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Borse, settimana a due velocità: il dato sul lavoro Usa frena il rimbalzo. Venerdì nero per Wall Street

Il dato sul lavoro americano conferma la resilienza del mercato e le aspettative su una Fed "falco". L’euro torna sotto la soglia di 0,98 dollari. Gas in calo mentre si cerca accordo Ue su limitazione del prezzo

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici del 7 ottobre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il rally di inizio settimana ha salvato le Borse europee che, infatti, chiudono l'ottava in rialzo, nonostante la brutta seduta di venerdì 7 ottobre. Ora è da capire con che passo ripartiranno gli indici lunedì 10, vista la prospettiva di una Federal Reserve forse addirittura più aggressiva di quanto non lo sia già. A incoraggiare la Banca centrale americana a proseguire con i rialzi dei tassi (gli analisti anticipano un ulteriore aumento di 75 punti base) è il dato sul lavoro Usa. Sebbene siano stati creati 263.000 posti di lavoro, contro attese per 275.000, l'aumento dei salari e il calo del tasso di disoccupazione (3,5%, contro stime per un dato invariato al 3,7%), fanno pensare a un mercato del lavoro resiliente, nonostante un modesto raffreddamento. Piazza Affari, che ha chiuso la seduta di venerdì in calo dell'1,13%, nell’ottava ha registrato un rialzo dell'1,2% per il Ftse Mib (da inizio anno -23,6%). Stesso discorso per il resto del Vecchio Continente: Parigi +1,8% nella settimana e -18% da inizio anno, Francoforte +1,3% nei 5 giorni e -22,7% nel 2022, Londra +1,4% nell’ottava e -5,3% da inizio anno e Madrid +1% nella settimana e -14,7% da inizio anno. Nella settimana terminata il 7 ottobre, in Europa le performance migliori sono state quelle del comparto energetico (+5,7% lo Stoxx Europe 600), tecnologico (+2,2%) e viaggi (+2,6%), mentre sono andate male soprattutto le azioni del comparto immobiliare (-4,3%) e food & beverage (-1,4%). Per quanto riguarda i titoli, sul Ftse Mib, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Saipem (+14,1%), Tenaris (+13,1%) ed Eni (+8,5%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Recordati (-6,3%), Hera (-5,6%) e Inwit (-4,6%).

Chiusura sui minimi venerdì, Milano -1,13% dopo dato Usa

Chiusura in calo per Borse europee nell'ultima seduta della settimana, dopo il dato sull'occupazione negli Stati Uniti. Non ha aiutato la debolezza di Wall Street, dove sono sotto tiro soprattutto i titoli tecnologici. «Le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano confermano le dichiarazioni dei membri più falchi all’interno della Fed, ovvero che l’economia e il mondo del lavoro statunitense sono in grado di reggere ulteriori rialzi del costo del denaro», scrivono gli analisti di Ig Italia.

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Così a Piazza Affari il Ftse Mib ha perso l'1,13%, a Parigi il Cac40 l'1,17%, a Francoforte il Dax40 l'1,59% e ad Amsterdam l'Aex il 2,16 per cento. Ha chiuso praticamente invariata, invece, la Borsa di Londra (-0,05% il Ftse100).

Negli Usa creati meno posti del lavoro del previsto

Dal rapporto sull'occupazione di settembre negli Stati Uniti emerge che il mese scorso sono stati guadagnati 263.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di 275.000 posti. La disoccupazione è scesa dal 3,7% di agosto (dato non rivisto) al 3,5%, contro attese per una conferma del 3,7 per cento. I salari orari medi sono aumentati di 10 centesimi, lo 0,31%, a 32,46 dollari; rispetto a un anno prima, sono aumentati del 4,98 per cento. La settimana media lavorativa è rimasta stazionaria a 34,5 ore.

