ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

I falchi della Fed pesano sui listini, Milano chiude a -0,8%. Raccolta Btp Italia sfiora 12 mld

Per i banchieri centrali nessun allentamento alla politica monetaria restrittiva. Negli Usa, sussidi alla disoccupazione in calo per la prima volta da un mese. Gas ancora in flessione su proposta Ue per frenare prezzi, giù il petrolio. Il ministro delle Finanze inglesi: «Siamo già in recessione»

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

La Borsa, gli indici del 17 novembre 2022

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dimenticati i guadagni delle prime ore e il rally delle precedenti sedute, le Borse europee hanno progressivamente perso quota, chiudendo in calo, pur se sopra i minimi. Tra gli investitori torna a prevalere l'apprensione per l'andamento dell'economia nel 2023 e, dopo le parole dei "falchi" della Fed, appare sempre più solida la convinzione che la Banca centrale americana non si prenderà nessuna pausa nella politica monetaria restrittiva. La giornata è stata inoltre segnata dai dati sull’inflazione dell’Eurozona (salita al 10,6% annuo), dal calo del prezzo del greggio e dall’ampio piano fiscale del Governo inglese, che vede per il Regno Unito una fase di recessione. Qualche sostegno è arrivato dall’allentarsi delle tensioni geopolitiche in Ucraina: si è ricomposta la situazione in Polonia, dopo la tensione a seguito della caduta sul territorio di missili (anche il presidente polacco ha parlato di uno «sfortunato incidente»).

In Europa Piazza Affari, partita in positivo, chiude in deciso calo ma sopra i minimi nel FTSE MIB, insieme a Parigi (CAC 40), Madrid (IBEX 35) e Francoforte (DAX 40). In rosso anche Londra (FT-SE 100).

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Wall Street, il falco Bullard pesa sugli indici

L'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, sostenuto dalle parole del “falco” James Bullard, pesa su Wall Street. Gli indici chiudono in calo (il Dow Jones perde lo 0,02%, il Nasdaq cede lo 0,35% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,30%) in seguito ai commenti del presidente della Fed di St. Louis, secondo cui sarebbe appropriato un rialzo dei tassi d'interesse «fino alla forchetta tra il 5% e il 7%», seguendo la cosiddetta regola di Taylor per la politica monetaria. Bullard è un componente con diritto di voto del Fomc, che decide la politica monetaria. La regola di Taylor consiste in una relazione matematica che lega alcune variabili economiche (inflazione e prodotto interno lordo) a uno strumento di politica monetaria. Nello specifico, la regola indica a quale livello dovrebbe essere il tasso di interesse nominale di breve periodo formulato dall'autorità monetaria. Bullard ha detto che l'aumento dei tassi d'interesse ha avuto «solo effetti limitati» sull'inflazione, finora. La Banca centrale, ha aggiunto, «ha ancora molto lavoro da fare per riportare l'inflazione sotto controllo». Al momento, i tassi sono al 3,75%-4%. La previsione di Bullard è superiore a quella della Fed e degli analisti, che si ferma poco sopra il 5%.

Mercoledì, il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, pur accogliendo come «un barlume di speranza» il rallentamento dell'inflazione mostrato dai dati sui prezzi alla produzione e al consumo, ha ribadito che «altri rialzi dei tassi di interesse saranno necessari». La stretta della Fed sui tassi d'interesse «potrebbe portare a una recessione, ma è comunque meglio di una persistente inflazione», ha detto. La fine dei rialzi dei tassi d'interesse «non è un'opzione sul tavolo», ha dichiarato Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, secondo cui «è appropriato» che i tassi arrivino «al 4,75%-5,25%».

Sul fronte macro, intanto, sotto le attese il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione: nella settimana terminata il 12 novembre, è diminuito di 4.000 unità a 222.000 (seasonally adjusted); le attese erano per un dato a 225.000. Si tratta del primo calo in un mese. Peggiorano invece le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia, mantenendosi in negativo. L’indice calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è sceso da -8,7 a -19,4 punti, contro attese per un -6; si è trattato del quinto dato in negativo negli ultimi sei mesi. Il dato sull'occupazione è passato da 28,5 a 7,1, quello sui nuovi ordini da -15,9 a -16,2, quello sui prezzi pagati è salito da 30,8 a 34,6 punti.

BTp Italia, raccolta di 12 miliardi di euro con tasso all'1,60%-

Il collocamento del BTp Italia si è chiuso con 4,713 miliardi di euro collocati presso gli investitori istituzionali che si vanno ad aggiungere ai 7,281 miliardi dei piccoli risparmiatori per un totale vicino ai 12 miliardi (11,99 miliardi). La cedola annua sarà dell'1,60%.

In calo in chiusura lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco ha segnato un'ultima posizione a 192 punti base dai 193 punti base della vigilia. Risale leggermente, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha archiviato la seduta al 3,94% dal 3,93% del closing di ieri.

A Milano in rialzo Campari, deboli i titoli energetici

Sul Ftse Mib l’unico rialzo degno di nota è stato quello di Campari (+1,78%), mentre Saipem ha chiuso a -5,84%, dopo vari stop in volatilità anche a -6,5%: partita in buon aumento dopo il giudizio di Berenberg, che ha rivisto il rating da hold a buy, ha invertito la rotta in scia al calo del greggio. Penalizzati anche gli altri energetici (Eni -1,89%, Tenaris -2,83%).

