ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Il petrolio e Wall Street riaccendono le Borse, Milano è la migliore (+1,6%) con il calo dello spread

Archiviato un settembre da dimenticare per i mercati, la nuova fiammata del greggio in vista di possibili tagli alla produzione dell’Opec+ spinge i listini. Euro risale a 0,98 dollari, il rendimento decennale dei Btp cala al 4,2%

di Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 3 ottobre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Archiviato un settembre da dimenticare per i listini europei, la nuova fiammata del petrolio (+4% il Wti), in vista di possibili tagli alla produzione da parte dell’Opec+, riaccende le Borse del Vecchio Continente che chiudono tutte in rialzo, dopo una prima parte di seduta timida. A spingere gli indici anche il forte rimbalzo di Wall Street, dove però si registra il tonfo di Tesla (-8%) per il dato deludente sulle consegne. La migliore in Europa stavolta è Piazza Affari che, oltre agli acquisti su banche e petroliferi, beneficia del raffreddamento dei rendimenti sui Btp al 4,2% con lo spread in discesa a 231 punti (-9). Sullo sfondo resta però la cautela degli investitori, stretti tra le mosse delle Banche centrali contro l’inflazione record, la debolezza dell’economia – testimoniata dal peggioramento dell’indice manifatturiero europeo – e il conflitto in Ucraina.

Wall Street chiude positiva dopo settembre negativo

In rialzo Wall Street - che chiude fortemente positiva con Dow Jones a +2,66%, Nasdaq a +2,22% e S&P500 a +2,57% - mentre le azioni statunitensi si preparano ad iniziare un quarto trimestre, che gli investitori continuano a considerare volatile sia per l'alta inflazione, che per le intenzioni della Federal Reserve di fermare l'impennata dei prezzi indipendentemente dai risvolti che avra' sull'economia. Venerdì la vicepresidente della Federal Reserve, Lael Brainard, ha sottolineato la necessità di affrontare l'inflazione e l'importanza di non sottrarsi a questa sfida fino a quando non sara' raggiunto un equilibrio. Wall Street sta uscendo da un mese difficile, con il Dow e l'S&P 500 che in settembre hanno registrato le maggiori perdite mensili da marzo 2020 e con il Dow Jones che venerdi' ha chiuso sotto quota 29.000 per la prima volta dal novembre 2020.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano strappa Tenaris, in calo Banca Banca Generali

A Piazza Affari ha continuato a catalizzare l'attenzione Banca Generali, dopo la fiammata di dell'ultima seduta innescata dai rumor di una possibile vendita della società a Mediobanca, anche se fonti finanziarie negano al momento l'esistenza di trattative concrete tra l'istituto di Piazzetta Cuccia e la controllante di Banca Generali, Generali. Il gruppo assicurativo ha raffreddato le ipotesi di acquisizioni imminenti negli Usa, in particolare sull'asset manager Guggenheim Partners. Occhi puntati anche su Telecom Italia, in vista della possibile presentazione di un'offerta non vincolante di Cdp per la rete. In rialzo i petroliferi (Tenaris, Eni, Saipem) che hanno sfruttato la corsa dei prezzi del greggio. Il gruppo dei tubi per l'oil&gas ha fornito indicazioni positive sui prossimi mesi nell'investor day della scorsa settimana a New York. Bene Enel grazie al via libera di Mosca alla cessione delle attività russe concordata nei mesi scorsi con Lukoil e con un fondo di investimento. Sotto la lente è finita anche Banca Mps, con il conto alla rovescia ormai scattato per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. Infine è salita Aedes Siiq, dopo l'annuncio dell'acquisto della quota di maggioranza da parte di Domus, operazione che comporterà il lancio di un'opa.

Eurozona, manifatturiero in contrazione a settembre

Settembre in ulteriore rallentamento per l'attività manifatturiera dell'Eurozona. In base all'indice realizzato presso i responsabili acquisti delle grandi aziende, l'attività si è contratta segnando 48,4 punti dai 49,6 di agosto. La Germania ha segnato il dato più basso dal 2000. Lieve rialzo per l'Italia. «Il settore manifatturiero italiano ha completato il terzo trimestre dell'anno con la produzione in calo e il quinto calo mensile consecutivo di nuovi posti di lavoro, legato alla debole domanda appesantita dall'aumento dei prezzi e dall'accresciuta incertezza», ha affermato Lewis Cooper, economista di S&P Global MarketIntelligence, commentando il dato italiano.

Corre il petrolio su ipotesi taglio Opec+

Sul valutario, l'euro vale 0,977 dollari (0,9797 venerdì in chiusura). La sterlina resta sotto 1,12 dollari (1,1144) e scambia a 0,873 euro (0,8791). Il ministro delle finanze britannico Kwasi Kwarteng ha annunciato di revocare il taglio delle imposte sul reddito annunciato pochi giorni fa per i più ricchi, una misura che ha fatto precipitare i mercati finanziari gettandoli nel caos. «E' chiaro che la soppressione dell'aliquota fiscale del 45% ha eclissato la nostra missione di affrontare le difficoltà del nostro Paese. Pertanto, annuncio che non la perseguiremo», ha scritto Kwasi Kwarteng, aggiungendo: «Capiamo, abbiamo ascoltato». Sale il prezzo del petrolio: chiude con una impennata a New York, dove le quotazioni del Wti guadagno il 5,26% a 83,67 dollari al barile (il Brent tocca gli 88,86 dollari al barile) sull'ipotesi che l'Opec possa varare un taglio consistente della produzione di greggio. Per il Wall Street Journal la riduzione supererà il milione di barili al giorno. In calo a 178 euro per megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.

Spread chiude in calo a 231 punti, rendimento al 4,20%

Chiusura in forte calo per lo spread BTp/Bund in un contesto di forte discesa dei rendimenti dei bond euro sulle attese degli operatori per un andamento dell'inflazione europea vicina al suo picco e per una possibile frenata nel ritmo dei rialzi dei tassi da parte della Bce. Alla fine delle contrattazioni, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 231 punti base, dai 240 della chiusura di venerdì 30 settembre. In flessione più netta anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 4,20%, dal 4,50% della vigilia.

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