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Borse alla finestra con Wall Street inchiodata, neanche Fca regala spunti

Indici poco mossi dopo i recenti massimi. La Borsa americana guarda al voto della Camera sull'impeachment di Trump. Tiene banco in Borsa la maxi-fusione tra i due gruppi dell'auto. A Piazza Affari bene Poste Italiane ed Exor, in coda ancora Nexi. Spread chiude a 158 punti, uno più della vigilia, petrolio poco mosso. Ancora in calo la sterlina, scende anche l'euro

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


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(Afp)

5' di lettura

Seduta incolore per gli indici europei che, senza spunti dal fronte commerciale e già in clima prenatalizio, hanno chiuso poco distanti dalla parità. Parigi -0,15%, Londra +0,21%, Madrid +0,08% e Francoforte -0,49%, nonostante il dato sulla fiducia delle imprese migliore delle previsioni. Milano (-0,01%) si è inserita nella scia delle altre piazze, tanto più che lo spread è cresciuto di misura a 158 punti, contro i 157 della chiusura di ieri. A livello aziendale i riflettori sono stati puntati sulla maxi fusione tra Fca e Psa, ma in Borsa i due titoli si sono mossi poco (Fiat Chrysler Automobiles +0,04%, dopo il +1,8% dell'avvio, e Psa +1,49% a Parigi, dopo il +4,3% dell'apertura): il «combination agreement» non ha riservato grandi sorprese dal punto di vista finanziario rispetto a quanto già comunicato a fine ottobre e le conference call sono serviste a ribadirne i punti salienti.

La situazione non è stata molto diversa anche oltreoceano, dove Wall Street è in rialzo contenuto, con l'attenzione focalizzata sulla politica interna: la Camera voterà per approvare i due articoli di legge per l'impeachment di Trump, anche se il processo dovrebbe essere bloccato dal Senato (a maggioranza repubblicana). Nel frattempo Trump è tornato a chiedere alla Fed di essere più accomodante tagliando i tassi e lanciando il Qe.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Attenzione ai dati macro, Ifo migliore delle attese
Attenzione ai dati macro, a partire dall'indice Ifo tedesco, che misura la fiducia delle imprese, a dicembre è salito a 96,3 punti dai 95,1 del mese precedente, oltre le attese che lo stimavano a 95,5. Un segnale positivo per l'industria manifatturiera tedesca, dopo la recente debolezza. «L’economia globale potrebbe accelerare di nuovo grazie agli stimoli monetari e a un rapporto Stati-Uniti Cina meno conflittuale», commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. Per il prossimo anno «le elezioni presidenziali americane potrebbero generare volatilità» sui mercati. «Nel prossimo anno - aggiunge - potremmo assistere ad una rotazione nella leadership di mercato dai titoli di qualità e difensivi, spesso con valutazioni elevate e prospettive di crescita modeste, a titoli di settori più ciclici soprattutto se la congiuntura sarà in miglioramento».

Piatta Fca a Milano, va meglio Psa a Parigi dopo annuncio fusione
Sull'azionario milanese, riflettori puntati su Fiat Chrysler Automobiles che dopo un avvio con slancio è tornata sui livelli della vigilia, dopo l'accordo per la fusione con Peugeot. L'accordo darà vita a un gruppo da 8,7 milioni di auto l’anno e ricavi da 170 miliardi di euro. Ai soci Fca cedole per 6,6 mld. L'accordo vincolante prevede una fusione paritetica (50/50) dei rispettivi business per creare il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato. Il closing è previsto in 12-15 mesi. Psa +1,49% a Parigi, dopo il +4,3% dell'apertura.

