ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Il dietrofront di Londra e le trimestrali Usa danno la carica alle Borse. A Milano Mps nel mirino

Scende il prezzo del gas, dopo la proposta Ue di un «price cap dinamico». Risale la sterlina dopo le rassicurazioni del nuovo ministro delle Finanze inglese Jeremy Hunt. Euro stabile a 0,97 dollari, spread in calo a 240 punti

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle ore 22,10

La Borsa, gli indici del 17 ottobre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il dietrofront di Londra sul maxi programma economico e il rally di Wall Street, dove il Dow Jones è tornato sopra quota 30.000 punti con le trimestrali bancarie, hanno messo le ali alle Borse europee, che hanno consolidato i guadagni delle ultime due sedute e chiuso in netto rialzo. Se è vero che la retromarcia sul programma fiscale rischia di fare saltare la poltrona della premier di Liz Truss a poche settimane dal suo insediamento, i mercati apprezzano la prospettiva della cancellazione sostanzialmente totale di misure che avevano provocato forte turbolenza nelle precedenti sedute. Inoltre, le dichiarazioni del nuovo ministro delle Finanze Jeremy Hunt hanno dato la spinta anche alla sterlina (scambiata a 1,142 sul dollaro, dall’1,12 di venerdì) e allentato le tensioni sui titoli di Stato.
Per quanto riguarda le trimestrali delle grandi banche americane, anche se si è visto un calo dei profitti, in generale i ricavi si sono attestati in aumento e i risultati hanno superato le aspettative (è il caso anche di Bank of America e Bank of New York Mellon). Da capire se il trend sarà confermato nei prossimi giorni, quando sono chiamate alla prova dei conti Goldman Sachs e Netflix (martedì), Tesla e P&G (mercoledì) e, a seguire, i colossi tecnologici.

A sostenere i listini anche la proposta della Commissione europea di un "price cap dinamico" al prezzo del gas che fa scivolare sotto i 130 euro al megawattora il costo del metano ad Amsterdam. Così hanno finito poco sotto i massimi di giornata i principali mercati del Vecchio Continente, da Milano (FTSE MIB) a Francoforte (DAX 30), passando per Parigi (CAC 40). Vivaci anche Madrid (IBEX 35) e Londra (FT-SE 100) .

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Spostando lo sguardo verso l'Asia, dal discorso del presidente cinese Xi Jinping, che nelle scorse ha aperto il 20esimo Congresso del Partito comunista cinese, non sono arrivati messaggi di discontinuità sulla politica economica, mentre i timori per i mercati riguardano sempre l'atteggiamento delle Banche centrali davanti all'inflazione record in un'economia globale in frenata. In settimana, infatti, diversi rappresentanti della Fed dovrebbero confermare la volontà dell'istituto centrale americano di procedere con un doppio rialzo di tassi da 75 punti base entro fine anno dopo i dati dell'indice dei prezzi al consumo rilasciati nei giorni scorsi.

A Wall Street Dj sopra 30.000 punti, occhi su trimestrali

Intanto, seduta positiva anche a Wall Street, con il Dow Jones che torna sopra la soglia dei 30.000 punti e chiude a +1,86%, con lo S&P 500 che guadagna il 2,65% e il Nasdag incassa il +3,43%. L'attenzione resta su inflazione e rialzo dei tassi d'interesse e ora è rivolta anche alla stagione delle trimestrali. Risultati in chiaroscuro, venerdì, dai conti delle grandi banche, con JPMorgan Chase, Wells Fargo e Citigroup andate oltre le previsioni, mentre Morgan Stanley ha deluso le attese; tutte, però, hanno registrato profitti in calo. Bank of America si è inserita nella scia delle altre grandi banche americane e ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in aumento e profitti in ribasso, ma sopra le previsioni grazie ai risultati migliori del previsto del trading obbligazionario; nel premercato, guadagna il 2,7%. L'outlook per questa stagione delle trimestrali non è buono: secondo le stime degli analisti raccolte da FactSet, i profitti delle società sullo S&P 500 sono aumentati solo del 2,4%; si tratterebbe del peggior risultato dal terzo trimestre del 2020, nel pieno della pandemia.