Tonfo Wall Street, dati su lavoro mantengono politica Fed

Si è mossa in deciso calo Wall Street, nell'ultima seduta della settimana, dopo la pubblicazione del rapporto sull'occupazione di settembre. I mercati credono che i dati incoraggeranno la determinazione della Federal Reserve nel continuare a inasprire la politica monetaria. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha confermato venerdì che i tassi di interesse devono salire a circa il 4,5% nel tempo, ma il ritmo e il tasso finale dipenderanno dall'andamento dell'economia.

Il Dow Jones chiude in calo del 2,10% a 29.297,25 punti, il Nasdaq cede il 3,80% a 10.652,41 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,80% a 3.639,84 punti.

A Milano bene Leonardo e oil, giù St e Inwit

sul Ftse Mib buon rialzo per Leonardo (+3,11%) - le case di investimento cercano di vedere segnali positivi per il settore dall'incremento dei budget della difesa in Norvegia e dalle indiscrezioni sul riavvicinamento tra Germania e Arabia Saudita - e per i petroliferi (Eni +0,94%, Tenaris +1,32%), sostenuti dal balzo del greggio. In coda Inwit (-3,04%), nel giorno del Cda che ha formalizzato le nomine del presidente e del direttore generale, e soprattutto StMicroelectronics (-5,26%), penalizzata dal tonfo dei tecnologici a Wall Street e dal taglio delle stime sui ricavi dell’americana Amd. le banche si sono parzialmente riscattate dopo essere state penalizzate alla vigilia (Bper +0,66%, Banco Bpm +0,57%, Unicredit +0,39%). Non ha invece retto in territorio positivo Amplifon (-1,36%), che ha chiuso in calo nonostate l’iniziale sostegno dato dalla raccomandazione "buy" da parte degli analisti di BofA Securities, che sono tornati a coprire il titolo assegnando un target di prezzo di 33 euro per azione (oggi ha chiuso a 26,46 euro). Sempre sotto i riflettori il comparto delle utility (Hera -0,77%, Terna -0,42%, Snam -0,91%, Enel -1,16%, Italgas +0,25%): secondo il Sole 24 Ore continueranno gli incontri per arrivare a un compromesso sul tetto al prezzo del gas e ulteriori riunioni sarebbero previste entro fine mese per arrivare a un accordo finale (20-21 ottobre). Fra i governi ci sarebbe la volontà di applicare un tetto al prezzo del gas per produrre energia elettrica e si vorrebbe creare un nuovo indice del gas Gnl. Infine, si vorrebbe negoziare con paesi amici, fra i quali la Norvegia prezzi del gas inferiori al mercato. Secondo gli analisti di Equita, «imporre un tetto al prezzo del gas appare più difficile mentre potrebbe essere valutata un’ipotesi di un corridoio dinamico. Germania e Olanda sarebbero i paesi più scettici sull`imporre tetti al prezzo del gas».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Euro sotto 0,98 dollari, gas in netto calo. Petrolio in rialzo

Sul valutario, la possibilità che la Fed possa essere ancora più aggressiva ha innescato un immediato apprezzamento del dollaro: l'euro torna dunque a perdere quota e, dopo avere riagganciato quota 0,98 dollari, passa di mano a 0,9757 dollari. Il gas nel finale è in discesa dell'11,5% a 155,45 euro al megawattora. Balzo del greggio, con il contratto sul Brent scadenza Dicembre che sale del 2,8% a 97,17 dollari al barile e il contratto sul Wti consegna Novembre del 3,79% a 91,8 dollari al barile.

BTp, spread sale a 250 pb, rendimento al 4,69%

Torna a salire lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei in una seduta che ha registrato di nuove un forte aumento dei rendimenti dei bond dell'Eurozona. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 250 punti base dai 243 della chiusura di ieri. Rialzo marcato per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,69% dal 4,51% dell'ultimo riferimento della vigilia.
Forte rialzo anche per il Bund con il rendimento al 2,19% dal 2,08% della vigilia.

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