La giornata dei mercati

Borse superano il test dell’inflazione europea, a Milano tonfo per St

Lagarde pronta a interventi sui tassi anche oltre il mese di marzo, a febbraio l'inflazione nell'area euro rallenta meno del previsto. Monete unica sotto 1,06 dollari

di Chiara Di Cristofaro e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 2 marzo 2023

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee - sostenute dai titoli dell'energia, dell'alimentare e dalle utility - hanno chiuso in rialzo una seduta per lo più cauta perché segnata dall'inflazione dell'eurozona, in rallentamento ma oltre le stime, e dalle dichiarazioni della presidente della Bce Christine Lagarde aperta a interventi sui tassi di interesse anche oltre quelli giù programmati per marzo.

Zurigo, nonostante il tonfo di Credit Suisse (-6% sui timori dell'impatto finanziario delle molte cause legali aperte), e' stata la migliore (+1%) ma anche Amsterdam (AEX) e Parigi (CAC 40) sono salite di oltre mezzo punto percentuale. Più cauti gli altri indici tra cui Piazza Affari (FTSE MIB).

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La crescita dei prezzi al consumo nell'area euro a febbraio ha rallentato il passo all'8,5% annuo dall'8,6% di gennaio. Un dato peggiore dell'8,2% previsto dal mercato, che conferma l'idea di un'inflazione non ancora sotto controllo già alimentata dai dati di Francia, Spagna e Germania. Anche in Italia l'inflazione è scesa al 9,2% contro stime per l'8,8 per cento. Lo scenario potrà convincere la Bce, di cui in giornata il mercato attende la pubblicazione dei verbali dell'ultimo meeting, a proseguire la stretta di politica monetaria oltre quando sperato dagli investitori. La stessa presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato di ritenere «possibili» ulteriori rialzi dei tassi di interesse oltre a quello di mezzo punto previsto a marzo, a seconda dei dati macroeconomici.

Wall Street chiude positiva. Sussidi disoccupazione sotto le attese

Wall Street chiude in rialzo. Il Dow Jones sale dell’1,05% a 33.005,12 punti, il Nasdaq avanza dello 0,73% a 11.462,98 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,76% a 3.980,73 punti. La prima parte della sessione è stata sottotono, mentre gli operatori guardano all'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense, con quello a 10 anni salito al 4%, soglia che non veniva raggiunta da novembre e quello a due anni ai massimi dal 2006. Gli investitori temono che la Federal Reserve deciderà di alzare ulteriormente i tassi d'interesse ben oltre il 5% e di mantenerli a quel livello per un lungo periodo di tempo, nel tentativo di fermare l'inflazione, dimostratasi a gennaio più alta del previsto. Al momento, i tassi sono al 4,5%-4,75%, il livello più alto dal 2007, e alla prossima riunione del 21-22 marzo e' probabile che si procederà con un aumento di 25 o 50 punti base.

Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, ha detto di essere "favorevole a un aumento dei tassi d'interesse di 25 punti base", perche' "e' appropriato essere cauti". Secondo Bostic, la Fed ha ancora "molto lavoro da fare" per frenare l'inflazione; sara' "probabilmente necessario avere un picco dei tassi piu' alto", se l'economia mostrera' ancora di essere in salute.

Sul fronte macroeconomico, il numero dei lavoratori statunitensi che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 25 febbraio, è diminuito di 2.000 unità a 190.000 (seasonally adjusted), secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 195.000. Il dato della settimana precedente è rimasto invariato a 192.000.

Giù Tesla dopo il flop dell'investor day

Il titolo di Tesla perde il 5% circa a Wall Street dopo il flop dell'Investor Day. L'amministratore delegato Elon Musk ha presentato l'atteso Master Plan per Tesla, il terzo, ma fornendo ben pochi dettagli. Musk ha confermato che sara' costruito un nuovo impianto a Monterrey, in Messico, dove sara' prodotta una nuova generazione di veicoli elettrici, ma non ha fornito dettagli sui tempi previsti per la realizzazione e l'operativita' della fabbrica. Nessun dettaglio, poi, sulla nuova generazione di veicoli.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Brillano Amplifon e Maire Tecnimont, giù Brembo

Brillante Amplifon dopo la trimestale, bene Tenaris in scia alla performance della concorrente francese Vallourec che ha pubblicato i risultati 2022. In luce Davide Campari e soprattutto le utility e le società dell'energia. Scivolata per Stmicroelectron dopo che Tesla, di cui il gruppo dei chip è fornitore, vuole ridurre il ricorso alle tecnologie a carburo di silicio. In calo i bancari con Banco Bpme Unicredit , in flessione Banca Mps nonostante l'ingresso, dal 20 marzo prossimo, nell'indice Ftse Mib al posto di Buzzi. Al di fuori del paniere principale, la guidance 2023 positiva spinge Maire Tecnimont nel giorno del Capital markets day, realizzi su Brembo dopo i conti 2022.

St pesante, Tesla ridurrà consumo carburo di silicio

StMicroelectronics è stata la peggiore del Ftse Mib pagando l'effetto Tesla. Nel dettaglio, durante l'investor day il colosso Usa delle auto elettriche ha indicato che, grazie a miglioramenti nel design del powertrain, ritiene di essere in grado di ridurre in futuro il consumo di carburo di silicio (SiC) per veicolo. «La notizia è negativa per tutta la supply chain del SiC e in particolare per St che vede Tesla fra i clienti top 10», scrivono gli analisti di Equita in una nota. I principali produttori di SiC wafer sono Wolfspeed, Coherent e Rohm, mentre i maggiori produttori di SiC device sono St, Infineon (-3,14% a Francoforte), Wolfspeed, Rohm e OnSemiconductor. St si attende 2 miliardi di dollari di vendite da SiC nel 2025 (circa il 10% del totale) da 700 milioni nel 2022 (circa il 4% delle vendite). Equita stima che Tesla rappresenti il 70% delle vendite di SiC di St nel 2022, mentre il grosso della crescita futura è legato a nuovi clienti.

BTp, spread sale a 188 punti, rendimento a 10 anni supera anche 4,6%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund in un contesto di generalizzato aumento per i rendimenti sulla curva euro su nuovi livelli record. Dopo la diffusione dei dati sull'inflazione euro, che hanno alimentato i timori per una politica più aggressiva della Bce sui tassi, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005518128) e il pari scadenza tedesco e' indicato in chiusura a 188 punti base dai 185 punti registrati al closing di ieri sera. In sensibile aumento il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,63% dal 4,56% del riferimento della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro cala a 1,06 dollari, petrolio e gas in lieve rialzo

Sul mercato valutario, l'euro ritraccia a 1,061 dollari da 1,0671 della chiusura precedente. La moneta unica vale inoltre 145 yen (da 145,14), mentre il cross dollaro/yen è a 136,70 (da 135,97). In moderato rialzo il prezzo del petrolio: il contratto di aprile del Wti è scambiato a 78 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent guadagna a 84,6 dollari. Sale a 47,4 euro per megawattora il prezzo del gas naturale ad Amsterdam.

Tokyo chiude sulla parità, vendite sul settore tech

La Borsa di Tokyo, intanto, ha terminato le contrattazioni poco variata, con le vendite che si concentrano sul comparto della tecnologia, seguendo la contrazione del listino Nasdaq a New York, mentre i rendimenti sulle obbligazioni decennali Usa raggiungono i massimi da novembre, al 4 per cento. In chiusura l’indice di riferimento Nikkei si assesta a quota 27.498,87 (-0,06%).

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