la giornata

Borse, Europa chiude positiva, Piazza Affari cauta in attesa del Def

Sale l'attesa per i prossimin incontri sul commercio fra Usa e Cina che si terranno a Washington il prossimo 10 e 11 ottobre. Milano ha guadagnato lo 0,3%, mostrando cautela in vista del Def che lunedi' sara' sul tavolo del Consiglio dei ministri. Intanto sono andate bene le aste dei Btp con il rendimento dei decennali su nuovi minimi. Spread in area 141 punti

di Eleonora Micheli


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5' di lettura

Le Borse europee positive in chiusura, con gli investitori tornati a scommettere su novità sul fronte del commercio internazionale, dopo che Cnbc ha riferito che il prossimo 10 e 11 ottobre a Washington avrà luogo un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Cina. Milano ha guadagnato lo 0,32%, in attesa del Def che lunedi' sara' sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Intanto oggi il Tesoro ha collocato con successo 6,75 miliardi di Btp con tassi in calo. Il rendimenti dei bond a dieci anni ha addirittura aggiornato un nuovo minimo storico allo 0,88%. Lo spread è lievemente sceso a 140,7 punti.

Negli States inflazione sotto controllo
Le Borse europee sono state incoraggiate dall'andamento di Wall Street e dalla notizia che a breve Stati Uniti e Cina si siederanno nuovamente al tavolo delle trattative. Gli incontri avverranno a Washington il prossimo 10 e 11 ottobre, pochi giorni prima del nuovo aumento dei dazi da parte degli Stati Uniti: il 15 ottobre, in effetti, le tariffe Usa su 250 miliardi di dollari di merci cinesi dovrebbero salire dal 25% al 30%. Oltreoceano è inoltre emerso che l’inflazione è sotto controllo, con l’indice Pce (personal consumption expenditures price index), quello sotto la lente della Fed, che ad agosto rimasto stabile su base mensile e salito dell'1,4% su base annua (come a luglio). La variazione annua dell’indice core si è fermata all’1,8%. In Europa è invece passato in secondo piano il peggioramento della fiducia nell'economia. L'indice elaborato dalla Commissione europea che la misura a settembre è peggiorato di 1,4 punti portandosi a quota 101,7 punti. Si sono inoltre affievoliti i timori su un possibile impeachment contro il presidente Usa, Donald Trump.

Bene le banche, ma Mediobanca perde quota
A Piazza Affari sono andate bene le azioni delle banche. Unicredit è salita dell'1,4% beneficiando dell’annuncio della vendita di 730 milioni di crediti in sofferenza a Illimity Bank (-0,3%), la banca fondata da Corrado Passera. L'impatto dell'operazione sarà recepito nel bilancio del terzo trimestre. . Banca Pop Er, inoltre ,ha guadagnato lo 0,7% e Intesa Sanpaololo 0,8%. Sono inoltre andate bene le Banco Bpm(+0,96%) e le Ubi Banca (+1,15%).
Mediobanca (-1,28%) è tuttavia andata in controtendenza, dopo la recente buona performance innescata dalla notizia che Leonardo del Vecchio ha acquistato quasi il 7% delle azioni spendendo tra i 500 e i 600 milioni di euro. Il fondatore di Luxottica avrà tempo fino al prossimo 3 ottobre per scoprire le carte: entro quella data potranno essere depositate le richieste di integrazione dell’ordine di assemblea del prossimo 28 ottobre.

