ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Il rischio geopolitico frena il rally delle Borse, Milano (-0,7%) si prende una pausa

Seduta nervosa nel timore di un’escalation militare. A pesare l’ipotesi di recessione globale e la Bce che ha ammonito sui rischi di instabilità finanziaria nell'area euro. Petrolio Wti giù a 85 dollari, tonfo del gas (-14%)

di Enrico Miele

Aggiornato alle ore 19:35

La Borsa, gli indici del 16 novembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le tensioni geopolitiche suggeriscono prudenza ai mercati europei che interrompono dopo diverse sedute consecutive il rally dei listini e fanno scattare i realizzi su molti comparti. Ma si è trattato di una seduta nervosa fin dall’inizio, nel timore che ci fosse un’escalation militare dopo che ieri sera un missile, poi risultato essere stato lanciato dalla contraerea di Kiev, ha colpito la Polonia. A pesare sull’umore degli investitori anche l’ipotesi di recessione globale, con la nuova frenata del petrolio, e la Bce che ha ammonito come i rischi di instabilità finanziaria nell'area euro siano aumentati a causa di prezzi dell'energia, inflazione elevata e scarsa crescita, con le banche che potrebbero necessitare di maggiori accantonamenti patrimoniali a causa del calo della qualità degli asset. A preoccupare, inoltre, le indicazioni arrivate dalla Gran Bretagna, dove la corsa dei prezzi al consumo ha raggiunto l'11,1% in ottobre, facendo segnare il nuovo massimo da 41 anni dell'inflazione. Il FTSE MIB di Piazza Affari, che ha messo a segno un rimbalzo del 20,7% dai minimi di metà ottobre, ha così chiuso la giornata in ribasso, mentre sul mercato obbligazionario lo spread BTp-Bund si è ristretto ancora sotto i 200 punti.

Wall Street debole, focus resta su inflazione e tassi

Debole anche Wall Street (-1,54% Nasdaq, - 0,83% l’S&P 500, -0,12% il Dow Jones): l'attenzione, oltre che sulle notizie riguardanti il missile caduto in Polonia - che alimenta le tensioni in Occidente contro la Russia - resta su inflazione e tassi d'interesse. I recenti dati sui prezzi alla produzione e al consumo hanno confermato un rallentamento dell'inflazione, che rappresenta «un barlume di speranza» per il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, che ha ribadito come «altri rialzi dei tassi di interesse saranno necessari». La stretta della Fed sui tassi d'interesse «potrebbe portare a una recessione, ma è comunque meglio di una persistente inflazione», ha detto. «Una recessione non è scontata e la Fed cercherà di evitarla, se possibile». C'era attesa anche per i dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che a ottobre si sono confermati solidi, con un aumento dell'1,3% rispetto al mese precedente a 694,5 miliardi di dollari, dopo il dato invariato di settembre; le attese erano per un +1,2%. Rispetto a un anno prima, registrato un +8,3%, dopo il +8,2% del mese precedente.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari soffre Tim, in "rosso" Mfe dopo la trimestrale

Tra i principali titoli milanesi, al termine delle contrattazioni si registra il netto calo di Telecom Italia che ha perso quota dopo che martedì l'agenzia di valutazione Fitch ha tagliato il rating del gruppo a "BB-". Deboli anche Amplifon, Saipem, Mfe-Mediaforeurope dopo la pubblicazione di conti trimestrali in lina con le previsioni degli analisti, ed Eni nonostante l’ipotesi che nel 2023 la tassazione sugli extra-profitti, in base ai nuovi principi, sarà per l’azienda meno gravosa di quella del 2022 (ma intanto il Tar Lazio che detto che i ricorsi delle aziende energetiche sono inammissibili). I timori di escalation della guerra spingono Leonardo - Finmeccanica. Bene Hera tra le utility e Banco Bpm, mentre è sotto la parità Moncler nonostante le indicazioni positive emerse dall’Osservatorio Altagamma sul settore del lusso. Ancora in "rosso" Nexi dopo lo scivolone del 10% circa della vigilia, provocato dalla vendita della quota di Intesa Sanpaolo.

A Parigi, le vendite colpiscono Air France-Klm dopo l'annuncio di un bond convertibile da 300 milioni. L'emissione servirà ad accelerare il rimborso degli aiuti di Stato, mentre le quotazioni risentono anche del rischio scioperi nel pieno delle festività di fine anno.

Usa: vendite al dettaglio +1,3% a ottobre, sopra le stime

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, a ottobre, sono aumentate dell'1,3% rispetto al mese precedente a 694,5 miliardi di dollari, dopo il dato invariato di settembre, secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio; le attese erano per un +1,2%. Rispetto a un anno prima, registrato un +8,3%, dopo il +8,2% del mese precedente. Escludendo le vendite di veicoli, il dato è cresciuto dell'1,3% rispetto al mese precedente, dopo il +0,1% di settembre; escludendo veicoli e carburanti, il dato ha registrato un rialzo dello 0,9%. Le vendite tra agosto e ottobre sono aumentate dell'8,9% rispetto allo stesso periodo del 2021, dopo il +9,2% di luglio-settembre.

Bce: segnali di peggioramento della qualità degli asset

Sul fronte macroeconomico, intanto, la Bce è tornata a mettere in guardia sull'aumento dei rischi per la stabilità finanziaria a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia, dell'inflazione elevata e della bassa crescita economica. Nella Financial Stability Review l'Eurotower ha inoltre sottolineato la possibilità che le banche possano «subire maggiori perdite su crediti nel medio termine», dato che «le imprese e le famiglie trovano sempre più difficile onorare i propri debiti». Un implicito invito alla prudenza che arriva in un momento in cui le banche europee mostrano già segnali di insofferenza nei confronti dei limiti imposti dalla Vigilanza.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread chiude in calo a 193 punti, rendimento giù al 3,93%

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund, tornato alla vigilia sotto la soglia dei '200' per la prima volta dallo scorso luglio. Il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco ha segnato un'ultima posizione a 193 punti base dai 195 punti base del 15 novembre (da un closing di 203 punti lunedì scorso). Scende più sensibilmente il rendimento del BTp decennale benchmark che ha varcato al ribasso la soglia del 4% attestandosi al 3,93% dal 4,04% del closing di ieri.

Euro/dollaro poco mosso a 1,03. Tonfo del gas (-14%)

Sul fronte dei cambi, infine, l’euro vale a fine seduta 1,0389 dollari da 1,0389 martedì 15 novembre in chiusura. È inoltre scambiato a 145,23 yen (da 144,86), mentre il dollaro/yen è pari a 139,43 da 140,31. In calo il valore del greggio: il Wti dicembre si attesta a 86,83 dollari al barile (-2%), mentre il Brent per gennaio segna -1,6% a 92,05 dollari. Si raffredda il prezzo del gas naturale dopo il recente rimbalzo: sulla piattaforma olandese Ttf il future dicembre scende - al termine delle contrattazioni - del 14,06% sui 106,65 euro al megawattora.

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