanziale progresso» del negoziato sul commercio. Parigi ha così guadagnato lo 0,35%, Madrid lo 0,8% circa, Londra lo 0,3% e Francoforte lo 0,98%, spinta anche dall'accelerata del gruppo dei media Prosiebensat (+4,6%), dopo l'ingresso del miliardario ceco Kretinsky nel capitale. Sotto osservazione anche la Brexit, nonostante il rinvio del voto del Parlamento inglese sull'accordo raggiunto con Bruxelles. Tra le migliori anche Milano (+0,7%), con le banche in buono spolvero complice anche la sostanziale tenuta dello spread ai malumori all'interno della maggioranza di Governo (143 punti alla chiusura, dai 141 di venerdì). Ulteriore traino viene dall'andamento positivo di Wall Street, a sua volta incoraggiata dal clima più disteso tra Washington e Pechino.

A tenere banco sui mercati finanziari, oggi e nelle prossime settimane, è la partita sulla Brexit. Dopo l’ottimismo alimentato dalla scommessa sull’accordo tra Londra e l’Unione europea, poi ufficializzato giovedì, l’incertezza è tornata a caratterizzare la partita. Il Parlamento britannico infatti non si è pronunciato a favore o contro l’accordo, ma ha votato un emendamento che rinvia ogni decisione all’entrata in vigore della legislazione necessaria all’entrata in vigore dell’accordo. Uno scenario che comunque non è stato accolto male dai mercati che nell’ultima settimana avevano scommesso forte sulla chiusura della partita. «Per il momento il mercato non evidenzia segni di nervosismo, anche perché, rispetto a qualche settimana fa, lo spettro del no-deal sembra al momento piuttosto remoto» osservano gli analisti di Mps Capital Services. In ogni caso la sterlina, dopo una prima fase di correzione, è tornata a segnare i massimi da maggio raggiungendo anche quota 1,30 dollari e scendendo sotto 0,86 per un euro, dopo che il presidente della Camera dei comuni, John Bercow, ha rifiutato di mettere al voto oggi l'accordo sulla Brexit tra Londra e l'Unione europea, spiegando che la mozione è stata già esaminata sabato scorso.

Sul Ftse Mib cala Atlantia, bene auto e Prysmian
Sul Ftse Mib hanno brillato i titoli del risparmio gestito, con Finecobank (+2,64%) e Azimut (+4,45%) in prima fila grazie alle valutazioni positive degli analisti di Deutsche Bank, che hanno pubblicato un report sul settore (valutazione «buy» anche per Finecobank, Banca Generali e Banca Mediolanum, confermato invece l'«hold» su Azimut). A passo rapido banche (Bper +2,6% e Unicredit+2,1% le migliori) industriali e auto, in Italia come in Europa, con la schiarita Usa-Cina, mentre in coda al listino principale si sono piazzati i titoli difensivi, in particolare utility e settore sanità. Ha corso inoltre Prysmian (+2,23%), che si è aggiudicata un contratto per il 2020 per la fornitura di sistemi in cavo per torri e navicelle di turbine eoliche con Siemens Gamesa Renewable Energy, colosso dell'industria eolica. Il comparto energetico ha retto al ribasso del petrolio (-0,82% il Wti a dicembre e -1,19% il Brent di pari scadenza).

Debole Atlantia e il comparto autostrade , positiva Telecom
In discesa Atlantia insieme agli altri titoli del settore autostradale (come Sias e Astm) sulle indiscrezioni relative alla proposta del Movimento 5 Stelle in Italia per ridurre la deducibilità fiscale degli ammortamenti sui beni reversibili delle autostrade: una proposta giudicata negativamente dagli analisti. Giù principalmente i titoli difensivi come quelli del comparto sanitario e quelli dei servizi di pubblica utilità. Positiva Telecom Italia, visto che le indiscrezioni ritornano sulla possibile conversione delle azioni risparmio in ordinarie. Intanto, il Cda de gruppo ha deliberato all'unanimità la cooptazione di Salvatore Rossi e la sua nomina a Presidente del cda. Il consiglio ha inoltre accertato il possesso dei requisiti d'indipendenza di Salvatore Rossi e confermato la qualifica di Consigliere indipendente alla luce delle attribuzioni e del ruolo conferiti.