Brillante Poste Italiane, in coda ancora Nexi
Sul FTSE MIB la migliore è stata Poste Italiane (+1,28%), mentre in coda sono finite Nexi (-2,13%, ancora in calo dopo i record di lunedì) e Stmicroelectronics (-1,64%). Energetici in ordine sparso, anche se il petrolio ha girato in positivo dopo il calo delle scorte americane, confermandosi sopra i 60 dollari e ai massimi da maggio scorso (il future gennaio sul Wti sale dello 0,2% a 60,96 dollari al barile, mentre il Brent a febbraio cresce dell'0,4% a 66,33 dollari).
Bene Leonardo (+0,61%) dopo che è stato firmato l'accordo che segna un ulteriore passo avanti nella definizione del contratto integrativo della società: come fanno sapere i sindacati, le retribuzioni medie cresceranno a regime di 850 euro sul premio di risultato e di altri 400 euro circa sul super minimo collettivo. A gennaio, subito dopo la firma dell'accordo, i lavoratori percepiranno in busta paga 360 euro di una tantum per il 2019. Debole Pirelli (-0,84%), che risente del calo della rivale Michelin (-1,78% a Parigi): il gruppo francese ha fatto sapere che a novembre i volumi sell-in di mercato sono stati deboli e penalizzati da un giorno lavorativo in meno.

Sale ancora Mondo Tv, sugli scudi anche le controllate
Ancora acquisti su Mondo Tv e le controllate Mondo Tv France e Mondo Tv Suisse. Borsa Italiana ha vietato l'immissione di ordini senza limite di prezzo, dopo il rally del titolo di martedì con un balzo di oltre il 25%. Le azioni hanno iniziato a salire dopo che Giuliana Bertozzi, già azionista di maggioranza relativa di Mondo Tv, ha acquistato ulteriori azioni salendo al 20,03%. In generale, sono in movimento i titoli del settore con Iervolino Entertainment in grande spolvero nel giorno in cui convoca l'assemblea per l'aumento di capitale per l'aquisto di Arte Video.

Fuori dal listino principale, debutta Gismondi 1754
Da segnalare il debutto su Aim di Gismondi 1754, antica gioielleria italiana: ha chiuso in rialzo dell'1,58% a 3,2505 euro per azione, dopo essere balzata più del 9% in avvio. Il prezzo di collocamento era di 3,2 euro. E' la 40esima ammissione da inizio anno e porta a 132 il numero delle quotate sul mercato dedicato alle Pmi.

Europa poco mossa, deboli utility e tech, bene le banche
Poco mosse dunque le Borse europee, con gli indici settoriali che si sono mossi in ordine sparso. Deboli le utility (-0,28%), i tecnologici (-0,3%) e le auto (-0,58%), mentre sono andati bene gli energetici (+0,28%), le banche (+0,3%) e le vendite al dettaglio (+0,23%), che rimbalzano dopo i forti cali di ieri, innescati dal ko di Unilever (anche oggi debole, -0,48% a Londra). Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il ribasso del gruppo danese Bang & Olufsen, che ha chiuso in calo del 16,42% alla Borsa danese, dopo il quarto profit warning del 2019. Tra i farmaceutici bene Bayer (+1,11% a Francoforte), che rimbalza dopo i ribassi di ieri, e Hikma Pharmaceuticals (+4,11% a Londra). Balzo di Volvo (+3,56% a Stoccolma), dopo che il costruttore giapponese di camion Isuzu ha acquistato la divisione autoarticolati Volvo Ud.

Sterlina ancora sotto pressione, si teme la hard Brexit
Sul mercato valutario sotto i riflettori la sterlina, ancora in calo, dopo i forti ribassi di ieri dopo che il primo ministro britannico Boris Johnson ha chiuso la porta a un’eventuale estensione del periodo di transizione oltre la scadenza di dicembre 2020. Il periodo di transizione scatterebbe ufficialmente dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea il 31 gennaio e dovrebbe essere impiegato dalle parti per negoziare con più calma le relazioni commerciali tra l’Ue e il Regno Unito. Se non ci dovesse essere un accordo entro la scadenza si procederebbe al divorzio secondo le regole prevista dal Wto. Il che significherebbe dazi, controlli alle frontiere, quote... Insomma sarebbe la materializzazione del rischio Hard Brexit e questo spiega la reazione negativa della sterlina.

Spread in leggero rialzo a 158 punti
Chiusura poco mossa per lo spread tra BTp e Bund sul mercato telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco termina sui 158 punti base rispetto ai 157 del closing della vigilia. I decennali italiani nel finale mostrano pero' un balzo del rendimento indicato all'1,34% dall'1,28% del riferimento di ieri, in linea con tutti i rendimenti dell'Eurozona.

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