ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Wall Street chiude in ribasso per il terzo giorno consecutivo. Le banche centrali mandano ko le Borse

Il Dow Jones perde lo 0,85%, il Nasdaq cede lo 0,97%% mentre lo S&P 500 arretra dell’1,12%. Mercati nervosi per il rischio che la Fed e la Bce possano provocare una recessione

di Eleonora Micheli

Aggiornato alle 13.50

La Borsa, gli indici del 16 dicembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Wall Street continua a chiudere negativa. Il Dow Jones perde lo 0,85% a 32.92,00 punti, il Nasdaq cede lo 0,97%% a 10.705,41 punti, mentre lo S&P 500 arretra dell’1,12%% a 3852,13 punti.

La settimana appena passata

La settimana delle banche centrali è stata negativa per le Borse mondiali, che hanno tutte battuto in ritirata. Del resto i numeri uno della Federal Reserve e della Banca centrale europea, Jerome Powell e Christne Lagarde, hanno usato toni da falco, sebbene nei fatti abbiano ridotto il rialzo dei tassi di interesse allo 0,5%, rispetto al precedente ritocco dello 0,75%. Così Milano ha lasciato sul parterre il 2,4% (-13,4% il bilancio da inizio anno), Francoforte il 3,4% (-12,6%), Parigi il 3,4% (-9,8%) Madrid il 2,1% (-6,9%) e Londra l’1,9% (-0,7%). Il bilancio è negativo anche per Wall Street. Il settore dei viaggi e del divertimento ha registrato le perdite più pesanti, con l’indice giù del 5,4%. Per contro le banche hanno arginato i danni all’1,3%. E’ salito il valore del greggio: il wti ha registrato un progresso del 4,5%, riducendo il calo da inizio 2022 all’1,5%. A Piazza Affari sono state comprate le banche: Banco Bpm è stata la migliore, registrando un rialzo del 3,5% (+23%), spinta anche dalla notizia che Enasarco ha acquistato l’1,97% del capitale. Unicredit, inoltre, ha messo a punto un progresso del 2,1% (-5,6%), forte dell’accordo commerciale con Azimut, a sua volta salita dell’1,9% (-17%), piazzandosi al terzo posto della classifica settimanale. Hanno fatto bene ancheLeonardo - Finmeccanica (+1,9%) e Saipem(+0,7%). Per contro Hera è stata la peggiore, lasciando sul parterre il 9,9% e ampliando le perdite da inizio anno al 30%, complice anche l'istruttoria dell'Antitrust sulle principali società che erogano l'energia. Sono inoltre andate male le Iveco (-6%), le Unipol(-5,6%) e le St (-5,3%) e leItalgas (-5%). In Europa si sono distinte le Adidas salendo dell’1,9% (-52,2%), mentre hanno fatto male le Bayer (-8,2% +3,3%).

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Quanto alla seduta di venerdì, è stata ancora in calo, nonostante la brusca frenata della vigilia. I timori per il rallentamento dell’economia, i messaggi intransigenti contro l’inflazione della Federal Reserve e della Banca centrale europea e le scadenze tecniche di futures e opzioni su indici e azioni hanno pesato sull’andamento delle Borse europee. Del resto i segnali che arrivano dall’economia non promettono niente di buono per l’inizio del 2023. Piazza Affari ha però limitato i danni allo 0,16%, grazie al sostegno delle banche e di qualche big del Ftse Mib. Lo spread è peggiorato a 213 punti, mentre il rendimento dei decennali è salito al 4,28%, dal 4,15% della vigilia.

Mercati in balia di dati macro e messaggi di Fed e Bce

Nel dettaglio venerdì 16 dicembre le Borse europee hanno vissuto una giornata all’insegna della volatilità, risentendo delle così dette "quattro streghe", ossia delle scadenze tecniche. Il mood, comunque, è cambiato negli ultimi due giorni, con i messaggi della Fed e della Bce che sono state vere e proprie docce fredde per i mercati. Sia il numero uno della Fed, Jerome Powell, sia la presidente della Bce, Christine Lagarde, hanno fatto intendere che la politica monetaria rimarrà restrittiva nei mesi venturi, in modo da assicurare che sia portata avanti la lotta contro l’inflazione. Così il costo del denaro negli States vedrà un picco l’anno prossimo al 5,1%, livello rivisto dal precedente 4,6%, secondo i banchieri della stessa Federal Reserve. Insomma la strada della politica monetaria restrittiva continuerà, sebbene nei giorni scorsi, l'istituto centrale abbia alzato i tassi di 50 punti base, livello più contenuto rispetto ai 75 punti delle ultime quattro riunioni. Anche la Bce ha alzato il costo del denaro di 50 punti base, anziché di 75 punti come nelle ultime due riunioni, ma Lagarde ha tenuto a precisare che non si tratta di «un cambio di passo». Da marzo, poi, l’istituto centrale inizierà anche a ridurre i titoli di stato in portafoglio. Indicazione che già ieri ha fatto subito scattare al rialzo rendimenti e spread italiano. Inoltre presidente della Bce ha usato un piglio risoluto nell’annunciare una politica dura contro l’inflazione, in modo da riportarla nell’intorno del 2%. Il problema, però, secondo analisti e investitori, è che la mano di ferro delle banche centrali finirà per pesare ancora di più sulla congiuntura, già in forte rallentamento. Ieri è stato pubblicato un brutto dato, quello relativo alle vendite al dettaglio che a novembre hanno frenato dello 0,6% rispetto a ottobre. Come se non bastasse anche la produzione industriale è calata dello 0,2%. Inoltre oggi è stato annunciato che sia l’attività manifatturiera che quella dei servizi sono peggiorate nel mese di dicembre (indici Pmi scesi rispettivamente a 46,2 punti e 44,4 punti). Anche in Europa l'indice Pmi manifatturiero di dicembre è rimasto sotto i 50 punti, indicando contrazione: si è attestato a 47,7 punti, pur migliorando dai 47,1 di novembre.