Pochi titoli hanno chiuso in territorio positivo (Finecobank +0,65%, Interpump +0,37%), si è mantenuta attorno alla parità StMicroelectronics (+0,05%), nonostante il monito di Micron: l’azienda americana ha indicato che le prospettive per il 2023 si sono “indebolite” e che dunque ridurrà la produzione. Tra le peggiori Enel (-2,7%) e Leonardo (-3,07%), insieme a un settore aerospaziale caratterizzato da prese di profitto dopo i buoni rialzi delle ultime due sedute. In calo anche Telecom Italia (-1,19%), nel giorno in cui il numero uno Pietro Labriola ha dichiarato che la separazione della rete «sta andando avanti, ma per tutto il 2023 Tim sarà ancora un'azienda unica». Ad ogni modo, il contraccolpo sul titolo è stato limitato sia perché già nei giorni scorsi aveva già scontato il sentore che non saranno prese decisioni a breve sulla rete, sia perchè Labriola ha anche svelato notizie positive, ossia che i trend operativi e finanziari della compagnia stanno migliorando.

In un settore auto sotto pressione, ha perso quota Stellantis (-1%). Per altro, il gruppo ha annunciato oggi l'acquisizione di aiMotive, società specializzata nelle soluzioni avanzate per l’intelligenza artificiale e di software per la guida autonoma.

Eurozona, confermata accelerazione dell'inflazione a ottobre

Accelera l'inflazione nell'area dell'euro e nell'Unione europea. Il tasso di inflazione annuo dell'area dell'euro e' stato del 10,6% ad ottobre, in aumento rispetto al 9,9% di settembre. Un anno prima, il tasso era del 4,1 per cento. L'inflazione annuale dell'Unione Europea e' stata dell'11,5% a ottobre scorso, rispetto al 10,9% di settembre. Nell'anno precedente il tasso era del 4,4 per cento. Lo afferma Eurostat.

Regno Unito: Hunt, «Siamo in recessione», piano da 55mld £

Anche la Borsa di Londra (FT-SE 100) ha chiuso sottotono e la sterlina cede posizioni rispetto al dollaro dopo la presentazione del budget da parte del ministro delle Finanze inglese Jeremy Hunt.Il cancelliere dello scacchiere ha presentato le linee guida del suo budget d'autunno che complessivamente prevedono aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica per complessivi 55 miliardi di sterline. Fra le misure annunciate, quella che prevede di assoggettare alla massima soglia fiscale del 45% chiunque guadagni più di 125.000 sterline anziché 150.000 come in precedenza. Confermate invece per altri due anni fino all'aprile 2028 le soglie della franchigia per l'esenzione fiscale e per le tasse di successione. Hunt ha inoltre annunciato che la tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche sara' aumentata dal 25 al 35% fino al marzo 2028. Inoltre verrà introdotta una tassa temporanea del 45% sui generatori di elettricità. Da queste due misure il governo si attende maggiori entrate per 14 miliardi di sterline». «Il Regno Unito è ora in recessione, come altri Paesi» ha detto il segretario del Tesoro: le nuove stime di Londra prevedono una crescita del 4,2% nel 2022 (superiore al 3,8% atteso a marzo) ma una flessione dell'1,4% nel 2023 anziché la crescita dell'1,8% previsto in precedenza.

Gas, prezzo in calo dello 0,7% a 114,65 euro

Sul fronte delle materie prime dopo una seduta in forte calo ha ridotto le perdite il prezzo del gas, che già nella giornata di mercoledì ha accelerato al ribasso sul finale delle contrattazioni, chiudendo in flessione del 14,06% sulla piattaforma Ttf di Amsterdam a 106,65 euro al MWh nel future di dicembre. Emergono i dettagli del possibile “price cap” dell’Unione europea, che ora dovrà passare al vaglio degli Stati membri in vista del Consiglio dell'Energia straordinario del prossimo 24 novembre. Gli obiettivi sono chiari: «Il meccanismo di correzione del mercato deve soddisfare due criteri fondamentali: fungere da strumento efficace contro prezzi del gas eccessivi e straordinariamente elevati» ed «essere attivato solo se i prezzi raggiungono livelli eccezionali (rispetto ai mercati globali), al fine di evitare significative perturbazioni del mercato e interruzioni dei contratti di fornitura, con potenziali gravi rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento». Nel documento, in realtà, non si fissa un’ipotesi di tetto al prezzo del gas (sulle cifre Bruxelles si limita a lasciare spazi bianchi ancora da compilare) ma si dà un riferimento temporale.

Petrolio scivola ancora, euro/dollaro in discesa

Sul fronte dei cambi, l'euro vale 1,032 dollari a fine giornata (1,0407 alla chiusura dei mercati europei della seduta precedente). Il petrolio continua a scivolare. Pesano le preoccupazioni per l'andamento dell'economia, soprattutto dopo l'aumento dei casi di Covid-19 in Cina, che hanno cancellato l'effetto rialzista delle tensioni geopolitiche relative sia alla guerra in Ucraina, sia anche alla situazione in Medio Oriente, dopo l'attacco a una petroliera al largo delle coste dell'Oman, di cui è stato accusato l'Iran.

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