A Milano brillano oil e industria

A Piazza Affari si è aperto il periodo di adesione per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi del Banca Mps: dopo la rettifica dei titoli da 9,9 euro a 2,063 euro, sul mercato si sta registrando il tracollo dei diritti d'opzione, fermati più volte in asta di volatilità, mentre sono deboli anche le azioni. Sul Ftse Mib, bene soprattutto i petroliferi (Tenaris, più prudente Saipem), grazie alla vivacità del greggio, e le banche (da Banca Pop Er a Banco Bpm fino a Unicredit). Salgono Enel sulle indiscrezioni relative alle trattative con il fondo Cvc per la cessione del 50% dei servizi di rete ai distributori e Leonardo - Finmeccanica, con un occhio al budget della difesa del Regno Unito. In calo nel lusso Moncler e il gruppo Davide Campari. In recupero Telecom Italia dopo un brutto avvio legato al taglio di rating da parte di S&P. Brilla Saras dopo che Trafigura ha aumentato la sua partecipazione salendo sopra il 5%.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Mps, esordio da incubo per l'aumento. Azione+diritto -73%

Esordio da incubo in Borsa per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi del Monte dei Paschi di Siena, funzionale all'ampio piano di ristrutturazione della banca e al suo rafforzamento patrimoniale. Gli investitori hanno venduto i titoli dell'istituto senese (-2,69% a 2,0075 euro, dopo un avvio a +7,56%), ma soprattutto sono corsi a liberarsi dei diritti di opzione, precipitati del 91,43% a 0,6715 euro. Complessivamente, rispetto alla chiusura di venerdì l'aggregato azione+diritto ha bruciato il 72,9% del proprio valore, per una capitalizzazione pre aumento precipitata a circa 27 milioni. Mps emetterà circa 1,25 miliardi di azioni al prezzo di sottoscrizione di 2 euro nel rapporto di 374 nuovi titoli ogni 3 posseduti. I diritti di opzione potranno essere negoziati fino al 25 ottobre ed esercitati fino al 31 del mese. L'attuale prezzo del diritto implica un valore del titolo pari a 2,0054 euro, lo 0,1% in meno dei corsi di mercato. Nella settimana pre aumento il titolo ha perso il 56% circa in Borsa. L'aumento è iperdiluitivo visto che l'ammontare dell'operazione è di 10 volte superiore alla capitalizzazione di Borsa.

Gas a minimi da giugno, spinta Ue su nuovo benchmark

Le iniziative Ue per contenere i prezzi del gas e la loro volatilità e gli sforzi dei Paesi europei per aumentare le riserve in vista dell'inverno stanno contribuendo a spingere le quotazioni del gas naturale sul Ttf di Amsterdam ai minimi da giugno. Il contratto novembre arretra del 7% a 132 euro al megawattora. Tra l'altro è lo stesso Ttf a essere nel mirino degli interventi Ue perché da tempo è ritenuto un indice non in grado di riflettere le condizioni reali del mercato. La bozza di proposta della Commissione Ue è quella di definire entro fine anno un nuovo benchmarck per le negoziazioni con i fornitori. La maggiore stabilità dei prezzi verrà intanto perseguita dall'Ue attraverso un "corridoio dinamico" temporaneo.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in calo a 242 punti, rendimento al 4,70%

In calo lo spread BTp/Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco, infatti, ha segnato una prima posizione a 242 punti base dai 245 punti della vigilia. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark che segna 4,70% dal 4,80% della chiusura di venerdì scorso.

Rimonta sterlina dopo rassicurazioni Hunt, sale il petrolio

Sul mercato valutario la sterlina rimonta in area 1,13 dollari, sostenuta dalle dichiarazioni del nuovo ministro delle Finanze britannico che intende annullare quasi tutte le misure fiscali che avevano innescato forti turbolenze su titoli di Stato e la divisa britannica. Euro/dollaro stabile verso metà seduta a 0,9737 (da 0,9742 segnato venerdì 14 ottobre alla chiusura dei mercati continentali). Clifford Bennett, capo economista di Acy Securities, ha osservato che il dollaro statunitense continuerà probabilmente a salire, dato che i tassi di interesse aumenteranno per contrastare l’inflazione. «Le prospettive economiche sono fosche» ha detto a proposito dell’economia americana. «Il dollaro continuerà a rafforzarsi per il momento, soprattutto nei confronti delle altre valute occidentali». Nel settore delle materie prime, il petrolio è in rialzo di quasi un punto percentuale sui 92,4 dollari al barile nel Brent dicembre e a 86,4 dollari al barile nel Wti novembre.

Tokyo chiude a -1,16% in scia ai listini Usa

La Borsa di Tokyo ha chiuso in “rosso” la seduta del 17 ottobre, seguendo la tendenza di Wall Street, depressa dai deludenti indicatori macroeconomici statunitensi. L'indice di punta Nikkei, che venerdì scorso si era apprezzato di oltre il 3,2%, è sceso dell'1,16% a 26.775,79 punti; l'indice Topix è sceso dello 0,98% a 1.879,56 punti. Alla borsa di Hong Kong, anche l'indice Hang Seng viaggia sotto la parità. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a settembre sono state leggermente al di sotto delle aspettative e un indice di fiducia dei consumatori americani ha mostrato i timori per un'inflazione elevata per molto tempo, nonostante gli sforzi della Fed per rallentare l'aumento dei prezzi.

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