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Borse, scatta conto alla rovescia sui dazi. Milano(-1%) , maglia nera sotto 23mila

È iniziata un’importante settimana con molti appuntamenti: oltre alle riunioni delle banche centrali sui tassi ci sono le elezioni in Gran Bretagna. Domenica potrebbero scattare i nuovi dazi Usa i beni di Pechino ma si spera in un accordo tra i due Paesi. A Piazza Affari calcio protagonista. Lo spread torna sotto 170 punti

di Andrea Fontana e Flavia Carletti


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(REUTERS)

4' di lettura

Piazza Affari maglia nera d'Europa in una seduta per lo più per le principali Borse del Vecchio Continente. Il FTSE MIB ha chiuso in calo dello 0,97%, recuperando dai minimi toccati dopo la metà seduta, quando l'indice è sceso sotto la soglia dei 23mila punti. Ad alimentare le vendite su Milano, secondo alcuni operatori, è stato sia il movimento tecnico, sia uno spostamento degli investitori verso l'obbligazionario, dopo le rassicurazioni del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, sul Mes. Deboli anche le Borse di Parigi (-0,59%) e Francoforte (-0,46%), quando Londra si è mantenuta sulla parità (-0,08%). Le Borse europee hanno risentito negativamente della contrazione delle esportazioni cinesi nel mese di novembre, quando si avvicina la scadenza del 15 dicembre, data prevista per l'entrata in vigore di nuove tariffe di Washington sui prodotti cinesi di importazione. Inoltre i mercati guardano alle nuove manifestazioni di protesta a Hong Kong.

Piazza Affari la peggiore in Europa, tiene Stm
A Milano sono prevalse le vendite soprattutto su titoli che vantano buoni rialzi da inizio anno come Azimut (-3,61%) e Recordati (-3,01%). Prese di beneficio anche sul lusso dopo la buona performance della scorsa settimana: Salvatore Ferragamo ha lasciato sul terreno il 3,78 per cento. Ha tenuto in positivo Stmicroelectronis (+0,44%), che ha beneficiato di un report di Credit Suisse, che si aspetta per il 2020 un aumento del 10% delle vendite del gruppo italo-francese, grazie soprattutto ai nuovi ordini di Apple. Oltre a Stm, gli unici titoli del Ftse Mib che hanno chiuso la seduta con il segno più sono stati Tenaris (+0,38%), Saipem (+0,09%) e Atlantia (+0,05%): venerdì scorso il Tar della Liguria ha stabilito che il decreto Genova (che aveva estromesso Società Autostrade dalla demolizione e dalla ricostruzione del nuovo ponte Morandi) presenta dei profili di potenziale violazione costituzionale e ha trasmesso la questione alla Corte Costituzionale. La notizia, secondo alcuni analisti, potrebbe essere potenzialmente positiva per Aspi (controllata da Atlantia). Per quanto riguarda la concessione, oggi il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha detto di aspettarsi che «l’esito del procedimento aperto nei confronti di Autostrade per l’Italia si concluderà entro fine anno».

Unicredit limita i danni grazie a Goldman Sachs
Unicredit (-0,05%) ha tenuto meglio degli altri titoli del settore bancario, sostenuta dal giudizio di Goldman Sachs sul nuovo piano industriale al 2023: il broker, che conferma l'indicazione "buy" con target di prezzo a 17,5 euro, apprezza il programma di taglio dei costi e la prospettiva di un tax rate più basso e sottolinea il più elevato ritorno sul capitale grazie alla politica dei dividendi annunciata e all'acquisto di azioni proprie.

Club romani in fermento, debole Mediaset
Sotto i riflettori i club romani di calcio quotati a Piazza Affari. i titoli dell'As Roma sono saliti del 4,98% e quelli della Ss Lazio del 5,43%. Per la squadra giallorossa, secondo indicazioni di stampa, quella che inizia potrebbe essere la settimana decisiva per il passaggio del controllo da James Pallotta a un altro investitore statunitense, Dan Friedkin. Le trattative vengono date come serrate e già nei prossimi giorni il pacchetto di maggioranza della As Roma potrebbe passare di proprietà. La valutazione dell'operazione è data intorno ai 700 milioni, tenendo conto anche che c'è un debito di 270 milioni e si parla anche della necessità di ricapitalizzare per 150 milioni. Resta aperta, inoltre, la partita per il nuovo stadio del club. Per quanto riguarda la Ss Lazio, con la vittoria sulla Juventus nell'ultima giornata di campionato, la squadra biancoceleste ha consolidato il terzo posto in classifica, riducendo le distanze con le prime due: Inter e Juventus (-0,47%). Gli acquisti hanno premiato anche Safilo (+2,11%), dopo l'annuncio dell'acquisto del 70% della società statunitense Blenders Eyewear e in attesa del nuovo piano industriale, che sarà presentato mercoledì 11 dicembre. Debole Mediaset (-0,88%), dopo il rinvio al 21 gennaio della querelle con Vivendi (+0,81% alla Borsa di Parigi) sulla nascita di MediaForEurope.

Elezioni Uk e banche centrali i temi della settimana
Si tratta di una settimana importante per i mercati, con diversi appuntamenti cui gli investitori guarderanno certamente. Tra gli altri: mercoledì 11 c’è la riunione della Fed sui tassi. Giovedì tocca, poi, alla Banca centrale europea in concomitanza con le elezioni in Gran Bretagna. La sterlina segna i massimi da maggio 2017 nel cambio pound/euro ed è al top da maggio 2019 nel cambio con il dollaro.

Petrolio corregge dopo rally innescato da tagli Opec
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1072 dollari (1,104 venerdì in chiusura), e a 120,233 yen (120,08). Intanto, il biglietto verde è scambiato a 108,6 yen. È continuato il recupero della sterlina britannica, un euro vale 0,841 pound (0,842). Nel corso della seduta, il prezzo del petrolio ha limitato i danni: il contratto consegna Gennaio sul Wti perde lo 0,17% a 59,1 dollari al barile, quando il contratto consegna Febbraio sul Brent del Mare del Nord scivola dello 0,06% a 64,35 dollari al barile.

Spread con Bund chiude in calo a 169 p.b., rendimento all'1,38%
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco ha concluso la giornata a 169 punti base, in calo di cinque punti rispetto al closing di venerdi' a 174 punti. In netto calo il rendimento dei decennali benchmark italiani che scende all'1,38% dall'1,45% del riferimento precedente.

Per approfondire
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