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Borse a corrente alternata tra timori recessione e rally energy. Milano piatta, spread a 242

Seduta volatile con le e tensioni Usa-Cina che preoccupano gli investitori, nonostante i segnali di ripartenza nella Repubblica Popolare e le riaperture nel Vecchio Continente dopo la gelata del lockdown. Il petrolio sui massimi da sei settimane sostiene i titoli del comparto, mentre i dati macro testimoniano la severità dell'impatto della pandemia Covid-19. A Milano bene il settore pharma, giù Unipol

di Paolo Paronetto e Flavia Carletti

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(Reuters)

Seduta volatile con le e tensioni Usa-Cina che preoccupano gli investitori, nonostante i segnali di ripartenza nella Repubblica Popolare e le riaperture nel Vecchio Continente dopo la gelata del lockdown. Il petrolio sui massimi da sei settimane sostiene i titoli del comparto, mentre i dati macro testimoniano la severità dell'impatto della pandemia Covid-19. A Milano bene il settore pharma, giù Unipol


3' di lettura

Seduta volatile per le Borse europee, che hanno chiuso contrastate: i listini, da una parte, hanno risentito della nuova ondata di dati macroeconomici che testimoniano la severità dell'impatto della pandemia Covid-19, ma le vendite sono state bilanciate dal rally dei titoli energetici, innescato da un petrolio sui massimi da sei settimane.Il FTSE MIB milanese, dove si sono messi in luce i titoli farmaceutici, ha chiuso poco mosso, risentendo anche dello spread BTp-Bund risalito oltre i 240 punti base. Sul fronte macro, negli Stati Uniti sia le vendite al dettaglio, scese in aprile del 16,4% su base mensile rispetto a marzo (contro attese per un -12,3%) che la produzione industriale, scesa dell'11,2% ad aprile, hanno messo a segno il loro peggiore calo su base mensile di sempre. L'indice sulla fiducia dei consumatori calcolato dall'Università del Michigan, d'altra parte, nella prima lettura di maggio è salito a sorpresa a 73,7 punti dai 71,8 di aprile e a fronte di attese per un calo a 65 punti.

In Europa, d'altra parte, il Pil dell'eurozona è sceso del 3,8% nel primo trimestre con cali del 5,8% in Francia, del 2,2% in Germania e del 4,7% in Italia. I mercati fanno i conti con i dati contrastanti sulla ripresa economica post-lockdown in Cina, dove la produzione industriale ha mostrato segni di miglioramento ad aprile, mentre i dati sulle vendite al dettaglio sono stati deludenti. A rendere nervosi gli investitori c’è soprattutto il deterioramento delle relazioni con Washington, con il presidente Donald Trump che, già alle prese con il boom della disoccupazione negli Stati Uniti, ha dichiarato di non voler parlare con il suo omologo cinese Xi Jinping. Pechino, da parte sua, ha promesso di
rispondere alla decisione dell'amministrazione Trump di estendere fino al 2021 i divieti imposti ad Huawei e altre aziende cinesi, tra cui anche Zte, di fare affari con societa Usa.

A Piazza Affari in luce il settore pharma, recupera Exor
A Piazza Affari gli ordini di acquisto spingono i titoli del settore pharma in testa al Ftse Mib. Sia Recordati che Diasorin tornano così ad aggiornare i massimi storici. Recupera terreno Exor, sotto pressione nelle ultime sedute dopo lo stop alla vendita di PartnerRe e la sospensione del dividendo 2019 di Fiat Chrysler Automobiles. Nel settore energetico, hanno guadagnato terreno Italgas, Tenaris ed Eni, mentre Saipem è stata colpita dalle prese di beneficio dopo il rialzo della vigilia. In rosso invece Unipol, che ha registrato nel primo trimestre un utile in calo a 134 milioni (-21%). Già anche Banca Mediolanum, Leonardo - Finmeccanica ed Enel.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in rialzo sopra i 240 punti
Su fronte dei titoli di Stato, chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark e il titolo tedesco di pari durata è indicato al termine degli scambi a 242 punti base dai 239 punti del closing della vigilia. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato all'1,89%, dall'1,85% del riferimento precedente.

Prosegue recupero petrolio, segnali ripresa domanda in Cina
Il petrolio ha chiuso in rialzo registrando la terza settimana consecutiva di guadagni, sostenuto da segnali di una ripresa della domanda in Cina in aprile. Questo allenta le tensioni sulla domanda globale, comunque ancora molto alta rispetto all'offerta visto che nel resto del mondo sono ancora in vigore lockdown e limitazioni dei movimenti. Ulteriore sostegno viene dai tagli dell'output decisi di recente dai Paesi Opec e dagli altri maggiori produttori di greggio. Detto questo, gli investitori restano cauti: l'emergenza sanitaria non è passata e in alcuni Paesi è stato registrato un nuovo aumento dei contagi dopo l'allentamento delle misure restrittive. «I fondamentali del mercato stanno chiaramente migliorando, ma nel breve periodo gli spunti al rialzo sono limitati, in un contesto di eccesso di offerta. Ci sono ancora livelli molto alti di scorte che il mercato deve assorbire», hanno detto gli analisti di Ing. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia le scorte di petrolio diminuiranno di 5 milioni di barili al giorno nella seconda metà dell'anno. Il Wti consegna giugno cresce del 4,75% a 28,87 dollari al barile, mentre il future luglio sul Brent sale dell'1,96% a 31,74 dollari.

Oro in rialzo, euro/dollaro poco mosso
Continua il buon momento dell'oro, mentre gli investitori si affidano ad asset sicuri per bilanciare i propri portafogli. L'oro spot ha guadagnato lo 0,8% a 1.743,16 dollari l'oncia. Sul mercato dei cambi, euro/dollaro poco mosso a 1,0816 (1,0801 giovedì in chiusura). La moneta unica si rafforza a 116,04 yen (115,68), mentre il biglietto verde vale 107,27 yen (107,24).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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