la giornata

Dazi e impeachment Trump frenano le Borse, a Piazza Affari la moda in fermento

Kering avrebbe avuto colloqui preliminari per l'acquisizione di Moncler, che ha guadagnato oltre il 6% (in scia Ferragamo +7%). Ha invece perso terreno Fiat Chrysler (-0,8%) dopo che l'Agenzia delle Entrate ha chiesto il pagamento di oltre un miliardo di tasse aggiuntive in relazione all'acquisizione di Chrysler nel 2014. Spread risale a 177 punti

di Paolo Paronetto ed Enrico Miele


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(Reuters)

4' di lettura

Le Borse europee chiudono in rosso la seduta frenate dai venti negativi che spirano da Wall Street. La trattativa sui dazi Usa-Cina, più fredda del previsto, e le ipotesi consistenti di un impeachment contro il presidente Trump hanno reso nervosi i mercati, con le Borse europee che hanno resistito per metà seduta per poi chiudere quasi tutte in negativo (tranne Parigi). Il FTSE MIB, che era arrivato a guadagnare fino a mezzo punto nel corso della giornata, ha registrato alla fine un rosso dello 0,28%. L’unica eccezione in positivo è Parigi, che strappa la parità sul finale. Tutte in rosso, invece, le altre big, da Madrid (-0,3%) a Francoforte (-0,65%), fino a Londra (-0,7%). I settori più penalizzati dagli investitori sono materie prime e auto, tra i più sensibili alle continue tensioni sui balzelli commerciali tra Usa e Cina. A Piazza Affari non è bastato exploit di Moncler (+6,5%). Il marchio dei piumini, secondo indiscrezioni, sarebbe nel mirino dei francesi di Kering, con l’a.d. Ruffini che ha confermato contatti periodici con investitori, tra cui Kering, sottolineando che, al momento, non c’è “alcuna ipotesi concreta allo studio”. Ma il rally del titolo ha sostenuto l’intero settore del lusso, con in testa Salvatore Ferragamo (+7,3%). Chiude in rialzo anche Leonardo - Finmeccanica (+1,5%) grazie al giudizio positivo di S&P. In fondo al listino finiscono Poste (-1,8%) e molti bancari, da Banco Bpm (-1,4%) a Unicredit (-1,3%), che risentono delle tensioni del governo Conte sulla manovra (lo spread è in rialzo a 177 punti). Chiusura debole per Fiat Chrysler Automobiles (-0,85%), nel mirino del fisco italiano per una presunta sottovalutazione del valore dell'acquisizione di Chrysler.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

In rosso Fca, richieste Fisco su Chrysler complicano deal Psa
Per quanto riguarda Fiat Chrysler Automobiles, l'Agenzia delle Entrate italiana contesta al gruppo di aver sottostimato di 5,1 miliardi il valore per l'acquisizione di Chrysler avvenuta nel 2014. Lo spostamento della sede legale in Olanda generò infatti la cosiddetta "exit tax" (tassazione applicata sulle plusvalenze realizzate quando si sposta l'attività all'estero) e la sottostima avrebbe evitato di pagare oltre 1,3 miliardi alla luce di un'aliquota al 27,5%.

«Si tratta - notano gli analisti di Equita - di un'ulteriore complicazione sulla strada della definizione del memorandum of understanding per la fusione con Psa». «Tuttavia - aggiungono - riteniamo sia meno rilevante rispetto all'iniziativa legale di Gm, anche perché sono in corso negoziati con l'Agenzia delle Entrate che dovrebbero concludersi entro fine anno e potrebbero portare ad un accordo per una cifra ben inferiore». Fca, da parte sua, sottolinea di non condividere «affatto le considerazioni contenute in questa relazione preliminare» dell'Agenzia delle Entrate e di aver «fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi». «Va inoltre rilevato - prosegue un portavoce del gruppo - che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse, senza alcun significativo esborso di liquidità o conseguenza sui risultati».

Bene Leonardo, S&P migliora l'outlook. Vola l'As Roma
E' continuato il buon momento di Leonardo - Finmeccanica. Le quotazioni, sostenute alla vigilia da nuovi contratti e dal giudizio positivo degli analisti di Bank of America, hanno beneficiato del miglioramento a "positivo" dell'outlook sul rating "BB+" annunciato ieri a mercato chiuso dall'agenzia di valutazione S&P. «Prevediamo che Leonardo genererà una solida crescita di circa il 6-7% all'anno nel periodo 2019-2021, con un margine Ebitda di circa il 12-13% - hanno spiegato gli esperti di S&P - Inoltre, prevediamo che il gruppo genererà un flusso di cassa operativo più elevato rispetto alle nostre stime, il che aumenta il potenziale di ulteriore riduzione della leva finanziaria. Il rating potrà quindi essere migliorato «se nei prossimi 12-18 mesi la solida crescita dell'azienda e margini almeno stabili si tradurranno in una generazione di Flusso di cassa operativo di circa 300 milioni di euro all'anno e un Funds from operations (Ffo - ossia l'Ebitda al netto delle spese per interessi e delle spese fiscali) rispetto al debito del 35% o piu». Fuori dal listino principale, a Piazza Affari ha spiccato l’As Roma (+16,4%), sotto i riflettori del mercato in seguito alle notizie che arrivano dagli Usa su possibili manovre nell'azionariato e novità sul fronte della costruzione del nuovo stadio.

Andamento dello spread Btp / Bund

Sterlina ai massimi da oltre 2 anni. Spread sale a 177 punti
Sul mercato valutario, l’euro verso fine seduta tocca la soglia di 1,11 contro il dollaro. La sterlina, invece, vola ai massimi da due anni e mezzo (0,844) contro la moneta unica. Sopra la parità il prezzo del petrolio mentre inizia il meeting dell’Opec+ dove si potrebbe registrare un intervento a sostegno dei prezzi. Il future gennaio sul Wti salo dello 0,8% a 58,9 dollari al barile, mentre la consegna febbraio sul Brent cresce dell’1,2% a 63,7 dollari. Chiusura in allargamento per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato Mts: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 177 punti base, dai 170 punti della chiusura di ieri.

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