St parte debole, ma poi si riscatta, bene Buzzi
Si sono messe in evidenza le Buzzi Unicem (+3,13%), mentre hanno perso terreno le Davide Campari (-1,67%) e alcune utility da Hera (-1,8%) ad A2a (-0,8%). E’ stata una seduta volatile per Stmicroelectronics che alla fine ha guadagnato l'1,4%, nonostante i timori innescati dagli avvertimenti lanciati dai vertici dell'azienda Usa, Micron Technology, che prevedono che il trimestre attuale risulterà inferiore alle attese, nonostante i conti dei tre mesi precedenti siano andati bene. Il saliscendi del petrolio ha movimentato le azioni del settore, con Eni che alla fine è salita dello 0,8% e Tenaris del 3,6%. Saipem, però, è rimasta al palo. Recordati(-0,3%) è andata male insieme al settore farmaceutico, risentendo della notizia che l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha deciso di effettuare esami a tappeto per rilevare l'eventuale presenza nei farmaci della nitrosammine.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Pirelli festeggia la mossa di Camfin, Telecom sotto la lente
Pirelli & C ha vantato un rialzo del 2,48% beneficiando della notizia che l'azionista Camfin ha sottoscritto una nuova opzione call (con scadenza al 2022) sullo 0,89% del capitale, portando così la quota Pirelli già "prenotata" al 4,9%. Così al momento la partecipazione potenziale in mano alla società di Marco Tronchetti Provera è pari a circa il 15% di Pirelli.Telecom Italiaha guadagnato lo 0,67% all’indomani dell’annuncio delle dimissioni da presidente di Fulvio Conti. Il cda della compagnia si riunirà nuovamente il prossimo 21 ottobre per decidere il nome del sostituto sul quale girano mille ipotesi. Il passo indietro di Conti, comunque, è stato apprezzato dagli analisti come passo in avanti per rapporti più distesi tra i soci Vivendi ed Elliott. Gli analisti di Mediobanca hanno infatti commentato che l’unità del board sarà un punto chiave per la storia di successo della società. Si sono mosse al rialzo anche le Fiat Chrysler Automobiles (+0,47%), mentre gli analisti sono ancora alle prese con la valutazione della notizia diffusa ieri, in base alla quale la società investirà circa 1,6 miliardi di euro per lanciare i nuovi prodotti di Maserati. Gli esperti di Mediobanca, però, hanno confermato la raccomandazione di Neutral sui titoli della casa auto, sottolineando che il lancio delle nuove Maserati eventualmente avrà impatto non prima di fine 2020.

Andamento dello spread Btp / Bund

Euro debole su dollaro, petrolio sulle montagne russe
Sul fronte dei cambi, l'euro rimane debole nei confronti del dollaro , vicino ai minimi da due anni e poco sopra la parità. Il petrolio è andato sulle montagne russe movimentato dalle voci della rimozione delle sanzioni all'Iran, smentite poi dal presidente americano Donald Trump, che ha dichiarato: «l'Iran voleva che rimuovessi le sanzioni imposte al fine di incontrarsi. Ho detto, ovviamente, no».

Negli Usa, occhi puntati sull'inflazione
Occhi puntati sull'inflazione negli Stati Uniti. Oggi è stato annunciato che
ad agosto l'indice dei prezzi per beni personali , il Pce (personal consumption expenditures price index), quello sotto la lente della Federal Reserve, è rimasto invariato su base mensile, mentre su base annuale è aumentata dell'1,4% (come a luglio). La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è aumentata dello 0,1% mensile e dell'1,8% annuale (in rialzo dall'1,7% del mese precedente). Il valore Pce è contenuto nel dato diffuso dal dipartimento del Commercio e relativo ai redditi personali e alle spese ai consumi. L'ultima volta che i prezzi core hanno raggiunto il target di crescita annua del 2%, equivalente al target della Federal Reserve, era il dicembre 2018. Da allora il dato è rimasto sotto quel valore dimostrando che le pressioni inflative contenute giustificano una politica monetaria accomodante.
Il Dipartimento del Commercio ha inoltre reso noto che le spese per consumi sono aumentate dello 0,1% rispetto al mese precedente, minimi di febbraio. Il consenso era per un rialzo dello 0,3%. I redditi personali sono aumentati ad agosto dello 0,4%, come atteso. I redditi personali di luglio sono stati confermati a un +0,1% mentre le spese sono state riviste a un +0,5% da un +0,6%. Il tasso di risparmio si è attestato all'8,1% dal 7,8% del mese precedente.
Sempre oggi è emerso che gli ordini di beni durevoli, inoltre, sono cresciuti inaspettatamente e per il terzo mese di fila. Come riferito dal Dipartimento al Commercio, ad agosto sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente a 250,67 miliardi di dollari. Gli analisti attendevano un ribasso dell'1%. Su base annuale la domanda di ordini di beni durevoli è calata del 4,2%. Il dato di luglio è stato confermato a un +2%.

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