A Milano scatta Azimut dopo accordo con Unicredit

A Piazza Affari sono andate bene le banche, fatta eccezione di Banca Pop Er , poco variata.Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 3,19%, Banco Bpm l'1,75%. Quest’ultima mentre il mercato continua a interrogarsi sulle mire di Enasarco, che nei giorni scorsi ha rilevato l’1,97% del capitale. I riflettori sono rimasti accesi su Unicredit (+1,7%) e Azimut (+6%), dopo l’annuncio a sorpresa della partnership commerciale sulla distribuzione in Italia di nuovi prodotti di risparmio gestito. Grazie all'accordo, ha spiegato l'ad Andrea Orcel, «UniCredit amplierà ulteriormente le proprie attività lungo la catena del valore e rafforzerà l'impegno a offrire i prodotti migliori ai suoi 7 milioni di clienti in Italia». L'intesa prevede che Azimut costituisca una sgr irlandese interamente controllata che «svilupperà prodotti di investimento da distribuire in Italia attraverso la rete di UniCredit su base non esclusiva». Il lancio dei fondi per i clienti italiani è previsto per la seconda metà del 2023. UniCredit avrà inoltre il diritto di esercitare un'opzione di acquisto sulla newco «tra cinque anni o prima, a seconda di specifiche circostanze». L’impatto, comunque, ha precisato Orcel, si farà sentire dal 2024. Del risparmio gestito, si sono mosse al rialzo anche le Finecobank (+2,47%), mentre Banca Mediolanum (-0,75%) e Banca Generali(-0,12%) hanno perso punti. Anche Anima Holding ha lasciato sul parterre l'1%.

Bene Iveco e Prysmian, debole Diasorin, sotto la lente Tim

Hanno chiuso in rialzo anche Iveco Group (+0,53%), Leonardo - Finmeccanica(+0,36%) e Prysmian (+0,63%), mentre Diasorin (-3,68%), dopo la buona performance dei giorni scorsi, ha accusato il peggior calo del Ftse Mib. Telecom Italia ha perso l'1% all'indomani della cooptazione nel cda di Massimo Sarmi. Il mercato attende novità sulla rete, che il governo vorrebbe sotto il cappello statale. Entro fine anno l'esecutivo si è impegnato a fornire indicazioni sul delicato dossier, dove secondo indiscrezioni potrebbe farsi avanti anche Poste Italiane (+0,5%).

Fincantieri sale nel giorno del piano, in volata la matricola Impianti

Fuori dal paniere principale, Fincantieri è salita dell'1,53% nel giorno della presentazione del piano industriale, con i vertici della società che hanno indicato di prevedere il ritorno all'utile dal 2025, quando l'azienda registrerà ricavi per 8,8 miliardi e mostrerà un margine del 7% sull'ebitda. E' la stima del nuovo piano industriale '23-'27 approvato ieri sera dal cda e firmato dal nuovo amministratore delegato Pierroberto Folgiero. Sono volate del 45,8% le azioni diI mpianti, la matricola che oggi ha debuttato sull'Euroxext Growth Milan.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro stabile a 1,06 dollari, in netto calo il petrolio, tracollo del gas

Sul mercato valutario, l’euro vale 1,0615 dollari (ieri in chiusura a 1,064) e 145 yen (146,54), mentre il rapporto dollaro/yen è 136,66 137,75). E’ in deciso calo il prezzo del petrolio dopo tre giorni di aumenti: il future gennaio sul Wti cede il 2,7%, attestandosi a 74 dollari al barile. Crolla il gas: il contratto di gennaio perde il 14,6% attestandosi a 114,99 euro per megawattora


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