ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

La Bce non rovina la festa a Piazza Affari: +4,5% in una settimana. Twitter dà l'addio ai mercati

Le Bce ha alzato di 75 punti base il costo del denaro, ma gli indici europei sono saliti. Bene anche quelli Usa, con il Dow Jones che si avvia a registrare un ottobre record

di Eleonora Micheli

Twitter, la piattaforma è di Elon Musk

9' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Settimana di rialzi per le Borse europee, nonostante la Banca centrale europea abbia alzato di 75 punti base il costo del denaro. D’altra parte sulla stampa americana si è fatta strada l’ipotesi che la Fed possa rallentare il ritmo delle strette monetarie. In più anche il consiglio direttivo della Bce ha utilizzato parole meno da "falco" in tema di politica monetaria, al termine della riunione che si è tenuta giovedì. Continua però a destare preoccupazione l’inflazione che in Germania a ottobre si è spinta al 10,4% e in Italia all’11,9%. In cinque sedute Milano ha guadagnato il 4,5%, portando il bilancio da inizio anno al -17,6%. Francoforte è salita del 4% (-16,6%), Parigi del 3,9% (-16,3%), Madrid del 4,9% (-9,1%). Londra, nella settimana in cui è stato nominato il nuovo premier Rishi Sunak al posto di Liz Truss, è salita solamente dell’1,1%, ma il suo bilancio da inizio anno è meno disastroso rispetto alle altre piazze europee e pari a un calo del 4,6%. Oltreoceano corre il Dow Jones (con una performance settimanale attorno al 5%), mentre rimane indietro il Nasdaq (+0,9%), che per altro da inizio hanno segna un rosso del 30% contro quello del 10% del Dow Jones. Quest'ultimo si avvia a chiudere il miglior ottobre di sempre.
A Piazza Affari Saipem ha vantato la performance migliore in volata del 31%, grazie alla trimestrale oltre che al contratto siglato in Qatar. Da inizio anno, pero, le quotazioni della società hanno perso il 79%. L’effetto conti, per altro, ha spinto in alto anche le Eni (+8,9%), nonostante il bilancio da inizio anno sia positivo e pari al 7,5%. Si sono inoltre distinte le Interpump Group (+7,6%) , le Banca Mediolanum+7,9% e le Unicredit (+7,1%), quest’ultime nella settimana in cui oltre alla trimestrale, è stata annunciata la revisione al rialzo dei target di fine anno. La trimestrale ha invece spinto giù le Amplifon che hanno perso complessivamente il 5,8%. Hanno fatto male anche le Stmicroelectronics (-4,7%), nonostante i conti siano stati in crescita nel terzo trimestre. I vertici hanno però preannunciato un rallentamento delle vendite nel quarto trimestre.
Nel corso della settimana hanno bruscamente frenato i rendimenti dei titoli di stato. Quello sui Btp a dieci anni è passato dal 4,76% al 4,15%, quello dei Bund di pari durata dal 2,43% al 2%. Lo spread, nella settimana in cui si è insediato il nuovo governo guidato dal presidente, Giorgia Meloni, ha frenato da 232 punti a 206 punti. Ha risalito la china l’euro sul dollaro, rivalutandosi dello 0,8% e portandosi sulla parità. Il petrolio, infine, ha guadagnato terreno: il wti ha guadagnato il 3% circa.

Venerdì chiusura contrastata per le Borse europee, -0,27% Milano

Quanto alla seduta di venerdì, le Borse europee hanno registrato una chiusura contrastata. Gli indici sono partiti male e sono migliorati nel pomeriggio sulla scia della performance positiva di Wall Street, con la stagione delle trimestrali entrata nel vivo. Intanto sul fronte macro sono emersi dati a luci e ombre: se ha stupito positivamente il dato del pil tedesco del terzo trimestre,, continua a preoccupare l’andamento dell’inflazione. Negli States, invece, è stato annunciato che a settembre l’inflazione Pce, quella più seguita dalla Federal Reserve, sebbene sia risultata elevata, è rimasta stabile rispetto ad agosto al 6,2%, irrobustendo le ipotesi che l’istituto centrale possa rallentare la corsa al rialzo dei tassi. Ipotesi che ha sostenuto Wall Street e al tempo stesso ha mantenuto la pressione sui tassi di interesse dei titoli di stato, dopo la corsa della scorsa settimana: quello del Treasury a dieci anni è scivolato sotto la soglia del 4% e oggi si attesta al 3,97%. Anche il Btp italiano a dieci anni ha un rendimento del 4,13%, lontano dal picco del 4,8% di una settimana fa. Lo spread ha chiuso a 205 punti. Sul finale Milano ha perso lo 0,27%.

