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Borse, 5 market mover da tenere d’occhio in settimana

In primo piano questa settimana la Brexit. Sul fronte dei dati macro attenzione agli indici Pmi dell’Eurozona di giovedì. Lo stesso giorno l’ultimo direttivo Bce sotto la guida di Draghi. Sul fronte societario entra nel vivo la stagione delle trimestrali in Europa e Stati Uniti

di Andrea Franceschi


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3' di lettura

Gli sviluppi sulla complicata partita della Brexit, ma anche l’ultima conferenza stampa di Mario Draghi in veste di presidente della Banca centrale europea, gli sviluppi sul fronte guerra commerciale, gli indicatori macroeconomici e la stagione delle trimestrali delle grandi società quotate. Ecco i 5 “market mover” destinati a segnare l’andamento dei mercati finanziari la prossima settimana.

1) Brexit
La settimana appena trascorsa è stata fortemente segnata dalle notizie sulla Brexit: una su tutte l’intesa raggiunta giovedì da Unione europea e Governo britannico su un percorso concordato per l’uscita del Paese dall’Unione. Un piano su cui tuttavia non si è pronunciato il Parlamento britannico che, per contro, ha votato un emendamento per chiedere una proroga della Brexit che consenta nel frattempo di approvare tutta la legislazione necessaria a recepire l'accordo con l'Unione Europea. Sul mercati sono stati finora soprattutto la sterlina (+5% nell’ultima settimana sulla scommessa di un accordo) e i titoli di Stato Britannici ad essere influenzati dal flusso di notizie. È probabile che anche la prossima settimana si debba assistere a forte volatilità su queste asset class.

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2) La guerra commerciale
Il tema dei dazi dopo l’intesa raggiunta tra Cina e Stati Uniti per il rinvio dell’entrata in vigore delle tariffe è passato in secondo piano. Ma ciò non significa che notizie e dichiarazioni ufficiali non abbiano influenza sull’andamento degli indici. Tutt’altro anche perché, come ha recentemente confermato l’ultimo sondaggio tra i gestori di BofA Merrill Lynch, la guerra commerciale rappresenta il fattore di rischio numero uno per gli investitori. Tutto ciò che possa contribuire a intensificare o ridurre l’incertezza correlata alla partita sui dazi è destinato a condizionare negativamente o positivamente l’andamento degli indici. Anche in assenza di appuntamenti chiave o scadenze.

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3) La congiuntura
Gli effetti dell’incertezza correlata alla guerra commerciale sull’economia mondiale sono evidenti da tempo come dimostrano i dati macroeconomici usciti in questi mesi. In particolare in Paesi come la Germania, il cui punto di forza sta nelle esportazioni, e che ha tutto da perdere da una contrazione del commercio globale per effetto dei dazi. Nuovi aggiornamenti su questo fronte sono attesi per la mattinata di giovedì 24 ottobre quando saranno pubblicati gli indici sulla fiducia (Pmi) nel settore manifatturiero e servizi per i Paesi dell’Eurozona. Il consensus degli analisti di S&P Market Intelligence ha messo in conto un leggero miglioramento dell’indice manifatturiero che dovrebbe passare dai 45.7 di settembre a 46.2 punti ad ottobre. In lieve ripresa atteso anche l’indice Pmi servizi previsto in crescita da 51.6 a 52.2 punti

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4) L’ultima volta di Mario Draghi
Sempre giovedì 24 è previsto il direttivo della Banca centrale europea. Un appuntamento speciale perché sarà l’ultimo condotto da Mario Draghi nelle sue vesti di presidente. Non sono attese particolari nuove misure dopo l’arsenale di stimoli monetari di cui la Bce ha annunciato di volersi dotare al direttivo di settembre. Draghi potrebbe dare qualche dettaglio sulle tecnicalità del nuovo Qe e spiegare come si potrebbe risolvere il tema della scarsità di titoli acquistabili. È probabile che nel corso della conferenza stampa Draghi voglia dare qualche dettaglio in più sul passaggio di consegne a Christine Lagarde. L’ultimo direttivo Bce sotto la guida di Draghi è stato segnato dalle polemiche per la forte contrarietà alle recenti misure espressa da diversi banchieri del Nord Europa. È probabile che Draghi voglia approfittare della sua ultima volta alla Bce per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nel caso qualche giornalista gli ponga domande in merito.

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5) Le trimestrali delle società quotate
Ultimo fronte caldo da tenere d’occhio è quello dei conti trimestrali delle società quotate. La scorsa settimana si è aperta la stagione a Wall Street con i conti delle grandi banche che hanno tenuto banco. Tra i big americani si segnalano nei prossimi giorni Procter&Gamble, Ups e McDonald’s (martedì 22); Boeing, At&T e Microsoft (mercoledì 23); Intel, Amazon e Visa (giovedì 24). Tra le maggiori società per capitalizzazione in Europa si segnalano Sap (lunedì 21); Ubs, Galp e Novartis (martedì 22); Iberdrola e Kering (mercoledì 23); Basf, Daimler, Saipem e Stmicroelectronics (giovedì 24); Eni, Banco Santander, Anheuser-Busch InBev (venerdì 25).

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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