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Per la Borsa un'altra settimana in apnea, ma Piazza affari resta regina d'Europa

Milano ha registrato nelle ultime cinque sedute la performance peggiore, sebbene da inizio anno rimanga la prima in classifica con un guadagno quasi pari al 27%. L'unica che è salita nell'ottava è stata Londra, grazie alla debolezza della sterlina

di Eleonora Micheli


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(REUTERS)

6' di lettura

Borse europee ancora in balia del'incertezza sul fronte del commercio internazionale. Nell'ultima settimana Piazza Affari ha accusato la performance peggiore d'Europa, complici i timori sulla tenuta del Governo Conte, chiamato a sciogliere il bandolo della matassa dei problemi di Ilva e Alitalia. Così è passato in secondo piano anche l'ok con riserva da parte della Commissione Ue sulla manovra economica italiana. D'altra parte è anche vero che Bruxelles ha posto l'Italia e altri sette Paesi Ue sono osservazione essendo a rischio violazione del patto di stabilità. Nelle ultime cinque sedute il FTSE MIB ha lasciato sul parterre l'1,39%, anche se lo spread tutto sommato è rimasto stabile in area 165 punti. Hanno perso terreno, anche se in misura minore, le altre Borse europee, ancora in balia della guerra dei dazi: Parigi ha perso lo 0,78%, Francoforte lo 0,59% e Madrid un frazionale 0,07%. E' andata in controtendenza Londra, salendo dello 0,33%, grazie alla debolezza della sterlina. La Borsa italiana, comunque, rimane la prima in classifica in quanto performance da inizio anno, svettando con un guadagno del 26,9%. Tuttavia si è assottigliata la distanza con i rialzi di Francoforte (+24,6%) e Parigi (+24,5%). Rimangono più indietro, in quanto a guadagni 2019, i listini di Madrid (+8,3%) e Londra (+8,9%).

Ubi la migliore della settimana, Fca batte in ritirata
Tornando a Piazza Affari il miglior titolo della settimana è stato quello di Ubi Banca, volato dell'8,6%. Si sono inoltre risvegliate anche le Nexi, che salendo del 7,7% in cinque sedute, hanno agguantato la soglia di 10 euro. La società ha beneficiato della conferma di contatti con Intesa Sanpaolo per creare una partnership commerciale. Nexi era sbarcata in Borsa la scorsa primavera al prezzo di 9 euro. Inoltre hanno continuato a correre le Diasorin sugli scudi da fine ottobre. Nelle ultime sedute hanno messo a segno un +7,6%, sull'onda di indiscrezioni di un consolidamento del settore della diagnostica, confermate da Quiagen che ha annunciato di avere ricevuto delle offerte. Il peggior titolo della settimana è stato quello di Fiat Chrysler Automobiles (-8%), penalizzata dalla notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno, che General Motor ha depositato una causa contro il gruppo con l'accusa di corruzione sindacale effettuata negli anni della gestione di Marchionne. Accusa respinta dalla società, ma che secondo gli investitori potrebbe rendere più impervia la strada per la fusione con Peugeot, nell'attesa tra l'altro che sia firmato il Memorandum of Understanding. Sono inoltre andate male le Leonardo - Finmeccanica (-5,1%) e le Atlantia (-44%), quest'ultime sulla notizia che la Guardia di Finanza ha in mano documenti che testimoniano che la fragilità del Ponte Morandi era già stata segnalata dal 2014.

Venerdì senza storia nonostante parole Xi Jiping e Trump
Quanto alla seduta di venerdì., i mercati europei hanno dunque vissuto una giornata senza storia, risentendo ancora una volta dell’incertezza sul commercio internazionale. Milanoha chiuso invariata (-0,09%), con lo spread in lieve peggioramento a 165 punti. Londra è stata la migliore.

Nel complesso gli investitori hanno preferito sposare un atteggiamento cauto, dando poco credito ai proclami dei leader delle due super potenze. Proclami giudicati concilianti, ma al tempo stesso ambigui. In effetti il presidente cinese, Xi Jiping, sempre restio a parlare delle trattative Usa-Cina, ha dichiarato che la Repubblica Popolare vuole raggiungere un accordo con gli States fondato «sul rispetto e l’eguaglianza». Trump, dal canto suo, ha subito detto che «un accordo è molto vicino». D'altra parte mentre Xi Jiping ha aggiunto che la Cina è pronta a reagire a eventuali nuovi dazi che potrebbero essere introdotti in America contro le merci cinesi, l'inquilino della Casa Bianca ha spiegato che «Xi vuole concludere un accordo molto più di quanto non lo voglia fare io. Non sono ansioso di concludere. Stiamo incassando centinaia di miliardi di dollari in tariffe». I listini hanno reagito poco anche ai dati macroeconomici usciti in giornata ma soprattutto hanno ignorato le parole di Christine Lagarde, neo presidente Bce, che ha ribadito che la politica monetaria continuerà a supportare l'economia, in un contesto in cui la congiuntura globale è caratterizzata da incertezza, ma anche da opportunità.

Diasorin sugli scudi, Bper la peggiore del Ftse Mib
A Piazza Affari Diasorin (+3,2%) ha aggiornato nuovi massimi proseguendo nella strada del rialzo imboccata a fine ottobre. Nel dettaglio dal 25 ottobre i titoli hanno messo a segno un rialzo del 22%, beneficiando anche delle notizie su un fermento del settore della diagnostica, dopo che la concorrente Qiagen ha di recente confermato di aver ricevuto diverse manifestazioni di interesse «non vincolanti e condizionate» e di aver quindi avviato una «revisione di potenziali alternative strategiche». Hanno registrato un andamento contrastato le azioni delle banche, con Banca Pop Er che ha perso il 2,4% dopo la recente corsa (solo da inizio ottobre le azioni hanno guadagnato oltre il 15%).