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In Europa è allarme inflazione, negli States segnali incoraggiante

Le Borse europee sono partite in deciso calo all’indomani della decisione della Banca centrale europea di alzare il costo del denaro di 75 punti base. Decisione che ad ogni modo la vigilia era stata accolta positivamente, visto che l’istituto centrale ha usato toni meno da «falco», facendo sperare in un rallentamento delle strette monetarie nei mesi venturi. Qualche dubbio, però, è emerso oggi dopo che è stato reso noto che l’economia tedesca è più forte delle attese: nel terzo trimestre il pil della Germania è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi prima e dell'1,2% su anno, allontanando l’ipotesi di recessione imminente. In più continua a far paura l’andamento dell’inflazione, che in Germania a ottobre è salita al 10,4% annuo e in Italia, secondo le stime Istat, è stata dell’11,9%. Come se non bastasse, i previsori della Bce hanno rivisto al rialzo le loro aspettative di inflazione per il triennio al 2024. Per il 2022, 2023 e 2024. Le nuove stime si attestano all’8,3%, al 5,8% e al 2,4%, ovvero in rialzo rispettivamente di 1, 2,2 e 0,3 punti percentuali rispetto al precedente round di indagine. La situazione sembra un po' meglio negli States dove proprio oggi è emerso che l’inflazione Pce, quella più seguita dalla Fed, a settembre è rimasta stabile rispetto ad agosto, al 6,2% annuo. Indicazione importante che fa ben sperare in un rallentamento della corsa dell’indice dei prezzi, che ad ogni modo rimane su livelli elevati. Tra l'altro già ieri era stato indicato che l’inflazione Pce del terzo trimestre si è attestata al 4,2%, in netto rallentamento rispetto al 7,3% del trimestre precedente. In più sempre ieri era emerso che l’economia Usa è andata meglio delle attese nel terzo trimestre, salendo del 2,6% rispetto ai tre mesi precedenti, più di quanto avessero messo in conto gli analisti. Insomma Oltreoceano sembra che l'inflazione stia decelerando nonostante l'economia continui a essere florida. Ad ogni modo anche il pil europeo potrebbe essere migliore delle attese: oggi i previsori della Bce hanno rivisto leggermente al rialzo la stima di crescita del pil 2022 dell’eurozona al 3% dal 2,8% del precedente esercizio previsionale di luglio. Hanno però ridotto sensibilmente la stima per il 2023 a +0,1% nel 2023 (da +1,5%).

A Milano Eni in evidenza, ancora pesante St

A Piazza Affari si sono messe in evidenza le Eni(+1,69%), spinte dai numeri della trimestrale, archiviata con un utile netto adjusted di 3,73 miliardi, in linea con il trimestre precedente, ma in rialzo del 161% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In nove mesi la società del cane a sei zampe ha vantato un utile di 10,81 miliardi, in volata del +311%. Per altro anche Saipem ha registrato un rialzo dell'1% sul finale, dopo la volata a doppia cifra della vigilia e nonostante in mattinata le azioni fossero state prese di mira dalle prese di beneficio. Diasorin, dopo il calo della vigilia provocato dalla trimestrale, è rimbalzata del 2,8%. Sono andate bene le banche con Banco Bpm in progresso dell'1,16%, Banca Pop Er dello 0,65% e Mediobanca dello 0,46% nel giorno dell'assemblea dei soci, durante la quale il ceo, Alberto Nagel, ha dichiarato che il primo trimestre fiscale dell'istituto «è partito bene». Il manager ha comunque messo le mani avanti, asserendo: «abbiamo una buona visibilità su fine anno, bisognerà capire per il 2023». Intesa Sanpaolo, inoltre, ha chiuso sui valori della vigilia, mentre Unicredit, ben impostata per tutta la seduta, sul finale ha limato dello 0,4%. Le azioni della banca guidata da Andrea Orcel, comunque, in tre sedute hanno registrato un progresso attorno al 7%, spinte dai conti del terzo trimestre e dalla revisione al rialzo delle stime per fine anno. Dai minimi di fine luglio, le Unicredit hanno vantato un rialzo del 42% circa. Tre le blue chip,Stmicroelectronics ha perso ancora terreno dopo la frenata di oltre il 6% della vigilia, giorno in cui il gruppo ha pubblicato i conti del terzo trimestre in forte crescita. L’utile netto si è attestato a 1,099 miliardi di dollari, in rialzo del 131,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, su ricavi cresciuti del 35,2%, a 4,321 miliardi di dollari, livello superiore alle attese sia della società, sia degli analisti. Gli investitori, però, hanno bocciato St poiché la società si attende per il quarto trimestre dell'anno un forte rallentamento della crescita del fatturato al +1,8% su base trimestrale, dopo il +12,6% del periodo precedente. Inoltre, complici i problemi macroeconomici globali e le conseguenti tensioni sulla domanda, anche il margine lordo è atteso attorno al 47,3% nel quarto trimestre e al 47,3% anche per l'intero anno (meglio del 47% anticipato a luglio), al di sotto del 47,6% del terzo trimestre. Nelle ultime sedute, inoltre, ha soffiato contro St anche il trend debole dei titoli tech, dopo i conti deludenti pubblicati da Alphabet, Microsoft e Amazon. Ed ancora, Tenaris ha lasciato sul parterre il 3,1% e Iveco Group il 2%.

