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Piazza Affari (-0,6%) in preallarme su Governo, spread in tensione e banche giù

Le Borse europee falliscono il rimbalzo e chiudono per lo più in calo. Le decisioni di Di Maio sulla guida del M5S e la conseguente incertezza politica hanno rallentato Milano, penalizzata anche dalla cattiva performance delle banche. Giù gli energetici con il calo del petrolio. Spread chiude piatto, dopo i rialzi della giornata

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

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(REUTERS)

Le Borse europee falliscono il rimbalzo e chiudono per lo più in calo. Le decisioni di Di Maio sulla guida del M5S e la conseguente incertezza politica hanno rallentato Milano, penalizzata anche dalla cattiva performance delle banche. Giù gli energetici con il calo del petrolio. Spread chiude piatto, dopo i rialzi della giornata


4' di lettura

Piazza Affari sconta l'incertezza politica innescata dall'atteso addio di Luigi Di Maio alla guida del Movimento 5 Stelle. Milano (-0,58%) è stata tra le peggiori in Europa, in attesa di capire chi sarà il nuovo leader e che posizioni avrà nei confronti del Governo. Di questa situazione, sul Ftse Mib, ha approfittato Atlantia (+2,15%), che proprio in Di Maio aveva il suo principale oppositore pubblico, in quanto acceso sostenitore della revoca delle concessioni ad Aspi.
Milano, che ha finito sui minimi di seduta, è stata penalizzata dal cattivo andamento delle banche, rallentate dalle incertezze politiche che, per ampia parte della seduta, hanno fatto lievitare lo spread a 167 punti (il differenziale è calato nel finale, chiudendo a 161 punti, dai 162 di ieri).
Le altre Borse europee, archiviato per ora l'allarme del coronavirus partito dalla Cina, hanno tentato, e fallito, il rimbalzo dopo i cali di ieri (Parigi -0,58%, Francoforte -0,3%, dopo avere aggiornato in avvio i massimi storici intraday, Madrid -0,47% e Londra -0,51%), preferendo la cautela dopo le parole di Donald Trump, che ha minacciato dazi sulle auto europee, e in attesa delle decisioni della Bce, in arrivo domani.

Wall Street in rialzo grazie a una serie di conti aziendali superiori alle attese che fanno ben sperare per il proseguimento della stagione delle trimestrali. Finora, circa il 10% delle aziende quotate sull’S&P 500 ha pubblicato i conti e circa il 75% ha superato le attese degli analisti. Sostegno anche dal dato sulle vendite di case esistenti, unico di rilievo della giornata: a dicembre è salito del 3,6% su novembre a un tasso annualizzato di 5,54 milioni di unità contro stime per un rialzo dell’1,9%. Su base annuale c'è stato un incremento del 10,8%, il sesto aumento annuale di fila.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Le autorità cinesi si impegnano contro il coronavirus
Intanto, si allentano le preoccupazioni per gli effetti del virus partito dalla Cina che ha causato nove morti e 400 contagi, anche fuori dalla Cina, compreso un contagio negli Stati Uniti. «A differenza di quanto avvenne con la Sars - commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors - la reazione delle autorità cinesi è stata in questa occasione immediata in termini di informazioni, trasparenza, misure preventive e monitoraggio. Questo dovrebbe fortemente limitare il contagio, improbabile quindi che questo nuovo episodio di coronavirus abbia conseguenze significative sull’economia e sui mercati».

A Milano Saipem affonda con calo petrolio, bene Moncler
Milano, che ha finito sui minimi di seduta, è stata penalizzata dal cattivo andamento delle banche, rallentate dalle incertezze politiche che, per ampia parte della seduta, hanno fatto lievitare lo spread a 167 punti (il differenziale è calato nel finale, chiudendo a 161 punti, dai 162 di ieri). Sul Ftse Mib la peggiore è stata Saipem (-3,98%), dopo che Bank of America ha tagliato il rating da "neutral" a "underperform" e schiacciata dal calo del petrolio (-2,28% il Wti a marzo e -1,84% il Brent di pari scadenza). Rimbalza e svetta Moncler (+2,62%), penalizzata nei giorni scorsi dal rallentamento del comparto lusso, e spunti positivi per il comparto farmaceutico-sanità (Diasorin +1,31%, Amplifon +2,2% e Recordati +1,06%).

Banche in calo, frenano le auto
Come detto ribassi generalizzati per i bancari, con Unicredit (-3,26%), Banco Bpm (-2,8%), Bper (-2,81%) e Ubi Banca (-2,39%) tra le peggiori del Ftse Mib. Male anche il comparto energetico con il ribasso del petrolio: oltre a Saipem, giù anche Eni (-1,14%) e Tenaris (-0,64%). Tra le migliori anche Azimut (+2,54%), che già da varie sedute si mantiene in territorio positivo dopo avere rivisto al rialzo le previsioni dell’intero anno. Le auto, in calo moderato fin dall’apertura, non hanno risentito in modo particolare delle dichiarazioni di Trump sui dazi (Fiat Chrysler Automobiles-0,89%, Pirelli -0,83%). Ferrari (+0,93%), più spesso associata al comparto lusso, oggi in recupero, ha fatto registrare una buona performance.

Fuori dal Ftse Mib corre Triboo
Fuori dal listino principale, accelerata per Blue Financial Communication (+25,58%) e Ambienthesis (+12,96%), che hanno trascorso ampia parte della seduta in asta di volatilità per eccessivo rialzo. A passo rapido anche Triboo (+3,5%), dopo l'annuncio del piano industriale al 2022 che prevede ricavi in crescita dai 76 milioni del preconsuntivo 2019 a 122 milioni di fine piano. Anche l'Ebitda adjiusted dovrebbe passare da 8,7 milioni di fine 2019 a 18 milioni mentre i debiti finanziari netti, si stima, nel 2022 verranno sostanzialmente azzerati dagli attuali 9,6 milioni. Tra le peggiori Shedir Pharma (-10,31%) e Trevi (-7,83%).

Spread in rialzo con tensioni politiche Italia
Seconda parte della seduta positiva per i BTp sul mercato secondario telematico. I titoli sovrani italiani hanno invertito la rotta rispetto a una mattinata nervosa, caratterizzata da vendite, anche sulla scia delle indiscrezioni sulle novità politiche in Italia (dimissioni di Di Maio da capo politico M5S). Lo spread con i bund, che si era allargato in avvio, ha poi rapidamente cambiato direzione nel prosieguo di seduta. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco e' indicato a 161 punti, in netto recupero rispetto ai 167 punti dell'apertura, che si posizionata ben 5 punti base al di sopra del closing di martedì. Torna a scendere anche il rendimento dei decennali italiani, indicati all'1,35% nel finale rispetto al 'picco' dell'1,43% in avvio (1,37% in chiusura martedì).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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