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Fuori dal Ftse Mib giù Gedi, brillano Monrif e Dba Group
Fuori dal listino principale da segnalare il brusco ribasso di Gedi (-6,09%) dopo conti dei primi nove mesi dell'anno: la società ha chiuso il periodo con ricavi consolidati in calo del 6% e una perdita da 18,3 milioni, contro il rosso da 17,3 milioni precedente, causata per lo più dalla cessione di Persidera. In una lettera ai dipendenti il presidente del gruppo, Marco De Benedetti, ha detto che "non siamo un gruppo sconquassato, non siamo un gruppo da risanare, non siamo una barca senza timoniere". Sul fronte opposto, tra i migliori di giornata, si sono invece piazzati Monrif (+6,9% dopo essere stato in asta di volatilità a +10,97%) e la piccola controllata Poligrafici Printing (+17,83%): il titolo del gruppo editoriale continua l'accelerata innescata la settimana scorsa dal via libera delle assemblee straordinarie degli azionisti alla fusione tra Monrif e Poligrafici Editoriale (il titolo di Monrif dal 18 ottobre alla chiusura di venerdì aveva già guadagnato il 21% circa, a cui si aggiunge l'aumento di oggi). La migliore è comunque stata Dba Group (+24,49%): il gruppo indipendente specializzato nei servizi a supporto della gestione del ciclo di vita di opere e infrastrutture a rete ha approvato il piano industriale al 2023.

Nel Vecchio Continente a passo rapido banche, auto e tech
In Europa i listini hanno chiuso la seduta in buon rialzo, grazie in particolare al comparto bancario (+2,04% l'Euro Stoxx 600 di settore), ai tecnologici (+1,55%) e alle auto (+1,37%). Per quanto riguarda i titoli, balzo del 4,63% a Francoforte per Prosiebensat, il broacaster tedesco partecipato da Mediaset con una quota vicina al 10%: venerdì Czech Media Invest, holding focalizzata sul settore media europeo controllata al 50% dal magnate ceco Daniel Kretinsky (proprietario del gruppo energetico Eph), ha annunciato di aver acquistato sul mercato un pacchetto del 4,07%. A Londra Prudential ha ceduto il 9,3%, dopo essere arrivata a perdere l'11,2%, dopo avere completato lo spin-off dell'investment manager M&G. In calo dell'8,85% Smith & Nephew, calata ai minimi in tre mesi dopo le dimissioni del suo amministratore delegato Namal Nawana che ricopriva l'incarico da soli 18 mesi. Tra i titoli dell'auto da segnalare il buon progresso di Renault (+1,08%) a Parigi e di Daimler (+1,6%) e Volkswagen (+0,91%) a Francoforte.

Spread in leggero rialzo, rendimento decennale all'1,09%
Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco e' indicato a quota 143 punti base, dai 141 punti base del riferimento precedente. In netto aumento il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato all'1,09%, dall'1,03% del closing di venerdì.

BTp Italia: bene il primo giorno di collocamento, al retail circa 2 mld
Si conclude con un risultato positivo il primo giorno di collocamento del nuovo BTp Italia emesso dal Tesoro. Il titolo, che ha una scadenza di 8 anni, ha collezionato, nella prima giornata di offerta riservata al retail, richieste totali per una cifra appena inferiore ai 2 miliardi di euro (1,994 miliardi). L'esito del collocamento può dirsi quindi positivo, anche considerando che in occasione dell'emissione precedente (quella lanciata nel novembre del 2018) il primo giorno di offerta erano arrivate al Tesoro richieste per poco più di 418 milioni di euro per un controvalore totale a fine collocamento (comprensivo delle richieste degli investitori istituzionali) pari a poco più di 2,1 miliardi di euro. In occasione dell'emissione del maggiore 2018 il BTp Italia collezionò, il primo giorno, di offerta, una domanda retail pari a 2,3 miliardi di euro.

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