Exor recupera, ancora debole Fca dopo accusa di GM
Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso ancora in ribasso dopo il calo della vigilia provocato dall’incertezza che si è aperta dopo le accuse di corruzione sindacale al gruppo da parte di General Motor. Ad ogni modo il presidente John Elkann ieri, in occasione dell’Investor Day di Exor, ha rassicurato dicendo che la causa è priva di fondamento e ha inoltre ribadito che a breve verrà stipulato un Memorandum of Understanding con Psa Peugeot (+0,3%) entro fine anno, facendo capire che le accuse della concorrente americana non risulteranno di intralcio all’operazione di aggregazione con la casa francese. D’altra parte Jp Morgan ha stimato che GM potrebbe chiedere danni per almeno 6 miliardi di dollari. Gli esperti di Equita hanno valutato che «gli effetti positivi della fusione saranno talmente rilevanti che sia nel reciproco interesse portare avanti la fusione. Per questo motivo – hanno spiegato - a prescindere dall'entità del risarcimento danni che verrà richiesto, riteniamo che lo scenario più ragionevole sia la firma del MoU, inserendo delle clausole che possano modificare il concambio al verificarsi di certi eventi».

Dopo il netto ribasso della vigilia, hanno rialzato la testa le Exorr, con gli analisti che a mente fredda hanno apprezzato le indicazioni contenute nel piano industriale esposto ieri alla comunità finanziaria. I riflettori si sono accesi soprattutto sulla potenza di fuoco che avrà la holding negli anni venturi: il gruppo avrà a disposizione 1,9 miliardi di euro per nuove acquisizioni. Valore che salirà a 3,5 miliardi considerando il superdividendo che Exor incasserà da Fca, se andrà in porto la fusione Fca-Peugeot. Della galassia Agnelli, inoltre, Cnh Industrial ha guadagnato l'1,17%, mentre la Juventus Fc ha perso l'1,4%.

Fineco spinta da Ubs, ancora in rialzo Nexi
Sono andate bene le Finecobank (+1,4%), beneficiando del giudizio favorevole di Ubs che ha avviato la copertura sulle azioni con la raccomandazione di "Buy" e un obiettivo di prezzo di 12,70 euro (potenziale upside +10%). Non si è arrestata la corsa di Nexi, che così ha agguantato in Borsa i 10 euro per azione. L'attenzione sul gruppo rimane alta dopo che sono stati confermati contatti preliminari con Intesa Sanpaolo per rafforzare la partnership industriale.

Mediaset in rialzo nel giorno dell'ultimatum del Tribunale
Fuori dal paniere principale, Mediaset è salita dell'1,6% nel giorno in cui il Tribunale civile di Milano ha dato a Mediaset e Vivendii una settimana di tempo per trovare un accordo che risolva i contenziosi tra le parti relativamente all’operazione volta a creare Mediaset For Europe. Ad ogni modo oggi il cda della società di Cologno Monzese ha comunicato che il tentativo di conciliazione tra Mediaset e Vivendi «non ha, allo stato, dato esiti positivi». D’altra parte «il progetto MFE è confermato e procede». Il board ha comunque fatto un passo avanti verso Vivendi indicando che adotterà un regolamento consiliare per disciplinare la composizione del board e le procedure di designazione dei nuovi membri volte ad assicurare nel tempo, una composizione contraddistinta dalla maggioranza di amministratori non esecutivi, di cui la maggioranza indipendenti. Il cda ha inoltre convocato per il 10 gennaio una nuova assemblea straordinaria a cui proporre l'approvazione di specifiche modifiche della proposta di Statuto di MediaForEurope e dei termini e condizioni delle azioni speciali. Sono inoltre salite del 6,5% le Aquafil dopo l'accordo siglato con Tarkett, produttore globale di tappeti a piastrelle. «La notizia è positiva in termini di ampliamento delle fonti di approvvigionamento di materiale per la produzione di Econyl (prodotti da riciclo)», hanno commentato da Equita.

Londra la migliore con la sterlina debole, in lieve rialzo Francoforte
Nel resto d'Europa Londra è scattata in avanti dell'1,2%, vantando la performance migliore del Vecchio Continente. La borsa di Oltremanica, però, aveva registrato cali decisi nelle ultime sedute. In più oggi la debolezza della sterlina ha favorito gli acquisti su alcuni multinazionali quotate alla City. Parigi ha guadagnato lo 0,2% così come Francoforte. Quest'ultima nel giorno in cui è sttao annunciato che il pil del terzo trimestre è salito dello 0,1% rispetto a quello precedente e dello 0,5% su base annua. Madrid, infine, ha messo a segno un +0,44%.

Andamento dello spread Btp / Bund
Il cambio euro / dollaro

Euro debole, giù anche il petrolio
Sul fronte dei cambi, l'euro si è indebolito a 1,1028 dollari (1,1059 ieri). La moneta unica vale inoltre 119,83 yen (119,96 ieri), mentre il dollaro/yen è pari a 108,63. Il petrolio è in discesa: il future a gennaio sul Wti perde l’1,7%, attestandosi a 57,58 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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