ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Wall Street chiude in calo dopo la Fed

Giovedì in agenda anche il consiglio direttivo Bce e della Banca d’Inghilterra

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 14 dicembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Borse europee ingessate nell’attesa delle decisioni che questa sera la Federal Reserve e domani la Banca centrale europea prenderanno sui tassi di interesse. La Riserva Federale Usa ha ritoccato al rialzo i tassi di 50 punti base, e l’attesa è per un rialzo simile anche da parte della Banca centrale europea. I listini europei oggi hanno trattenuto il respiro, dopo avere già corso la vigilia, festeggiando il dato americano sull’inflazione, che ha fatto presupporre che i prezzi al consumo Oltreoceano abbiano già superato il proprio picco nei mesi scorsi. Wall Street ha chiuso negativa: il Dow Jones ha perso lo 0,42% a 33.965,69 punti, il Nasdaq ha ceduto lo 0,76% a 11170,89 punti mentre lo S&P 500 è arretrato dello 0,61% a 3995,21 punti. Milano ha chiuso in calo dello 0,26% nel giorno in cui Bruxelles ha promosso la manovra del governo, facendo tuttavia alcuni rilievi. Lo spread è risalito a 192,2 punti e il rendimento dei Btp a dieci anni al 3,85% (dal 3,78%).

Economisti Ifo meno pessimisti dei mesi scorsi su pil tedesco

Le Borse europee sono rimaste praticamente ingessate per tutta la giornata nell’attesa degli annunci delle banche centrali. Se questa sera la Federal Reserve farà conoscere le proprie decisioni di politica monetaria e anche le stime sull’economia Usa per il 2023, domani sarà la volta di Bce e Boe, che renderanno note le proprie condotte di politica monetaria. L’Eurotower diffonderà anche le stime sull’economia europea. Gli investitori scommettono che i rialzi del costo del denaro sia Oltreoceano, sia in Europa siano di 50 punti base, in rallentamento rispetto agli ultimi ritocchi di 75 punti base. Saranno fondamentali inoltre le parole dei numeri uno, Jerome Powell e Christine Lagarde per comprendere le mosse degli istituti centrali nei mesi venturi. La politica monetaria dovrebbe rimanere restrittiva, sebbene nel 2023 si profili all'orizzonte un rallentamento dell’economia e anche dell’inflazione. Quest’ultima negli States dovrebbe avere già superato il picco. Ieri è infatti stato reso noto che a novembre si è attestata al 7,1% (su base annua), contro previsioni del 7,3% e contro il 7,7% di ottobre. In Europa i prezzi al consumo potrebbero continuare a salire, come ha detto più volte anche la numero uno della Bce, Christine Lagarde, risentendo più che altro dal caro energia provocato dalla guerra in Ucraina. Intanto Eurostat ha annunciato che a ottobre la produzione industriale dell’area euro è diminuita del 2% rispetto a settembre e del 3,4% rispetto a un anno prima. L’Italia ha fatto meglio, con una produzione scesa dell’1% rispetto a settembre e dell’1,6% rispetto a ottobre 2021. Gli economisti dell’istituto tedesco Ifo, comunque, ritengono che la recessione che dovrebbe colpire il Paese l’anno prossimo sarà più mite di quanto previsto in precedenza. Nel dettaglio il pil tedesco è visto in ribasso dello 0,1% nel 2023, contro il -0,3% che i ricercatori avevano indicato nei mesi scorsi. Anche il tasso di inflazione scenderà dal 7,8% di quest'anno al 6,4% del prossimo anno.

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A Piazza Affari deboli St e banche, in rialzo Diasorin

A Piazza Affari gli investitori stanno facendo operazioni di piccolo cabotaggio per aggiustare i portafogli, in vista della fine dell’anno. Così le banche, che la vigilia erano salite, hanno battuto la fiacca. Banco Bpm ha lasciato sul parterre lo 0,6%, dopo la fiammata del 4% della vigilia, innescata dalla notizia che Enasarco ha acquistato l’1,97% del capitale. Anche Unicredit ha lasciato sul parterre lo 0,7%. Dopo la buona performance della vigilia, hanno perso quota le Stmicroelectronics (-1,3%). Si sono invece messe in evidenza le Diasorin (+2%). Sono la lente le utilities, con due temi che tengono banco: in Europa si guarda alla questione del tetto al prezzo del gas, con l'accordo che ancora non è stato trovato, mentre in Italia è sotto i riflettori l'indagine dell'Antitrust sul 60% dei contratti retail a prezzo fisso, con le società che confermano di avere rispettato i contratti. Enel ha chiuso sui prezzi di ieri, nel giorno in cui l'azienda ha anche annunciato l'accordo con Volkswagen sulla joint venture paritetica per accelerare la diffusione dell'e-mobility in Italia realizzando una rete di ricarica ad alta potenza (Hpc).

Sotto la lente Telecom, volatili i titoli oil

Moncler, debole in mattinata, ha limato le perdite allo 0,27%. Per la società, come per le altre aziende del lusso, si apre la stagione più importante, quella dello shopping natalizio. In più fanno ben sperare le notizie provenienti dalla Cina e da Hong Kong, dove le autorità hanno allentato le misure contro il Covid.Telecom Italia, in calo per gran parte della seduta, si è risvegliata sul finale, mettendo a segno un rialzo dello 0,57%. L’ad, Pietro Labriola, ha preannunciato che il 2022 dovrebbe chiudere «meglio di quanto comunicato al mercato» e che a febbraio, in occasione della presentazione del piano industriale, saranno rivisti al rialzo i target per il periodo 2023-2025. Il manager ha però ammesso che la società ha «un fardello» di debiti e pertanto sarà costretta a vendere qualche asset proprio per ridurre il debito. Hanno difeso le posizioni le Ferrari(inv), mentre Stellantis ha guadagnato lo 0,67% nell'attesa dei dati sulle immatricolazioni europee, che saranno diffusi domani. I titoli petroliferi, dopo essere saliti nella prima parte della seduta, hanno rallentato il passo: Saipem ha perso lo 0,39%, Tenaris è salita dello 0,19% ed Enii ha lasciato sul parterre l'1,48%. Quest’ultima nel giorno in cui il gruppo ha comunicato di valutare insieme a Euglena e Petronas lo sviluppo e la gestione di una bioraffineria in una delle più grandi aree petrolchimiche del Sud-est asiatico, il Pengerang Integrated Complex. Sono inoltre rimaste sotto la lente le utility,

In rialzo il prezzo del petrolio, gas in calo. Euro sopra 1,06 dollari

Il petrolio Wti al Nymex è in progresso anche in vista dell'effetto dell'allentamento delle restrizioni contro il Covid-19 in Cina e nonostante il rialzo delle scorte americane. negli States è infatti stato annunciato che la scorsa settimana le scorte di petrolio sono notevolmente aumentate, al contrario delle attese. Hanno registrato un rialzo di 10,231 milioni di barili a 424,129 milioni di unità, contro attese per un calo di 3,1 milioni. E' in calo il prezzo del gas: cede il 4,6% attestandosi a 131 euro al megawattora. Sul valutario l'euro resta sopra gli 1,06 sul biglietto verde: vale 1,0658 dollari (ieri in chiusura a 1,0653 dollari). Passa inoltre di mano a 143,67 yen (143,81), mentre il dollaro/yen è a 134,77 (134,93).

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