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Listini ingessati tra Hong Kong e stallo Usa-Cina, Milano chiude a -0,19%

Dopo le elezioni spagnole, che non danno certezza sulla formazione di un governo stabile, la Borsa di Madrid è riuscita ad azzerare le perdite sul finale. Parigi ha chiuso in positivi, più indietro Londra, dopo i dati sul Pil del terzo trimestre, che comunque hanno scongiurato il rischio recessione. Lo spread tra BTp e bund è salito fino a 160 punti base, per chiudere in area 159 pb

di Flavia Carletti


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(Sintesi Visiva)

4' di lettura

Un lunedì di incertezza ha caratterizzato l'andamento dei listini europei. La chiusura è stata contrastata per le Borse del Vecchio Continente, dopo una giornata segnata dagli scontri a Hong Kong e le dichiarazioni ambigue di Trump sulla guerra commerciale. A Piazza Affari il FTSE MIB è sceso di un limitato 0,19%, in linea con Francoforte (-0,23%), quando Parigi è passata in positivo (+0,07%). Nonostante l'esito delle elezioni, che restituisce un quadro politico frammentato, Madrid ha praticamente azzerato le perdite nel finale (-0,06%). Anche la Borsa di Londra, che è stata la peggiore della giornata, con cali di quasi un punto e mezzo percentuali, ha limitato i danni. In avvio l'Europa aveva risentito delle chiusure deboli delle Borse asiatiche, influenzate negativamente dalle proteste a Hong Kong, che hanno visto la polizia sparare contro i manifestanti. L'attenzione degli investitori resta rivolta alle trattative commerciali Usa-Cina. Durante il fine settimana, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che i negoziati procedono «molto bene», aggiungendo però che le notizie circolate la scorsa settimana sulla cancellazione reciproca dei dazi come parte della "fase uno" dell'accordo «non sono corrette» e che gli Usa non firmeranno qualsiasi tipo di intesa. Il Dow Jones a Wall Street - in una giornata semi-festiva per il Veterans Day - è debole. Va ricordato però che, la scorsa settimana, un rally aveva spinto i listini Usa su nuovi massimi sulla scia di una stagione delle trimestrali migliore delle attese e grazie - appunto - all’ottimismo proveniente dal fronte commerciale. Intanto, oggi nel Regno Unito è stata confermata la crescita del Pil nel terzo trimestre, anche se il solo mese di settembre ha mostrato il segno meno sia rispetto ad agosto che sullo stesso mese del 2018. Per quanto riguarda l'Italia, oggi l'Istat ha pubblicato il dato sulla produzione industriale di settembre, scesa dello 0,4% su mese e del 2,1% su anno.

Bancari contrastati a Milano, bene Bper Banca
A Piazza Affari, tra i titoli, contrastato l'andamento dei bancari, in una giornata in cui lo spread è salito per arrivare a toccare i 160 punti base. Con questa soglia, i rendimenti dei titoli di Stato italiani si sono portati sopra a quelli dei pari scadenza della Grecia. Tra i migliori del Ftse Mib ha chiuso Bper Banca (+1,66%), dopo i conti e dopo che il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, ha lasciato spazio per una possibile remunerazione degli azionisti. Unipol (+0,64%) è il primo azionista di Bper. Segno opposto per Ubi Banca (-1,82%), che, fanno notare gli analisti di Equita, ha pubblicato «risultati sotto le attese per maggior costo del derisking».

BTp: spread chiude in rialzo a 159 punti, poco sotto Grecia
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico MTs. Il differenziale tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco ha chiuso la seduta a 159 punti base, in aumento di 5 centesimi rispetto ai 154 del finale di venerdi'. In rialzo il rendimento dei decennali italiani, che ha chiuso gli scambi all'1,34% rispetto all'1,27% del closing della vigilia. In chiusura lo spread verso Bund premia leggermente l'Italia verso il pari scadenza greco, con cui il benchmark decennale italiano viaggia ormai allineato da qualche giorno. In chiusura il benchmark decennale ellenico, che rende l'1,35%, si è attestato a 160 punti base contro il Bund tedesco, con un solo punto di scarto rispetto al BTp italiano.

In rialzo in risparmio gestito, Azimut +1,9%
In testa al segmento principale di Milano ha chiuso Azimut (+1,90%), in una giornata positiva anche per altri titoli di società attive nel risparmio gestito: Poste Italiane +1,2% e Finecobank +1,14% e fuori dal Ftse Mib Banca Generali +0,52%. Tra gli industriali, bene Leonardo (+0,89%). Gli analisti di Mediobanca, questa mattina, alla luce dei conti presentati giovedì scorso hanno confermato il giudizio "outperform", alzando il prezzo obiettivo a 14 euro (+4%). La reazione del mercato venerdì mattina era stata positiva alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre dell'anno, con il titolo che nelle prime battute era salito di oltre il 2,5%. Poi il titolo nel corso della seduta aveva perso terreno, per chiudere con un più limitato +0,22%. Nella seduta di oggi, complici anche i giudizi positivi degli analisti, sono tornati a dominare gli acquisti. Mediobanca, oltre a confermare la sua raccomandazione positiva, ha alzato le stime sui ricavi di Leonardo del 5-6% per il periodo 2019-2021. Segno opposto per Prysmian (-2,68%), Telecom Italia (-1,45%) e Nexi (-1,39%).

Vendite su Moncler (-1,17%) che risale comunque dai minimi
Debole, anche se sopra i minimi di giornata, Moncler (-1,17%). Le quotazioni, come quelli degli altri marchi globali del lusso, sembrano risentire della situazione di forte tensione e di violenti scontri che riguarda Hong Kong, piazza molto rilevante per i prodotti d'alta gamma. Le aree di "Asia e Resto del Mondo" (che fanno soprattutto riferimento a Giappone, Cina Continentale e Corea) rappresentano quelle principali per il fatturato di Moncler (da lì è arrivato il 40% dei ricavi dei primi nove mesi del 2019): comunque, nella relazione trimestrale, l'azienda italiana aveva segnalato la continua crescita dell'area (+15% nel terzo trimestre) nonostante i risultati negativi di Hong Kong.

Euro in calo sul dollaro e yen da ieri ma in recupero dall'avvio
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1037 dollari (1,1029 in avvio e 1,1050 venerdì in chiusura), e a 120,3665 yen (120,15 e 120,76), con il biglietto verde che vale 109,059 yen (108,98 e 109,28). Il petrolio, infine, è debole: il contratto consegna Dicembre sul Wti perde lo 0,40% a 57,01 dollari al barile, quando il contratto consegna Gennaio sul Brent del Mare del Nord scivola dello 0,21% a 62,38 dollari al barile.


Tutti gli indici e le quotazioni

L’andamento dello spread BTp-Bund

I titoli di Piazza Affari

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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