Parigi la migliore d'Europa, giù Amsterdam

Nel resto d'Europa Parigi ha registrato la performance migliore, in progresso dello 0,46%, nonostante sia emerso che il pil francese del terzo trimestre ha frenato al +0,2%. Francoforte ha guadagnato lo 0,24%, mentre Madrid ha chiuso sulla parità. Amsterdam ha perso lo 0,28%, pagando dazio al peso dei titoli tech, andati male anche oggi, in scia allo scivolone che negli States sta registrando Amazon. Londra, infine, è andata giù dello 0,27%.

Twitter dà l'addio a Wall Street , Amazon in pesante ribasso

Oltreoceano Twitter dà l'addio al la Borsa di New York. E' uno dei primi effetti dell'acquisto della piattaforma social da parte di Elon Musk, ufficializzata poche ore fa. La notizia è stata data direttamente dal New York Stock Exchange (Nyse). Come parte dell'accordo, Musk procederà alla fusione tra Twitter e la società X Holdings, creata in Delaware per gestire l'intesa. Tutte le azioni di Twitter saranno acquistate da X, che avrà il controllo della piattaforma, e Musk avrà il controllo della società.

E' inoltre una giornata no a Wall Street per Amazon, che risente dei deludenti risultati e delle previsioni al di sotto delle aspettative. L'utile netto è diminuito a 2,9 miliardi, o 28 centesimi per azione, dai 3,2 miliardi, o 31 centesimi per azione, dal terzo trimestre del 2021. Ad ogni modo è risultato sopra le attese di 2,2 miliardi. I ricavi sono stati di 127,10 miliardi di dollari, in rialzo del 15%, ma al di sotto del 127,46 miliardi del consensus. Sono stati sotto le attese anche i ricavi da Amazon Web Services, pari a 20,5 miliardi contro i 21,1 miliardi del consensus. Migliore delle previsioni, invece, è stato il dato della pubblicità con ricavi per 9,55 miliardi, in rialzo del 25%, contro i 9,48 miliardi attesi dagli esperti. Per il quarto trimestre, Amazon prevede ricavi tra i 140 e i 148 miliardi, per una crescita rispetto a un anno prima tra il 2% e l'8%; la previsione degli analisti era invece di 155,15 miliardi. L'utile operativo si e' quasi dimezzato a 2,53 miliardi dai 4,85 miliardi del terzo trimestre del 2021. A Wall Street Corrono invece le Apple, dopo i conti da record e nonostante i ricavi di alcuni dei suoi prodotti principali, a partire dall'iPhone, siano stati leggermente inferiori al consensus. Comunque l'utile per azione è stato di 1,29 dollari, su ricavi di 90,15 miliardi di dollari, in rialzo dell'8,1% rispetto a un anno prima, contro attese per 1,27 dollari su 88,90 miliardi.

BTp, collocati 3,75 mld a 10 anni e 2,75 mld a 5 anni

Buona domanda e rendimenti in calo per i BTp e CcTeu assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la nona tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/12/2027 per 2,75 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,1 miliardi. Il rendimento e' sceso di 64 centesimi attestandosi allo 3,48%. Collocata anche la prima tranche del nuovo BTp benchmark a 10 anni scadenza 01/05/2033: a fronte di richieste per 4,878 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 3,75 miliardi mentre il rendimento, in calo di 46 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato al 4,24%. Infine, la 15ma tranche del CcTeu scadenza 15/04/2026, assegnata per 1 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,155 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo del 2,54%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 1 novembre.

Euro resta sotto parità con il dollaro

Sul mercato valutario l'euro resta sotto la parità nei confronti del dollaro."E' diventato molto chiaro che il Consiglio Direttivo della Bce rimane su una traiettoria di stretta - osserva Martin Wolburg di Generali Investments dopo le decisioni della Banca centrale di alzare i tassi di interesse di 75 punti base e le indicazioni fornite dalla presidente Lagarde - .Ma con il tasso sui depositi ora nel mezzo di un corridoio considerato neutrale, l'entità e la velocità dei futuri rialzi dei tassi sono meno certe. La presidente Lagarde ha menzionato come fattori che determinano l'azione politica futura le prospettive di inflazione - in un contesto di una maggiore probabilità di recessione, le misure adottate finora - 200 bps in aumento negli ultimi 3 incontri - e la trasmissione dell'azione di politica monetaria passata. Ha anche sottolineato molto l'approccio incentrato sul valutare riunione per riunione e la dipendenza dai dati. Con il Consiglio che ha riconosciuto di aver compiuto "progressi sostanziali nel ritirare l'accomodamento della politica monetaria", "si aspetta di aumentare ulteriormente i tassi di interesse" ma non piu' "nei prossimi incontri" come indicato a settembre".

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